Ercolano – Torre del Greco – Inchiesta ith24 sulla 33enne O. E. I e sul presunto giro di truffe: il PM indaga per diffamazione l’amministratore, ma le prove a carico della donna sono schiaccianti

By Ith24

È uno scandalo che fa paura. È il segno che in Italia, alcune indagini non vengono sempre seguite come si deve. Infatti, l’amministratore di ith24 Gaetano Daniele risulta indagato per diffamazione a mezzo stampa per aver acceso un faro (oltre ogni ragionevole dubbio) attraverso diversi articoli ritenuti, al momento, diffamatori secondo una conclusione indagini da parte dei Carabinieri di Ercolano, posti poi all’attenzione di un Pm che ha dato il via al procedimento. Riteniamo che le indagini si siano limitate solo alla forma e non alla sostanza. Difatti, l’amministratore, nei contenuti, non è mai stato ascoltato per sommarie informazioni né per circostanziare i fatti. Che avrebbero consentito alle autorità locali di verificarne la veridicità dei Post. E, caso mai, indagare per diffamazione la stessa querelante oltre ad accendere un lume sui vari reati commessi dagli stessi querelanti. In breve sostanza il «buco nero» resta. E tanto meno ad horas è stata fissata la data della prima udienza dinanzi al Giudice competente, che dovrà accertare la fondatezza delle accuse che formula il PM.. E caso mai inviare tali prove al Procuratore. Perché questa querela per diffamazione, ha tutto il sapore di una querela temeraria., rispettando in toto il lavoro degli organi preposti, e rimettemdoci empre e comunque al loro giudizio. Facendo, nelle sedi opportune, prevalere quelle che sono le nosre ragioni. Come più volte denunciato, non solo attraverso ith24, ma anche alle varie Procure, i reati ipotizzati, cioè denunciati dalla nostra inchiesta, vanno dalla truffa aggravata, alla circonvenzione di minore fino alla diffamazione. E la nostra inchiesta non si è fermata, neanche dinanzi una querela per diffamazione, perché alcuni reati restano, indelebili. E non possono essere soppressi. Anzi. È il caso di scrivere che questa imputazione ci inorgoglisce. Perché ci consentirà di far emergere tutta la verità nonostante sediamo sul banco dei cattivi, innocenti fino al terzo grado di giudizio Bene ha fatto il Pm ad indagarci, per tutelare una parte. Ma non possiamo esimerci dal dire, che forse ha sbagliato.

Aggredisce con una bottiglia di vetro Peroni l’ex compagno davanti al minore. Oltre ad usare minacce e violenza verbale.

Parlando in generale, non attenendoci a questa inchiesta, ci verrebbe da scrivere: ladruncoli, ladrùcci, ladri e ladroni. Li trovi ovunque sfoggiare con disinvoltura, dal furto alla corruzione fino alla rapina in grande stile (per certe cose ci vuole classe, oltre che alla cosiddetta spalla) come l’assalto alla diligenza. La banda del buco delle assicurazioni e delle finte buste paga, insegna. Le chiacchiere dei furbetti del quartierino sono il nostro Far West. E i banditi mascherati sono tutti fuori. Il problema è che sono ladri dentro. Mediterranei per geografia, levantini per civiltà, abbiamo affinato nei millenni, dall’antica Roma a Mafia Capitale fino ai finti sinistri. L’arte eccelsa del latrocinio. Declinata in: bustarelle, tangenti, pizzo, malversazione, finanziamenti illeciti… prostituziome… La storia delle ruberie di casa nostra è, al di là dei giochi di parole, ricchissima. Basta scegliere.

Ma tornando alla nostra inchiesta targata ith24, facciamo chiarezza. Ecco le nostre denunce, che auspichiamo vengano sciolte, anche dai preposti, quanto prima.

I fatti senza strumentalizzazioni

Nell’anno 2015 la querelante O.E.I di Ercolano, deposita una denuncia per violenza subita ai danni del figlio minore (di anni 5) da parte del nipote E.S, figlio della sorella G.I, (avuto da un matrimonio con il killer di camorra G.S appartenente al Clan Birra di Etcolano) presso i carabinieri di Marcianise,

Nella denuncia, la 33enne specifica anche un altro aspetto saliente che riguarda il nipote, e cioè di aver venduto attraverso un sito, scocche di uno scooter 50 marca Liberty, e di averne visto il telaio presso l’abitazione genitoriale. Su questo, ci domandiamo se i carabinieri di Etcolano hanno fatto indagini. Lo scooter era posto sotto sequestro presso un’abitazione familiare di Via Marittima in Ercolano. La stessa dichiarerà che prima di aver messo in vendita le scocche sul sito, di averne denunciato il furto. Perché così fan tutti…

Lo dichiarerà la stessa O.E.I anche ad un noto legale penalista. E in un audio si sente: “Quello.. Gli ha dato anche una mano a buttare il telaio..”. Non possiamo riportare in calce l’audio per fini giudiziari. Ma basta poco a verificare la veridicità della denuncia sporta dalla stessa O.E.I, basta richiedere i tabulati e messaggistica di E.S nel periodo indicato e/o interrogare la stessa querelante. Aspetti che saranno sottoposti anche al PM in oggetto. Oltre ad essere circostanziati e supportati da prove che potrebbero ritornare indietro come un boomerang. E che ci auguriamo, possa avvenire al più presto dinanzi al Giudice.

Ma accade un fatto ancor più grave, che denota la personalità, il forma mentis della O.E.I. Nell’anno 2017, a seguito di una frequentazione con un ragazzo di Portici, tale S.B,, decide, per mera convenienza, di percorrere soltanto la via dell’onore, si fa per dire, e quindi di ritornare nell’abitazione genitoriale. Ma c’è un però. La sorella. Il nipote. Per rientrarvi, deve pagare un prezzo. Il ritiro della querela al nipote. Anche perché a seguito di quella denuncia, il nipote e finito sotto processo presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La ercolanese passa dal dire al nipote: “lo voglio morto ad aiutami in men che non si dica”. Usa e sfrutta ogni posizione, ogni persona per propri scopi. Manipolatrice di professione, soprattutto con chi non sa difendersi. Bugiarda patologica, si circonda principalmente della famiglia. Nel quale, con prove, ne descriveva pezza da piedi.

Ritirerà la querela nei confronti del nipote presso lo stesso comando Carabinieri di Marcianise, ma nonostante il ritiro della querela, il procedimento penale, perseguibile d’ufficio, va avanti. Il nipote deve comunque rispondere dei reati denunciati dalla zia.

Rientrata nella casa genitoriale nel 2017, proprio a seguito di questa relazione con S.B, anche se da un altro audio tira in ballo un altro uomo, un maresciallo dei carabinieri di Ercolano: “No, con lui mi sono andata a bere solo un drink, ci siamo solo baciati. L’ho conosciuto mentre ho depositato alcune querele” , La ragazza si cede con facilità a chiunque le capita a tiro. Avvocati? Carabinieri? Imprenditori? Ma ne querela il contrario. Il figlio minore diventa un oggetto nelle mani della famiglia. La O.E.I non è una mamma libera di amare il proprio foglio, semmai l’abbia mai voluto bene. Gli interessi della O.E.I sono altri. Quelli sotto gli occhi di tutti. Ma grida allo scandalo.

Sempre nell’anno 2017 accade una disgrazia. Vengono arrestati i genitori per truffa aggravata e continuata. Emergono i primi problemi con il compagno S.B, che inizia a notare le prime avvisaglie, le prime bugie. In una telefonata con la nostra redazione, avvenuta a metà novembre 2017, dichiarerà di non riuscire a togliersela dai piedi, e che lui voleva farsi solo una avventura, e prendersi 4 birre. Proprio questa l’espressione usata: 4 birre. Facendo rivoltare lo stomaco finanche al figlio di appena 7 anni. Dovendo subire tali umiliazioni verso una mamma che invece di occuparsi di lui, era in un pub con la sorella fino a tarda notte, dove conobbe proprio S.B.

E alla O.E.I non resta che percorrere nuovamente le vie dell’onore. Rilitiga con la sorella ed il nipote, e torna, in lacrime, dall’ex compagno mostro. La ragazza strappa lacrime, difficilmente torna indietro sulle sue posizioni. Non tanto per orgoglio, ma perché rispetta se stessa. Così scriverà in un messaggio whatrsapp prima di ritornare in lacrime dall’ex compagno che la raccolse per pietà guardandola a vista per il bene superiore del minore, che, stando in una fascia di età particolare, necessitava della figura materna.. In un audio arrivò a dire finanche: io sono tornata, ma se tu vuoi andare con altre o con una prostituta per me va bene. Roba da far cadere le braccia finanche ad un Orco.

Vivendo come in un film drammatico, si contraddice da sola, proprio come se avesse la testa fra le nuvole, ha più personalità. Più maschere. Fatto rientro dal figlio, inizia a motivare le sue ragioni, che fanno acqua da tutte le parti..Sono un colabrodo. Ridiventa cenerentola vittima incompresa di una famiglia violenta e ignorante.. Ma il violento non era l’ex compagno? Ad anni alterni. Un anno la famiglia, un anno l’ex compagno. Nonostante tutto, va avanti. Ed in una delle solite sere, riceve un whattsapp dalla sorella: “Devi testimoniare per la denuncia che hai già ritirato. Di che non ti ricordi nulla”. Scriverà e dirà a telefono G.I Ma la O.E.I appare preoccupata, e telefona ad un noto avvocato penalista G.B: “Cosa devo fare? Io ho paura. Non mi fido assolutamente di quella persona”. Il legale le consiglia di presentarsi e di dire la verità. E di non contraddirsi. A chiusura telefonata, la O.E.I, dichiarerà: “Quella putt****, lei è quel figlio, non muore neanche”. È tutto al vaglio degli inquirenti.

Dopo pochi anni, nel 2020/ 2021, si scoprono prestiti personali pur non lavorando. Forse con la complicità del padre, essendo lei molto legata. Anche se agli occhi estranei tenta di dimostrare il contrario. Forse per le molteplici condanne riportate dal genitore padre: Furto, appropriazione indebita, ricettazione, truffa aggravata.

Addirittura si scopriranno: Buste paga false, prontamente denunciate. Viene vista in compagnia di un ragazzo proprio da un agente dell’arma, Ma anche su questo aspetto, è tutto depositato alle autorità preposte. Carte di credito. Estratti conto esosi. Tutti acquisti per la sua persona: stivaletti Hogan – Via Mazzini €370, ballerine Hogan €220. Difatti le indosserà con disinvoltura anche all’ultima udienza, oltre che ai profumi di marca etc etc.. figurano finanche acquisti di biglietti aerei per Nizza a suo nome. Alla O.E.I piaciono le cose costose e la bella vita. Del resto a chi non piace? Indossa alle udienze scarpe da 370 euro e non riesce a versare €100 per il sostentamento del figlio. Imposto tra le altre in sentenza, ed è costretta a vedere il figlio in ambiente protetto a seguito di violenza praticata e reiterata. Chissà chi avrà incontrato sulla via dell’onore al punto tale da commettere tutti questi presunti reati, fino a prova contraria. Fatto è, che quello che ith24 riporta, è dimostrabile in calce. Nonostante quest’ultima, tenti, attraverso altri mezzi, di minacciare velatamente qualcuno o qualcosa? Perché ci sono giunte anche minacce velate. Nel quale già sono stati individuati i fautori secondo una nostra indagine.

Ma la O.E.I pare avere un alibi di ferro: il vittimismo. Che sia dai genitori, che sia altrove, la O.E.I, riesce a passare sempre per vittima. Quasi fosse per lei un mestiere. È anche vittima dell’ultima sentenza, dove è costretta a vedere il figlio in ambiente protetto (perché ritenuta pericolosa). È una cospirazione. Un complotto contro di lei. Caso mai sono giudici corrotti? Come dichiarò la stessa in presenza di due agenti di polizia della Questura di Caserta: il mio compagno compra i giudici.

Ascoltate cosa dice dell’ex compagno il 3 gennaio 2018: “No ma pure mia sorella me lo disse: ma non è che hai un altro? Io risposi: no ma io sotto il punto di vista sessuale ero appagata, anzi. È pure dotato. Ma stare sempre con la stessa persona per anni uuuuu maro’ che palle”. Parla finanche di rapporti intimi, privati, con i familiari. Come in ina felle tante telefonate in presenza dei faniliari e fel padre. Pur di giustifucare le sua azioni e farsi le sue ragioni, racconta di titto. Finanche le posizioni a letto. Non ha pudore.

Due anni dopo, 8 dicembre 2020: “Ricchione, tu sei ricchione. Io mi scopo a 100 uomini. Di N**** me ne scopo 10. Di De**** me ne scopo a 100. Tu sei rischione. Ed il coro idella famiglia n sottofondo: ricchione ricchione”.

Sembra il caso di Pasqualino, che essendo etero e bello, mentre intratteneva relazioni con altre donne, veniva etichettato ricchione dalla ex fidanzata, che non accettando, lo diffanava, giustificando agli occhi delle amiche e dei nuovi compagni, che in fondo lei aveva difficoltà anche sotto quel punto di vista. Caso mai per attenzionare la propria femminilità. Ma non è questo il caso. Figuriamoci. Lo scriviamo con disinvoltura e con il sorriso, ma con molta preoccupazione. Perché una mente distorta come questa, fa paura. Va aiutata. Curata. E non sottovalutata.

Nel 2020, essendo i genitori tornati in libertà da arresti domiciliari e firme varie, inizia nuovamente a fare richieste assurde. Riinizia ad alzare la voce e le mani. La O.E.I si sente forte. Può contare nuovamente sull’appoggio della famiglia. Con la sorella è cosa fatta. Basta dichiarare di non ricordarsi più nulla, per far ritornare quella sintonia persa.. E riparte. Inconsapevole di essere registrata ed osservata a seguito delle sue molteplici bugie raccontate per il passato, e che appunto hanno spinto le vere vittime a prendere debite precauzioni prima che la verità fosse capovolta con facili giochi di parole e strumentalizzazioni, tipiche di chi fa questo per mestiere.

Ed è proprio la O.E.I che dopo aver istigato l’ex compagno, inizia a registrare col telefonino alcune conversazioni, nascondendo il cellulare in vari posti della casa. Sotto al cuscino etc etc. . Cerca prove. Ha un disperato bisogno di prove. Questi i suggerimenti che le vengono dati. Alcune di queste le porterà proprio alla sorella malefica ad anni alterni, con la complicità di un uomo, tale P.V. Uno, che secondo la O.E.I avrebbe dovuto aiutarla a liberarsi dell’ex compagno. Come? Lo scopriremo nella prossima inchiesta. Le dichiarazioni sono al vaglio degli inquirenti. Il 12 settembre 2020, alza un coltello da macellaio cercando per vero o per finta di infilarlo nelle carni dell’ex compagno, attira le attenzioni anche dei vicini di casa. Giunta la polizia sul posto chiamata dall’ex compagno, alle ore 15.07 dichiarerà alla presenza dei due agenti intervenuti: “Aiutatemi, lui vince tutte le cause, compra i giudici”. Il tutto in una valle di lacrime, sol perché l’ex compagno voleva denunciare per furto il padre. E doveva sottostare alle sue uscite notturne, come quella avvenuta venerdì 16 ottobre 2020, per poi ritirarsi il 17. C’eravamo anche noi, con le nostre telecamere. Infatti, la ragazza aveva dichiarato che l’uscita era per lavoro. Però a sentir la ragazza non mente mai. Proprio come in quest’audio. Ascoltate cosa dichiarerà la O.E.I del padre: “Noi lo sappiamo chi è, pure io l’ho pensato: questo mo fa qualcosa. … Quando ha chiesto le chiavi di casa per andare in bagno.. faI finta che hai fatto la beneficenza. .. “. In sintesi, l’ex compagno avrebbe dovuto accettare il furto, credendo di aver fatto beneficenza.

Il ruolo della famiglia nei riguardi del minore

Il nonno: sono io tuo padre.

Il nonno: se vedo a tuo padre lo uccido.

Il nonno: Guarda questo coltellino..

La nonna: tu qua non puoi stare, te ne devi andare da tuo padre..

Le giustificazioni della O.E.I

No… ma quello mio padre voleva dire… Ti faccio vedere io come si fa il padre..

No… ma quella la pistola era a salve..

La personalità della O.E.I – Le contraddizioni

Alla presenza del minore, rivolgendosi a terzi, dichiarerà testuali parole:

“Sta putt***; Sei un uomo di merda, pure il cesso è meglio di te. Mi scopo a 100 uomini.. Ricchione… Se mi arrabbio non sai quello che può succedere… Ti devo rimanere morto a terra fino all’ultima goccia di sangue. .. Putt***.. Vecchia di merda… Schifosi… Schifosa… (Espressioni usate davanti al minore).

Domanda: Perché ha picchiato un minore chiudendolo fuori la porta di casa e al freddo?

Perché ha usato una parolaccia nei confronti di mia mamma. La O.E.I vuole far credere alle autorità che il gesto è scaturito da una parolaccia.

Il minore cercava attenzioni dopo essere stato totalmente abbandonato per ore sul letto di casa dalla stessa mamma. Più volte maltrattato. In alcuni casi, veniva lasciato solo e/o in compagnia del nipote. La stessa persona che nel 2015 tentò di buttarlo giù dal balcone, senza neanche essere messo al corrente dell’uscita. E se solo osava frenare le sue uscite di lavoro o di piacere, veniva picchiato. Ma lei non lavora. Così ha dichiarato. Anzi no. Lavora 3 giorni a settimana. Chiediamo venia. Dichiarerà nuovamente di non lavorare. È un enigma.

Ecco. Noi chiediamo di essere chiamati al più presto, perché riteniamo che molti aspetti salienti, ed altri che non sono stati inseriti nell’inchiesta, vengono sciolti. Consentendo altresi la massima serenità alle autorità preposte, non tralasciando però, che certi aspetti, dalla personalità, agli stati di salute mentali di questa donna, vengano presi seriamente in considerazione. Nell’interesse superiore del minore, ma anche della stessa.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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