[Esclusiva] Gigante a ith24: “Guardate questo Video: sono un uomo dello Stato, ma non mi rivedo in questo Stato. Calcagni? Ha chiesto solo le scuse: una lezione di stile, appartenenza, morale, dignità. Tutto ciò che raffigura un vero soldato” (Video)

Riceviamo e volentieri Pubblichiamo

Ho già avuto modo di scrivere al vostro portale di informazione, del Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Carlo Calcagni. Ho scelto ith24, per un motivo molto semplice: non solo perché l’amministratore pur non conoscendomi, nel 2003 rappresentava la mia categoria (Cobar), ma perché dopo anni e anni vedo sul suo Sito una intera “Rubrica” dedicata al Colonnello Calcagni. Questo gli fa onore. Non avevo dubbi. Scrivere del Colonnello Calcagni è come scrivere di Gesù. Gesù non era altro che un uomo che si è caricato sulle spalle le sofferenze di altri uomini. Calcagni sta insegnando allo Stato Maggiore della Difesa, che alcune “cause” come quella delle vittime di soldati per mano dell’uranio impoverito, non devono, per senso di responsabilità, essere abbandonate. Sottovalutate. E ha fatto sua questa battaglia, portando una croce dal peso indescrivibile, cercando di dare dignità anche a chi come lui ha meno voce.

Sono qui questo pomeriggio per rendere omaggio a questo straordinario uomo, Calcagni, che a seguito di una missione nei Balcani, ha pagato lo scotto della disumanità dell’uomo verso i propri uomini. I soldati. Negando loro protezione. Forse a differenza di Calcagni, sono più fortunato. Perché oggi posso affermare con forza che non solo venivano negati quanto accadeva nei Balcani, ma anche che negli anni asseguire veniva negata la presenza di uomini in varie missioni denominate Tf45. Come “Operazione Sarissa”. La Nato non è sempre stata rose e fiori, ma anche ciclamini. E di ordinazioni ne ha fatte tante. Caro Calcagni, l’Italia Le è grata per avere voluto intervenire sulla questione dell’uranio impoverito, La Sua forza, come la sua sensibilità, Calcagni, nei confronti del valore a noi è ben nota. Memoria e verità sono alla base delle democrazie. E noi non dimentichiamo.

Quanto accaduto porterà sicuramente ad una perdita di fiducia nei valori al centro della nostra storia – il rispetto della vita, della dignità di ogni persona, della libertà individuale e collettiva – unitamente alla deformazione dell’idea di nazione, a quella sressa che permise a regimi che avevano a spregio la democrazia di giungere a esercitare un potere assoluto, portando i nostri due popoli a combattere infauste guerre di aggressione, il cui scopo ultimo era l’aberrante costruzione di un sistema fondato su forza e arbitrio, sull’oppressione dell’uomo sull’uomo. Negare l’evidenza, questo non è il mio Stato.

La disumanità, il terrorismo senza scrupoli praticato in tutte le sue forme, ha crudelmente segnato la vita di questa parte d’Italia, della sua gente. E la sua denuncia, Colonnello Calcagni, non rimarrà invano.

Sarebbe ingannevole pensare che quegli episodi siano avvenuti perché si trattava di un’altra, ben diversa epoca. Che chi se ne è reso colpevole appartenga a un tempo e un luogo lontani, che non sono quelli di oggi.

La pretesa che, in fondo, quelle vittime, quei morti da uranio impoverito, quelle distruzioni, non siano attuali e che, quindi, non ci riguardino, quasi che fossero altre le comunità colpite, estranee le condizioni, è infondata, sballata, irresponsabile di uno Stato. Quelle vicende non sono un passato e non possono essere dimenticate.

Al contrario, quelle vittime, quei morti ci impongono di guardare con consapevolezza mai attenuata quei fatti.

Lei è il mio eroe. La nostra forza. Grazie Calcagni. Viva lo Stato Maggiore della Difesa.

Guarda il Video della Storia del Colonnello Carlo Calcagni alle Iene

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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