È morto Ray Liotta, “quel bravo ragazzo” di Hollywood

È morto Ray Liotta, il bravo ragazzo che interpretando un mafioso di Little Italia stregò Martin Scorsese e si impose all’attenzione internazionale. Recitazione ruvida, sguardo profondo e aria invincibile malinconica, l’attore 67enne è morto nel sonno nella Repubblica Dominicana, dove stava girando il film Dangerous Waters. Un addio improvviso, inaspettato, che ha preso in contropiede il mondo del cinema e che ha provocato un vero e proprio choc in chi lo conosceva. E non soltanto perché fine il giorno prima non c’erano state – a quanto riferisce tra gli altri il sito di Tmz, rilanciato dal Tgcom24 – né avvisaglie né problemi. Ma perché questa morte – che non sarebbe sospetta e per cui si esclude l’ipotesi di conseguenza di un reato – arriva proprio quando per l’attore era cominciata la fase della rinascita. Una risalita dall’oblio in cui Hollywood lo aveva di fatto abbandonato troppo presto. Testimoniato da questo nuovo impegno sul set, e dal proposito di sposare a breve la compagna Jacy Nittolo. E invece…

Invece, il primo a dare la notizia parlando di annuncio «scioccante» è stato il sito di Deadline. Spiegando che il formidabile attore la cui carriera è decollata nel 1990 con Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese, se n’è andato in silenzio. Nel sonno. Lasciando la figlia Karsen e la fidanzata Jacy, che lo aveva seguito sul set ai Caraibi. E interrompendo per sempre quel processo di “rinascita” appena cominciato, dopo i suoi ultimi impegni cinematografici sui set di I molti santi del New Jersey. Di Storia di un matrimonio – per il quale aveva ricevuto un Indie Spirit Award – e di No Sudden Move. Liotta, tra l’altro, aveva da poco finito di girare Cocaine Bear, diretto da Elizabeth Banks. E avrebbe dovuto recitare nel film dal titolo provvisorio The Substance al fianco di Demi Moore e Margaret Qualley.

Un attore versatile, Ray Liotta, malgrado Hollywood gli avesse affibbiato la maschera del duro a tutti i costi. Che davvero era tra i pochi a poter dire di essere passato per la gavetta prima di arrivare all’affermazione e alla fama. Un interprete pieno di talento e di speranze, che agli inizi della sua carriera ha lavorato in soap opera, film tv e musical, in ruoli sempre diversi. Fino alla conclamazione del 1986, quando arriva per lui – grazie a Melanie Griffith – il ruolo di Ray Sinclair in Qualcosa di travolgente. Con quel film, le porte del successo si aprono per Ray Liotta. Ma è con Martin Scorsese che si spalancano davvero. Con il regista, e con il personaggio di Quei bravi ragazzi, Henry Hill: un italo-irlandese che cerca di fare strada nella mafia americana. Tra boss d’importazione e cosche internazionali.

E allora, nonostante la popolarità di Ray Liotta non si sia fermata lì. E malgrado abbia continuato a lavorare e andare avanti con registi come Guy Ritchie(Revolver), Ridley Scott (Hannibal) e Ted Demme (Blow), la corsa al successo per l’attore 67enne si ferma qui. Proprio quando l’uomo e l’artista avevano appena ripreso spinta e slancio…

Pubblicato da edizioni24

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