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Ercolano, minaccia di morte il nipote, poi vende uno scooter liberty sotto sequestro. Eugenio Sannino finisce sotto processo. La mamma del minore, Olga Elisabetta Infante, denuncia poi ritiratta, ma è tardi. Il marito presenta memorie: “è un delinquente, va fermato”

Insegue falsi miti il ragazzo di Ercolano in provincia di Napoli che sui social si fa chiamare “Sangue Blue”, proprio come il personaggio di Gomorra. Questi i risultati che ha prodotto la serie TV scritta da Saviano. Infatti, entrando nel vivo della questione, il giovane Eugenio Sannino, nel 2015 dietro minacce di morte, cercò di buttare dal balcone di casa sua il nipote di soli 5 anni solo perché cercava attenzioni.

Un ragazzo problematico anche se il contesto sociale non è da sottovalutare, considerato che all’epoca dei fatti il Sannino era minorenne (16 anni). Infatti, da memorie prodotte dal padre del minore aggredito, ad influenzare negativamente il giovane Sannino ci sarebbero state proprie le scarse attenzioni della mamma, Giovanna Infante, e dei nonni, Carlo Infante ed Annamaria, Moscato, pregiudicati.

L’episodio è accaduto in un’abitazione di Via Gennaro Niglio ad Ercolano. Pronta la denuncia della mamma del minore aggredito Olga Elisabetta Infante, che per tutelarsi vista l’assenza del marito (all’estero per lavoro), si rivolse ai carabinieri che, prontamente misero il giovane Sannino in fuga.

“Sputi in testa al minore, ti ammazzo, e poi le mani in testa a stringergli il capo per poi tentare di buttare il bambino dal balcone”. Questi i fatti raccontati dal minore, visti e denunciati dalla mamma.

Non solo. Perché la Olga Elisabetta Infante, nella denuncia che poi prenderà subito in carico il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, precisa che il giovane Sannino con l’aiuto della mamma Giovanna e del nonno Carlo, mise in vendita, per poi concretizzare l’affare, uno scooter liberty posto sotto sequestro in un garage di via marittima 12, proprio ad Ercolano. Lo stesso telaio veniva poi buttato dal nonno del Sannino.

Ma non finisce qui. Perché stando alle ultime indiscrezioni, pare che la Olga Elisabetta Infante, mamma del minore aggredito dal Sannino, sotto minaccia, abbia poi ritirato la denuncia. Anzi. In una recente conversazione con la sorella Giovanna, mamma del Sannino, la stessa Giovanna invitava la sorella addirittura a presentarsi ad una delle udienze e riferire di non ricordare più quanto accaduto. Un vuoto di memoria. Invito che in un primo momento la Olga Elisabetta rifiutò chiedendo consiglio proprio ad uno dei suoi legali G.B.

Amche se poi le minacce hanno avuto la meglio. Ma non è bastato. Infatti il giovane Sannino è stato rinviato a giudizio ed il marito della Olga Elisabetta ha chiesto non solo la revisione, ma prodotto anche prove di quanto denunciato dalla moglie nel 2015, facendo riemergere fatti, che come denunciato ma poi ritrattato dalla moglie, vede nuovamente coinvolto il monno del Sannino, Infante Carlo, che non curante, aiutava il nipote, all’epoca dei fatti minorenne e sotto la sua custodia, a liberarsi di un telaio posto sotto sequestro.

Ora la palla passa alla magistratura che dovrà accettarne le responsabilità penalmente rilevabili.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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