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[Esclusiva ith24] Forze Speciali italiane, la mamma di un incursore scrive a Capitan Nessuno a seguito di un Post di ith24: “Sono la mamma di un militare…”

By Papa Charlie

“Sono la mamma di un militare in missione e mi ha molto colpito questo racconto. Io pensavo, noi famigliari pensavamo, che il servizio all’estero fosse fare la scorta ai diplomatici o tutt’al più fare la guardia a magazzini e depositi. E’ la seconda volta che mio figlio fa questo servizio e non ha mai parlato di episodi del genere. Quando chiediamo lui ride e dice che si annoia…che c’è caldo di giorno e freddo di notte, che si mangia male e che pensa solo a tornare a casa… ma da quando ho cominciato a leggere i vostri post, mi si è aperto un mondo che non conoscevo e ho capito che i nostri militari non sono lì a fare le belle statuine…vi ringrazio per avermi dato queste notizie che, se da un lato mi fanno tremare il cuore, da un altro mi rendono, ci rendono orgogliosi dei nostri ragazzi, che vanno lì con il cuore e una forza di volontà incredibile.
Questo ci deve fare riflettere, con chi abbiamo a che fare. Con vigliacchi, assassini, che usano bambini per i loro scopi, mentre i nostri soldati sono la per aiutare
“.

In via del tutto anonima riportiamo le parole di una mamma. Di una donna che vede partire suo figlio, un ragazzo delle Forze Speciali, oltre mare.

Di seguito l’articolo a cui si riferisce la mamma dell’incursore:

Ecco cosa accade ai nostri uomini, il racconto è di un comandante in forza in una operazione denominata “Odissea04”

È l’alba, un elicottero atterra rapidamente tra le montagne sperdute di Herat, loro sono gli uomini delle Forze Speciali italiane e Afgane impegnate in una operazione congiunta antiterrorismo. Bisogna stanare un gruppo di terroristi talebani, viene lanciata una offensiva, loro rispondono a fuoco, nasce uno scontro a fuoco. Poi gli arresti. Gli insorti vengono trasferiti in carcere per essere interrogati. La Task Force 45 è ‘l’Elite delle nostre Forze Speciali. Ufficialmente non esiste. Sono soldati invisibili che rischiano la vita ogni giorno, volto coperto, nessun nome sulla divisa. Addestrati alla sopravvivenza in ogni condizione. SelezionatI tra le fila del 9° Reggimento d’assalto Col Moschin. GlI incursori della Marina , i Carabinieri del GIS e le Forze Speciali dell’Areonatica. Sono loro ad addestrare gli Afgani per questo tipo di operazioni che culminano gli scontri a fuoco sanguinosi.

Qual è il vostro stato d’animo?

Lo stato d’animo di un uomo delle Forze Speciali quando è in missioni particolari, è uno stato d’animo che prevede una certa presenza di spirito, sono preparati a tutto e soprattutto sanno sempre quello che devono fare, in ogni teatro. Che sia di guerra, psicologico, informativo.

Sacrifici?

Questo tipo di mestiere richiede tantissimi sacrifici a noi stessi e tantissimi sacrifici alle nostre famiglie. Quello che però riesce a darti questo tipo di mestiere è qualcosa di impagabile.

Rischiate la vita per la Patria con diverse mansioni che vanno al di là di ogni immaginazione.

Certo. Rischiamo la vita per la bandiera che portiamo sul braccio e nel cuore.

Cos’è il 9° per lei?

Senza il 9° non avrei modo di esistere. È tutto.

Vuole spiegare in poche parole cos’è il 9°?

Il 9º Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin” è un reparto Incursori (Tier 1) dell’Esercito Italiano, il primo a essere validato come Forze speciali. Il Reggimento “Col Moschin” è inquadrato nel Comando delle forze speciali dell’Esercito e tiene in custodia la bandiera del IX Reparto d’Assalto, del quale ha ereditato l’anno di costituzione (1918), il nome del luogo di un’epica azione e le mostrine (fiamme nere degli Arditi), riadottate nel 2006. Dal 1995, nel quadro di ristrutturazione dell’Esercito Italiano, è stato elevato a rango di Reggimento. La base del “Nono” è a Livorno presso la caserma “Vannucci”. Esiste anche un centro di addestramento, denominato Base addestramento incursori (BAI) a Pisa, situato nel parco regionale di San Rossore (ex tenuta presidenziale) vicino alla foce del fiume Arno, che viene utilizzato per le esigenze addestrative del Reggimento.

E per le attività operative?

Per quanto riguarda le attività operative, il reparto dipende gerarchicamente dal COFS, il Comando interforze per le Operazioni delle Forze Speciali.

Sì può spiegare meglio?

Si. Un Battaglione è dedicato alla formazione, il Reparto Addestramento Incursori (RAI), già conosciuto come RAFOS ma recente rinominato a seguito della costituzione del Ce.Add.OS; il Battaglione di Supporto Operativo, costituito nel 2019 e che racchiude le unità di supporto alle attività formative/addestrative ma anche operative degli Incursori. Il Comando di Reggimento, personale di staff essenziale al fine di garantire alle unità operative/formative il raggiungimento degli obiettivi assegnati.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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