Crea sito

[Boom – Ecco gli screenshot verità] Ercolano, De Santis: “ora spieghiamo ai giudici perché, a nostro avviso, Olga Elisabetta Infante è una bugiarda patologica e va curata prima che rovini la vita anche ad un minore”. Ora, pur di non tenerlo, vuole far scattare gli assistenti sociali. Dopo aver sfottuto le autorità giudiziarie, vuole farsi beffa anche degli assistenti sociali?

Olga Elisabetta Infante (Alias Elisa Betta)

Abbiamo scritto molto su Olga Elisabetta Infante, la ragazza truffatrice di Ercolano che fu lasciata in tronco dall’ex marito perché non in grado di intendere e volere. Ma lei è convinta, ha anche la faccia tosta di presentarsi in Questura e querelare la verità. Ha scambiato la Questura per il Bar dello Sport Poi si sognò un tradimento, vedeva donne ovunque: si sognava le corna ogni notte e per ripicca volle dimostrare al mondo intero di essere in grado di conoscere ragazzi su Facebook. Una carrellata. E male pensò di inventarsi aggressioni e percosse subite pur di non pagare i legali. Furba. Ma non troppo. Perché le sue malefatte sono sotto gli occhi di tutti. Ma lei mangia e dimentica: nessuno lo sa. E non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuole vedere.

Forse abbiamo scritto troppo. Infatti abbiamo deciso di gettare i remi in maere e di affidarci esclusivamente alle autorità giudiziarie Ma ci siamo infatti limitati a riportare alcuni accadimenti di cronaca, gravi. Ma non abbiamo ritenuto, al momento, citare tutto. Sia per non compromettere le indagini in corso, sia per la tutela di un minore. Ma la mano trema, le dite fremono. La sete di verità vorrebbe anticipare la legge e le indagini. Ma non possiamo. Confidiamo nelle autorità giudiziarie e aspettiamo i risvolti.

La ragazza, come specificato, riesce a mettere a segno anche raggiri o meglio truffe come presentare diverse buste paga false del valore di 1200 euro per acquisti o vacanze varie. Fatto è, che da un lato lei firma: findomestic, intesa San paolo, Compass, Unicredit. Dall’altro, ottiene gratuito patrocinio per una causa civile. La faccenda non quadra e deve ancora essere chiarita. E noi di ith24 abbiamo acceso i riflettori. Ora spetta alle autorità giudiziarie indagare e far luce sulla vicenda. Come un faro in una terra dove spesso ci si apparta con la speranza di non essere visti

Abbiamo scritto dell’amico, che al momento non citiamo, ma inserito in alcune denunce, perché vogliamo essere certi se sia complice in alcuni raggiri o semplicemente un’altra vittima, inconsapevole. E anche questo aspetto sarà chiarito a tempo debito.

Ma chi sono i bugiardi patologici? Un bugiardo patologico non è un semplice mentitore, ma è una persona che racconta menzogne o inventa informazioni in modo compulsivo. Non sempre è consapevole di quale sia la vera realtà, più spesso crede alle storie che racconta, a volte per ovviare alla propria bassa autostima.

Alcuni di loro credono, in questo modo di attrarre le simpatie di chi li ascolta. Spesso, hanno la tendenza a parlare dei loro problemi esagerandone la portata oppure a inventarsi dolori inesistenti e malattie per innescare nelle vittime quel sentimento solidale che li porti alla comprensione e all’affetto indiretto “unilaterale”. Riescono a sentire le emozioni altrue e su quelle ci giocano fino a trarne vantaggio. Sono empatici. Altre volte mentono per sembrare più importanti di quello che sono. Possono inventarsi di sana pianta storie brillanti, basate solo su un elemento. Su quello ci costruiscono un Castello. Altre persone, inoltre, possono mentire semplicemente perché si sentono annoiate da quanto le circonda. Si annoiano di una situazione o posizione ed iniziano ad inventare cercando la complicità altrui. Cercano, in un modo o nell’altro, di stare al centro della scena.

Altre invece per far colpo agli occhi dei futuri partner. E nel 99% dei casi vanno a segno. Ma poo vengono scoperti e finiscono prima sui giornali poi in gattabuia. E non illudetevi, non conoscono la vergogna. Infatti querelano anche. E se perdono, danno la colpa alle divise: sono sporche. La loro arma infallibile, sono: trovare un colpevole ai loro fallimenti, il vittimismo, le lacrime e le giustificazioni. In un modo o nell’altro hanno sempre la giustificazione preconfezionata a portata di mano. Ma soprattutto non sbagliano mai: hanno sempre ragione. E se si sentono feriti nel profondo alzano la voce. Se va bene. Se invece va male, prendono coltelli o bottiglie di vetro Peroni dalla spazzatura. Per loro è la normalità. Tanto se poi finiscono sui giornali, querelano. Non si pagano.

Come nel caso di questa ragazza che ci accusa di essere dei bugiardi, e ci querela Ma a noi, al momento, non viene ancora notificato nulla. Anzi. Non vediamo l’ora. Forse perché scriviamo la verità? Ma in fondo a sentire la ragazza, non ha mai truffato ith24, i genitori sono persone perbene ed innocue, e la sorella è una gran lavoratrice che non ha mai fatto le sue veci. E che se ad oggi non vede il figlio da oltre due mesi non dipende da lei: la colpa è dell’ex marito, oppure di una spia rossa dell’auto, che a sol pensiero di raggiungere qualcuno, si spegne. Che non sia il figlio, s’intende. O forse la colpa è dei marziani.

Ce n’è per tutti i gusti. Ma mentre la ragazza gioca, e trova il coraggio di divertirsi con l’amico, motivo per il quale non intende vefere il figlio, la legge segue il suo corso. Ma a lei non interessa. Scavalca anche il suo legale.

Finge promesse, illude. E se gli facciamo notare che ha bisogno di cure, corriamo addirittura il rischio di far ridere. Per detta sua anche gli agenti della questura di Portici. L’ha detto lei. Ma forse se ne è già dimrticata. Noi no. Anche se in questa storia c’è poco da ridere e tutto da piangere.

Ritorniamo un attimo alle bugie compulsive. La ragazza non vive più con il figlio dal 19 ottobre 2020 e non lo vede da oltre 9 settimane. Per lei è normale. E la morale non va in carcere. Crede che motivarne le assenze con una scausa – banale – basti a lavarsi la coscienza. Il suo legale oltre a dover chiarire alcuni passaggi che non tornano, non guarda, non vede e non sente. I genitori della ragazza è come se non li avesse. Figuriamoci. Entrano ed escono di galera, ed il padre è imputato per “minacce, furto e truffa” sia a Lagonegro che a Santa Maria. Proprio per questa vicenda. La sorella, separata, con un figlio 22enne disoccupato da mantenere, vive sotto lo stesso tetto coniugale della ragazza. Conviveva fino a poco tempo fa con un signore a cui aveva fatto credere che il figlio studiava: faceva le superiori. Il figlio, con il vizio di alzare le mani nei confronti di chi non può difendersi, nel 2015 viene denunciato per aver picchiato e minacciato di morte il nipote di soli 5 anni. Ed è ancora sotto processo nonostante la denunciante che gli augurava morte, ritirò la querela per garantirsi la ritirata. La denunciante è la ragazza in questione. Ma cari giudici, va tutto bene. Si, Madama la marchesa. Noi siamo solo degli specchiati. Ci siamo inventati tutto. Condannateci.

I video non mentono. È aggressiva. Violenta. Bugiarda. E come il nipote, ha il vizio di alzare le mani. Anzi. Oggi chiede aiuto e consigli proprio al nipote. Ecco, un’altra dote dei bugiardi compulsivi: sfruttare le persone a proprio piacimento. Oggi mi servi, sei bravo. Domani non mi servi più: devi morire.

La ragazza presenta seri disturbi mentali. Guardate sulla tenuta e l’istruzione del figlio come si pone:

Il giorno 6 aprile 2021, dopo che non vede il figlio da 9 settimane, chiama e lo illude: “perché non vieni da me?”. Il figlio comunica lei che il 7 inizia la scuola, non può. La ragazza propone la DAD: “Vedi che ora si può fare anche la DAD, se vuoi puoi venire. Le lezioni le fai con me”.

Nella telefonata subentra il padre e, su indicazioni della ragazza inizia ad informarsi, anche se la ragazza il 4 febbraio 2021, prima di firmare il nulla osta per il figlio, alla preside del 1° Circolo di Ercolano, afferma che il figlio è meglio che viva con il padre. Ma anche qui, trova la pezza a colori, e all’ex marito, nota: “sei tu che mi hai fatto venire fino a Caserta e poi non hai firmato”. Ma la verità mica è questa? Per carità! Di comune accordo decidono che il bimbo deve proseguire le scuole ad Ercolano, ma nel momento in cui il padre si reca con il figlio a firmare il nulla osta per il trasferimento del piccolo, il bambino, alla presenza della preside, inizia a piangere e racconta fatti che neanchel il padre conosceva. E cioè che la mamma, Olga Elisabetta, lo picchiava e in una occasione lo aveva chiuso fuori la porta al freddo. Solo in quella sede, alla presenza della dirigente, il padre decide di non firmare più il nulla osta per garantire serenità al bambino.

Trascorrono settimane ed il piccolo pare riacquistare fiducia nei confronti della mamma assente sulla scena come se il fatto non fosse suo. Si limita solo alle formalità. Quando ha tempo. Ma le denunce vanno avanti. È sempre la mamma. Lei, la ragazza, ormai ha un lavoro saltuario come disegnatrice presso un centro tatoo ed un amico. Ma presenta, nel contempo, un ricorso giudiziale. Vuole il mantenimento nonostante non vede il figlio: dammi 40 euro, devo comprare gli antibiotici, ho i linfonodi ingrossati. È pazza.

Il 6 aprile come anzi detto invita il figlio a stare da lei e a seguire la DAD a distanza. Il figlio ci pensa. Riflette. È combattuto. Ma alla fine accetta. Il 6 aprile la mamma invita l’ex marito ad informarsi. Così l’ex marito scrive ad una maestra e chiede informazioni. Il 7 aprile ottiene risposta è gira uno screenshot alla ex moglie: “ti giro quello che mi ha detto la maestra come da tua richiesta, devi inviare una mail alla dirigente scolastico”. Passano due giorni e l’ex marito riscrive alla ex moglie: “hai inviato la mail?”. Nulla. La ragazza è stata troppo impegnata. La richiede: “mi ridai l’email? “. In data 9 aprile l’ex marito gli rigira l’email della scuola. Domenica 11 aprile, il figlio richiama la mamma: “allora domani mi vieni a prendere?”. La risposta è “si”. Ma si scopre che la mamma non ha ancora inviato l’email al plesso scolastico. In sintesi non ha fatto nulla. Solo chiacchiere e distintivo. Ma non finisce qui. Il 12 mattina, manda un messaggio al figlio: “non posso venire. Vieni tu. Ma io non faccio nulla. Non lo mando a scuola, faccio scattare gli assistenti sociali”. E all’ex marito si inventa la scusa del pacco: “mio figlio non è un pacco. Non può andare avanti e indietro”. Ma il bambino vive con il padre da 7 mesi e la mamma non lo vede da due mesi e mezzo. Di quale pacco parla? Forse quello delle buste paga false? O dei finti sinistri del padre e la madre? Le scuse si susseguono a ritmo battente. Se richiede personalmente la Dad, è costretta a seguirlo, e non può. Se richiede la dad il bambino è costretto a vivere nuovamente sotto lo stesso tetto coniugale con una famiglia che non lo vuole. E i progetti sfumano. Infatti il loro obiettivo si limita, giudiziale a parte, alla semplice telefonata di cortesia. Ieri come oggi, a giugno come a settembre. Il bambino non è affar suo. “Faccio scattare gli assistenti sociali”. L’ha scritto sempre lei. Ma ad oggi sono trascorse 24 ore, e domani è un altro giorno, si vedrà!.

Insomma, vogliamo ancora consentire a questa ragazza di prendersi beffa delle autorità giudiziarie?

In data 7 aprile l’ex marito gira l’email alla ex moglie come richiesto dalla stessa
In data 9 aprile l’ex moglie richiede l’email (dal 7 al 9 non si interessa)
Come da accordi telefonici dell’11, la mattina del 12 aprile l’ex marito scrive all’ex moglie che avrebbe dovuto prendere il figlio. Ma d’incanto cambia nuovamente idea.
In data 12 aprile l’ex moglie riscrive al marito cambiando totalmente versione. Come se fosse totalmente un’altra persona.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.