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Ercolano, Olga Elisabetta Infante chiama ith24: “non è vero, vi denuncio”. De Santis: “Taccia, è senza morale. La legge dirà il resto”. Ith24 le offre il diritto di replica: “È vero o non è vero che….”

Olga Elisabetta Infante (Alias Elisa Betta)

Dopo l’uscita di un nostro articolo su ith24:

che smaschera le condotte di una ragazza 32enne di Ercolano (nella foto ndr) che prima di abbandonare il figlio in data 19 ottobre 2020 per finte aggressioni e percosse subite, (altrimenti non avrebbe mai firmato un nulla osta e dichiarato alla dirigente del 1° Circolo di Ercolano: mio figlio è meglio che stia con il padre) continua a prendersi beffa delle autorità giudiziarie. Le invenzioni hanno avuto un solo scopo: avviare le pratiche per un gratuito patrocinio.

Infatti, a subirle, le aggressioni, era l’ex marito come in data 12 settembre 2020, quando a seguito di una discussione la ragazza alzò un coltello davanti al figlio. E anche in quella occasione a chiamare la Polizia fu l’ex marito. Quasi imminente l’intervento della Polizia che tra mille rassicurazioni riuscì a calmare la ragazza. Non solo. Come già affermato nell’articolo precedente, la ragazza inveii contro l’ex marito anche davanti ai due agenti in divisa attribuendo lui “di comprarsi i giudici e di vincere tutte le cause”. Le dichiarazioni dei due agenti sono a verbale e furono ribadite anche alla presenza di un Ispettore.

Scappa. Ottiene gratuito patrocinio (o quasi) presso un centro anti violenze (Ami) di Torre del Greco, ed inizia la sua ascesa non alla tenuta e tutela del figlio, ma sui social. Infatti, il suo obiettivo primario è la libertà di movimento. Esce, frequenta, incontra. (Tutto lecito) ma il figlio resta un problema terziario. Non è affar suo. Perché da oltre 7 mesi vive con l’ex marito aggressivo. Si fa per dire aggressivo. Per la ragazza “Obiettivo raggiunto”. Da un lato l’avvocato, pagato dallo Stato. Dall’altro lato il figlio che può tranquillamente vivere con l’ex marito che diventerà mostro e aggressivo a Giugno. La ragazza vuole dare a bere che lei in fondo tiene al figlio ma non lo vede sol perché la sua auto (una Fiat 600) è rotta. Sembra una brutta copia del Film “Scuola di ladri”. E guai a dirlo: si sente perseguitata. Roba da pazzi.

Incontro Francesca Cozzolino, una ragazza di Ercolano vittima di violenze e percosse subite. A lei va la nostra solidarietà. È una mamma di una bambina di 9 anni. Qual è stata la prima cosa che ha fatto dopo le aggressioni subite? “Da donna, da mamma, è una esperienza che non auguro a nessuno. Dopo mesi e mesi di aggressioni subite, ho preso mia figlia e sono corsa dai miei genitori. Il mio primo pensiero è stato tutelare mia figlia”. Quindi sua figlia è con lei? “Certo. Dopo essermi rivolta ad un centro anti violenza, ho trovato supporto psicologico sia per me che per mia figlia. Prima di tutto c’è mia figlia”. Qual è oggi il suo rapporto con gli uomini? “Inizialmente perdi la fiducia. E per riacquistarla passa del tempo”. Durante le aggressioni o subito dopo avrebbe avuto la forza di aprire un account Facebook ed inviare decine e decine di richieste di amicizie ad uomini? “Ma sta scherzando? Uso Facebook, e non le nascondo che prima di tornare a socializzare con ragazze e ragazzi è passato molto tempo. Non mando richieste ad uomini che non conosco. Come le dicevo, si rimane scottate e si perde fiducia. E prima di riacquistarla e tornare, diciamo alla normalità, passa del tempo. E poi non avrei tempo. Ho una bambina di 9 anni a cui pensare, e già ha sofferto troppo”. Ha seguito il caso di questa ragazza di Ercolano che lamenta aggressioni e non vede il figlio da mesi? “Al centro e durante il percorso di recupero ho conosciuto tante mamme nella mia stessa situazione, ma una storia così non l’avevo mai sentita. Da vittima di aggressioni e violenze subite, mi sento offesa da questa ragazza. Lo capirebbe chiunque che mente. Una ragazza vittima di violenza e aggressioni, la prima cosa che fa tutela i figli non li lascia nelle mani del carnefice in attesa dei processi. Le scuse sono palesi. Gli assistenti sociali seguono migliaia e migliaia di casi, non impiegjeranno molto a capire le bugie”.

Ma la ragazza minaccia querele. Bugie? Querela? Mattia De Santis risponde alle minacce della ragazza:

Dov’è suo figlio ora? Da quando non lo vede? Perché non lo vede? Si è rivolta ad un centro anti violenza ed è rappresentata da un legale, quand’anche il suo ex marito non volesse farglielo vedere, interverrebbe la legge. È vero che ha firmato un nulla osta affinché suo figlio continuasse le scuole a Caserta con il suo ex marito? E se lei non lo ha mai ritenuto all’altezza diffamandolo a destra e a sinistra, poi perché lascia che suo figlio viva con lui non sentendo neanche il bisogno di vederlo per mesi? Può indicarci chi sono le persone che ridono di noi? Lei lavora? Non vede suo figlio da mesi, ha mai contribuito al sostentamento del bambino? Se si, come? È vero o non è vero che ha presentato una busta paga falsa del valore di 1200 euro ottenendo prestiti senza mai pagare dazio? È vero che suo padre è un pluripregiudicato? È vero che sua mamma nel 2017 è stata in carcere per truffa aggravata e continuata? È vero che sua sorella tra il 1998-99 sposa un Killer di camorra appartenente al clan Birra di Ercolano? E che, durante le sue querelle affermava che suo figlio non doveva stare da lei? Lei ha mai detto a suo figlio: “Tu sei un pacco deviato?”. È vero che lei aggredi il suo ex marito con una bottiglia di vetro? È vero che gli buttò in faccia un temperino di colore rosso prima di alzare le mani? È vero che è sotto processo per aggressioni per aver aggredito una insegnate alla presenza di suo figlio? È vero che il 19 ottobre scorso prima di scappare portò via con sé chiavi di casa e chiavi dell’auto del suo ex marito? È vero che graffiò l’auto (Opel Mokka) del suo ex marito? È vero che picchiò suo figlio e lo chiuse fuori la porta di casa al freddo? Ha mai sottratto soldi dalla tasca di un cappotto prima di lasciare il tetto coniugale? Ha mai delegato qualcuno affinché minacciasse con una pistola il suo ex marito (caso De Lorenzo? Conosciuto su Facebook). Ha mai detto che Niccolò (un altro frequentatore) la chiamava con whatsapp per non essere rintracciato? È vero che il suo fidanzato le consiglia di non vedere suo figlio così lei può raggiungerlo a bordo di una Fiat 600 rossa in località isolate?

“Taccia, è senza morale. La legge dirà il resto”.

Le aggressioni in pubblico
La sorella
Decanta di scoparsi a 100 ragazzi e di pensare alla faccia dell’ex marito. Ma non trova il tempo da dedicare al figlio!

Altre dichiarazioni ed altri video citati saranno oggetto di prova nelle aule giudiziarie. La ragazza è una bugiarda patologica.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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