Crea sito

[Esclusiva] Corvo e Capitan Nessuno a Ith24: “La suprema arte della Guerra e sottomettere il nemico facendogli credere di aver combattuto quando ancora devi iniziare”. La storia di Corvo, l’uomo fantasma dell’operazione “odissea” che salvò la vita ad una ragazza da uno stupro a Farah. E Capitan Nessuno, l’eroe delle TF45: “Mi fecero correre bendato e legato nel bosco”

Sempre in via anonima noi di Ith24, siamo riusciti a strappare solo una battuta adi uomo che ha fatto la storia in anni difficili, di guerre e terrorismo, Corvo. Non solo. Ma ospitiamo, con onore, anche Capitan Nessuno. Il Comandante.

Uomini che hanno combattuto in difesa della propria bandiera e che vengono impiegati in operazioni che vanno oltre ogni immaginazione.

Di Corvo si sa poco. Ancor meno di Capitan Nessuno, di Argento, di Oca, di Simbad. Uomini che hanno messo la propria vita nelle mani dello Stato italiano. Che hanno fatto parte delle TF45, altriĺ risultavano addirittura comuni civili. Uomini, che a volte, venivano richiamati solo per determinate missioni “specifiche”. Uomini semplici, comuni, insospettabili o che addirittura lasciavano intendere il contrario. Uomini talmente comuni che venivano finanche insultati per strada per non essere riusciti a passare in tempo con il semaforo verde. Ma dentro quelle auto inosservate (quasi scassate), si celavano guerrieri che avrebbero messo a ferro e fuoco città pur di scovare talebani e terroristi di fama internazionale. Erano e sono uomini fantasma. Come Simbad come Capitan Nessuno. Uomini che hanno scritto ed altri che hanno preferito di continuare a restare nell’ombra.

Ognuno con la propria storia. Ideali. Onore. Sentimenti. Possia. Forza. Coraggio. Sapienza. Esperienza al punto da fingersi a seconda di quello che il nemico richiedeva pur di trarre informazioni e prove. Entravano nel personaggio, e diventavano quel personaggio. Si alimentavano di quello al punto che neanche uno dei più grandi esperti investigatori sarebbe riuscito a scoprire. Nemmeno le stesse autorità. Uomini addestrati a questo e ad altro. Uomini che riuscivano a far credere tutto quello che il nemico voleva pur di entrarvi nelle grazie. Uomini che si lasciavano addirittura manipolare. E solo quando il nemico era sicuro di sé, forte al punto da credere di gestire la situazione al sol schiocco delle dita, entravano in azione e colpivano. Silenziosi. Senza pietà. La parola d’ordine era una, categorica, impegnativa: abbattere il nemico a qualsiasi costo. Sconfiggere il male. La corruzione. Il malaffare. E ci riuscivano. Erano e sono uomini che non hanno mai fallito un colpo. Per questo vennero scelti, perché erano, sono e rimarranno la differenza delle Forze Speciali. Con un unico credo: la libertà, la democrazia.

C’è chi come Capitan Nessuno ha organizzato una squadra per salvare una reporter italiana, e chi, come Corvo, ha salvato la vita ad una donna durante uno stupro di gruppo.

(Striscia rossa). Erano sulle tracce di alcuni depositi. Veri armamenti. Corvo comandava la squadra in perlustrazione quando all’altezza di un rudere vengono attirati da diverse urla di donna, in affanno. Argento fa notare a Corvo che le urla provenivano dal capanno, dal rudere. I minuti erano contati e non potevano permettersi distrazioni. Ma quegli strilli ormai erano entrati dentro quegli uomini. Che facciamo? Ma Corvo in cuor suo aveva già deciso. Bisognava capire. Quella ragazza andava salvata. Così mandò Argento in avanscoperta: “3 uomini signore, a turno, violentano una donna. Sono armati fino ai denti”. Non lasciate la postazione per nessuna ragione al mondo, rispose Corvo. Sono solo 3, vado solo. Se mi dovesse succedere qualcosa sapete cosa fare. Circa 60 secondi e la ragazza fu tratta in salvo. Corvo ne uscì illeso. Poco più di un punto al labbro destro a seguito di una scheggia che se avesse preso l’occhio lo avrebbe perso. Quella ragazza con quell’abito strappato e ancora sanguinante era abbracciata al comandante. Era salva. Una cosa mai accaduta prima. Corvo autorizza sotto la sua responsabilità di far proseguire con loro la ragazza fino alla base. Ma senza compromettere la missione.

Ma chi è Corvo? Forse non lo scopriremo mai…. Anche perché ha cambiato diversi nomi, anche Lupo grigio.

Poi Capitan Nessuno, che ci racconta in esclusiva la sua esperienza: Quando venni scelto, ci misero a dura prova, una specie di riassunto di tutto questo, un riassunto di un intera etica di vita universale, Ci misero bende agli occhi, ci legarono le mani, e ci fecero correre senza fermarci in mezzo ad un sottobosco. Chi avrebbe esitato, sarebbe stato scartato immediatamente per mancanza di coraggio. Ma nessuno lo ha fatto. Alcuni però, sono inciampati, altri hanno sbattuto contro gli alberi ad una velocità tra i 14 ed 18 km/h.

Così che furono eliminati.
Io arrivai sino alla fine, mentre correvo non pensavo, i pensieri erano troppo pesanti, erano in grado di rallentarmi, e non contava di quanto vincessi o come, l’importante era che vincessi.
Capii che c’era poco che potesse fermare la volontà di un umano.
Forse, solo lui stesso.
Ecco perché correvamo in mezzo al fuoco nemico, ecco perché non ci siamo mai fermati,.

Ma tu credi che portavamo a termine ogni missione solo grazie a noi, credi che io abbia passato quel sottobosco solo grazie a me? E’ qui che ognuno erra, è qui che noi ci fermiamo, è qui che la nostra mente trova un muro.

Perché è equiparato alla corsa del principio, quella che ha determinato la nostra uscita al sole.

Raggiungere precisamente l’arrivo, senza collidere in ostacolo alcuno!
E senza sensi, come fai ad arrivarci?

Ciò vuol dire che sei stato ciò che si definisce: “fortunato”:
Solo che la “vita”, nelle centinaia di forme che ha, ha voluto che tu fossi quell’asso.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.