[Esclusiva assoluta] Gaetano Daniele a Capitan Nessuno: “Te l’ho mai raccontata la storiella del passero? Parli di Costituzione?”

By Gaetano Daniele

C’era una volta un passerotto su di un ramo. Aveva pochi giorni di vita e tremava dal freddo. La mamma lo aveva abbandonato sul ramo ed era volata via. Ad un certo punto, caso volle, che una vacca si fermò proprio sotto al ramo dov’era il passerotto. E li, proprio sotto al ramo fece i suoi escrementi, e andò via.

Sai, appena fatti da una vacca, sono caldi. Fumanti. Ad un certo punto quel povero passerotto cadde e finì dritto dritto negli escrementi della Vacca. Pieno di merda, cacciò la testolina fuori ed iniziò a cantare: cip cip ciop. Il calore lo aveva risollevato..

Da lontano una gatta lo vide, e zitta zitta cacchia cacchia si avvicinò al passerotto e con la zampa sinistra lo afferrò violentemente. Con la zampa destra lo puli ben bene e fece un sol boccone.

Morale della favola:

Non sempre chi ti toglie la merda da dosso ti vuole bene, e non sempre chi te la butta ti vuole male.

Tanto per cambiare di tanto in tanto compare qualche politico o “eroe” che parlano di Costituzione, caso mai amche di legge elettorale, convinti che da questa dipendano le loro fortune e sfortune.

Da venti anni non si discute di altro: dai tempi in cui mi dividevo tra Loi e Rotatori: c’è chi propone il sistema proporzionale, sperimentato a lungo durante la prima Repubblica dominata dalla Democrazia Cristiana, chi preferisce il sistema misto e chi, invece, propende per quello maggioritario. Tutte chiacchiere. Cazzate!

Chiacchiere inutili o dispersive. Non si rendono conto i nostri rincoglioniti dirigenti di partito che per vincere le elezioni e quindi governare c’è un solo modo che prescinde dalle alchimie relative alla tecnica di voto, che è pressoché irrilevante: l’unico elemento decisivo consiste nell’ottenere più suffragi degli avversari.

Un abisso tra il popolo italiano e il governo Immaginare di prendere in mano le leve del potere ciurlando nel manico e inventando tranelli elettoralistici è una pia illusione. E l’illusione non è sconosciuta ai noti.

Come chi si appella alla Costituzione. Il Generale Bruno Loi, (vivente) mentre ero in attesa nella mia auto di scorta (Fiat Brava AF652), mi disse: la Costituzione non si discute, ma contano i numeri.

Conta il numero dei consensi non la metodologia con cui essi si conquistano. Non c’è mezzo di ficcare questo concetto elementare nella testa di deputati e senatori, i quali si azzannano appunto da decenni nel tentativo di fregarsi a vicenda. Vedere le piazze di Roma. Proprio domani, un giorno prima delle elezioni amministrative, scendono in piazza contro il fascismo ormai estinto da decenni. Quando gli stessi antifascisti hanno consentito ai presunti fascisti di sfasciare tutto. Quale Costituzione? Art.4, Art. 1. “Ma famm o piacer”

Lo spettacolo che ne deriva è sconsolante: ogni due per tre salta su un cretino persuaso di aver trovato la formula magica idonea a conquistare il potere. Il problema in realtà è un altro, Gli italiani credono davvero di disporre della Costituzione più bella del mondo e la conservano gelosamente quasi fosse una preziosa reliquia, quando, invece, è una schifezza studiata apposta per rendere questo povero Paese ingovernabile. Pesi e contrappesi si annullano a vicenda, perfino il presidente del Consiglio, essendo primus inter pares, vale quanto il due di picche quando la briscola è a cuori. Ergo, un qualsiasi esecutivo basato su coalizioni bastarde, le sole possibili in Italia, rischia ogni minuto la crisi. Dopo di che si ricomincia a trattare in Parlamento per imbastire una nuova ammuccchiata che consenta di guidare a capocchia la nazione. Andiamo avanti così da lustri senza cavare un ragno dal buco.

Sta succedendo pure in questa fase, la peggiore forse della storia. Dallo sposalizio tra 5 Stelle e Lega si è passati al connubio tra gente che si odiava fino al giorno prima, grillini e democratici, con una disinvoltura che farebbe ridere se non facesse vomitare.

Nel casino generale si è inserita una volpe, Matteo Renzi, di cui ignoriamo la strategia finale, ma apprezziamo la capacità di rompere i coglioni a tutti. Siamo ridotti a fare il tifo per i maneggioni. Preferiremmo andare alle urne e dare fiducia a chi fa incetta di preferenze. Invece siamo qui a sopportare le solite frasi fatte. Mala tempora currunt da sempre. Da millenni.

Ciò detto, tieni a mente il passerotto! Poi se vogliamo parlare di altro, sono sempre disponibile a riflessioni, passate, presenti e future.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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