“Accelerare i rimpatri”. La Germania al traino dell’Italia nella gestione dell’immigrazione

By Francesca Galici

Da quando Giorgia Meloni è stata nominata presidente del Consiglio e ha formato il suo esecutivo, uno dei capisaldi della sua politica è stato il contrasto all’immigrazione clandestina. Le opposizioni hanno preso posizione preventiva contro la politica del governo di centrodestra; permeati del solito pregiudizio hanno iniziato a criticare e a intralciare il percorso intrapreso. Hanno provato a far propaganda contraria, sbandierando un presunto isolamento italiano in Europa e facendo terra bruciata al premier ma le sue iniziative, evidentemente, sono valide. Lo dimostra il fatto che più di mezza in Europa si sta interessando ai progetti italiani per il contrasto dell’immigrazione e che anche la Germania, a trazione socialista con il cancelliere Olaf Scholz, sta procedendo sull’impronta dell’Italia.

Oltre a interessarsi del patto Italia-Albania per la delocalizzazione delle pratiche burocratiche per i richiedenti asilo, che alleggeriscono il lavoro interno e impediscono l’ingresso di soggetti che non dispongono dei requisiti per la protezione internazionale, la Germania sta vagliando soluzioni per accelerare i rimpatri. “Dobbiamo ottenere un cambiamento nella procedura”, ha dichiarato Scholz durante una visita all’Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati (Bamf), aggiungendo di essere in “costante dialogo” con i suoi colleghi in diversi Paesi europei. In generale Scholz ha chiesto una maggiore rapidità nel trattamento delle domande di asilo, passando anche attraverso le nuove tecnologie: “Dobbiamo assicurarci di essere all’avanguardia”. Secondo Scholz “è importante garantire che la velocità della digitalizzazione rimanga elevata e che anche l’intelligenza artificiale svolga un ruolo”.

L’Europa non si sta girando dall’altra parte ma sta seguendo l’esempio dell’Italia per riportare la legalità nel Continente e stanno agendo in questa direzione anche i governi che tipicamente guardano a sinistra. Una palese dimostrazione di una situazione divenuta insostenibile, oltre che pericolosa per la sicurezza. L’Italia sta ha stretto importanti accordi con i Paesi nordafricani e sta coltivando i rapporti, che stanno portando i loro frutti in tema di immigrazione.

Oltre alla netta riduzione dei flussi, infatti, si registra una maggiore collaborazione nel contrasto ai traffici di uomini, come dimostra l’arresto di “uno dei più pericolosi organizzatori di traversate clandestine degli ultimi dieci anni”.

Lo ha comunicato l’emittente radiofonica nazionale “Mosaique Fm”, sottolineando che l’uomo era ricercato in Italia e condannato in contumacia a quarant’anni di carcere, con decine di mandati di ricerca emessi contro di lui.

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