Crea sito

[Audio] Ercolano, caso O.E.I, alias Elisa Betta. La ragazza che picchiò il figlio fino a fargli mancare il fiato per poi chiuderlo fuori la porta, esce allo scoperto. E al figlio che non vede da 3 mesi: “io non ti posso tenere, sto trovando lavoro… E poi gli stacca il telefono in faccia”

O.È. I Alias Elisa Betta

Non ci stancheremo mai di scriverlo e di riportare la verità, solo la verità, nient’altro che la verità oltre ogni ragionevole dubbio. E non ci stancheremo mai di sollecitare gli assistenti sociali ed il presidente del tribunale dei minori su un caso più unico che raro. Come non ci stancheremo mai di tutelare un minore e smascherare le bugie di una ragazza che a nostro dire, è ci assumiamo la responsabilità civile e penale di quello che scriviamo, avrebbe bisogno di un supporto psicologico. Per non parlare delle molteplici diffamazioni messe in campo contro il suo ex marito che, come unica colpa, ha la disgrazia di ascoltare ancora frasi del genere rivolte ad un figlio che forse non ha mai voluto. E pur di scrollarsi da dosso le sue responsabilità, picchia, aggredisce, usa espressioni volgari ma soprattutto diffama attribuendo finanche finti articoli di omonimia all’ex marito. Tutto pur di giustificare agli cchi dei suoi familiari e dei suoi frequentatori tali disumanità nei confronti di un minore, suo figlio. Che non ha chiesto lui di venire al mondo. Ci chiediamo chi sia il presidente dei minori che ha in carico il delicato compito di valutare e prevenire che altri episodi del genere possano verificarsi.

Parliamo di O.E.I (alias Elisa Betta) la ragazza “orco” che picchiò il figlio fino a fargli mancare il fiato per poi chiuderlo fuori la porta di casa in via Gennaro Niglio. Una ragazza dalle apparenze normale ma che dentro nasconde un diavolo. Un orco appunto. Sottovalutando senza esitazioni lo stato d’animo di un minore, suo figlio, che non vede da oltre due mesi e mezzo. Il suo è un mondo di bugie e giustificazioni.

Ogni scusa è buona per puntare il dito nei confronti del suo ex marito. Ogni sua chiamata al minore, una discussione. Minacce e volgarità che spingono l’ex marito a spegnere il cellulare per 7 giorni. Ma la ragazza che per non farsi riconoscere si spaccia di essere di Torre del Greco, è pronta a mentire: Va in questura e denuncia di non vedere il figlio da due mesi. Sono passati circa 7 giorni. E quando le Pantere vanno a verificare il bambino è al suo posto: a studiare, con il padre.

Trascorrono circa 3 mesi, ma alla ragazza pare non sfiorare minimamente l’idea di avere un figlio. Si rivokge finanche ad un centro anti violenza. E a differenza del suo ex legale R.M che la mette alla porta per le troppe bugie raccontate, a Torre del Greco trova sponda. Infatti viene difesa da un legale A.C che a sua volta non è mai stato chiaro. Come quando il 6 novembre scrive all’ex marito che a breve, a giorni, gli sarebbe stato notificato un ricorso in via urgente. Peccato che ad oggi 2 marzo del ricorso, forse depositato, non vi è traccia. Più che urgente è un ricorso lumaca. Quasi a prendersi gioco di un minore in balia di una mamma che ormai è disposta a tutto pur di tutelare De Lorenzo. Finanche a non vedere più il figlio che, nonostante i trascorsi, a seguito delle nuove restrizioni, cerca di recuperare e vedere per qualche giorno la mamma. Niet. Non si può. (Io non ti posso tenere, sto cercando lavoro). Ma in una precedente telefonata afferma di lavorare: “io la mattina lavoro, non ti posso tenere”. Continui rifiuti, scuse su scuse. E nella successiva telefonata, afferma: “io non lavoro”. Cambia 3 versioni in meno di mezz’ora. Ma un tale di nome Francesco, la cerca. Come De Lorenzo ed altri… (We We). La ragazza si impegna e giustifica le sue molteplici malefatte alla Pinocchio. E in Questura sono ancora disposti a prenderla in considerazione? Infatti, va in Questura, denuncia di non vedere il figlio, ma il giorno dopo quando il figlio la cerca e la invita ad andarlo a trovarla, è a prendere il sole ai Baretti con la sorella ed amici conosciuti appunto su Facebook: “Ora non posso venire, sono a prendere il sole…. ma vatti a prostituire”.

Abbiano avuto modo di vederla sui social, cambia spesso nome ed è molto vanitosa. Bella presenza. Sa quello che vuole e quello che non vuole. Di sicuro non vuole il figlio: “non ti posso tenere, lavoro… ma va…..”. E gli stacca il cellulare in faccia. “Io ho la mia vita”. E il figlio? Ma l’illustre avvocato matrimonialista, che a sentenza definitiva non avremo problemi ad intervistarlo e che disse che non lavorava, cosa dice? Ma che ricorso ha presentato? Il libro dei sogni?

Ma non è tutto. La ragazza dice di mandare foto del minore ad un uomo, Paolo:. E rivolgendosi al figlio neanche fosse un trovatello che gli stesse rubando la borsetta, dice: “È, mando le tue foto a Paolo Vitale e a te che te ne fotte? “.

Poi presenta buste paga false e viene denunciata alle Fiamme Gialle. Anche un suo parente per un’altra questione. Indagini a tutto oggi in corso. Prende impegni di pagamento ma poi spegne il cellulare per non farsi rintracciare usa un’altra utenza telefonica. Lo comunica un ragazzo conosciuto sui social che poi pare prendere le distanze dalla stessa nonostante quei selfie nuda. Difatti si fa selfie nuda davanti al figlio minore e li invia a ragazzi appena conosciuti sui social. Non si fa mancare nulla. Tutto documentato. Ma il pazzo è l’ex marito.

La Questura ci consiglia a seguito di indagini di non pubblicare i momenti dell’orrore, delle minacce ed altro. Noi di ith24 siamo fiduciosi e abbiamo enorme rispetto per le attività d’indagine ed enorme fiducia nelle Forze dell’Ordine. Per questo aspettiamo i Processi e ci limitiamo a pubblicare brevi spezzoni a supporto di quanto affermato in difesa di un minore trattato a pesci in faccia in attesa che vengono tutelati i diritti delllo stesso stesso.

Veniamo alla verità, ai fatti:

Esce e lascia il bambino solo fino a tarda notte.
Al figlio riferisce di scooparsi a 100 uomini pensando alla faccia dell’ex marito.
Le foto di un minore a Paolo Vitale (socio pizzeria Starita di Napoli)
In data 02/03/2021, rivolgendosi al figlio, nota: “io non ti posso tenere, sto cercando lavoro”.

A proposito di truffe, ecco chi sono i genitori:

Anna Maria Moscato (11/07/1950) mamma della O.E.I già condannata con sentenza definitiva a 16 mesi di carcere per truffa aggravata e continuata ai danni di oltre 4 compagnie assicurative. Oltre ad altre sotto indagine dalla Procura di Napoli nord. Cercava di far dire al nipote minore fatti mai avvenuti.
Il padreCarlo Infante (15/03/1951) pluripregiudicato: già condannato in via definitiva per furto, ricettazione, truffa aggravata e continuata. Ultima sentenza 2017/5. Passata In giudicato a 16 mesi. Disse al nipote minore “sono io tuo padre” e se vedo tuo padre “lo uccido”. Lo riferisce il minore in Procura.

IIl padre viene denunciato anche in sede civile per discriminazione razziale, il risarcimento sarà devoluto interamente in beneficenza.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.