È una tragedia, la pandemia non lascia tregue. Saremo costretti a vaccinarci di anno in anno

«Infinita». È in questo modo che l’infettivologo Stefano Vella definisce la pandemia. In un’intervista al “Corriere della Sera” spiega che il Covid «rimarrà fra noi per molto tempo», Questo perché «è più astuto dei suoi predecessori, è cattivo ma non troppo. Ed è geniale perché si trasforma nelle sue varianti e continua a infettare più gente che può per sopravvivere. Una questione darwiniana». Nel contempo, Claudio Mastroianni, del Policlinico Umberto I,  spinge sull’esigenza di avere il prima possibile i monoclonali,  perché servono in questo momento. Da qui la richiesta a Figliuolo di affrettare i tempi dell’acquisto.

Vella  insegna Salute Globale all’Università Cattolica di Roma. Sui richiami a quattro mesi dopo la seconda dose «è tutto da valutare. Una cosa, però, è certa: l’immunità contro questo coronavirus non dura. Da qui l’esigenza di pensare a richiami successivi». Al momento, aggiunge, «non abbiamo dati che dimostrino che gli attuali vaccini siano davvero efficaci. Funzionicchiano. Tant’è che si sta pensando di aggiornarli».

Comunque sia, visto come irrompe la pandemia, «sono sempre meglio di niente», continua Vella. «E anche l’idea della quarta dose è quella di “pompare”, con quello che ho, il sistema immunitario perché reagisca al virus. Ancora meglio di niente, nell’emergenza. In prospettiva dovremmo immaginare di vaccinarci ogni anno, come si fa con l’influenza».

Pubblicato da edizioni24

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