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Dopo la variante Delta la variante Delta Plus: “Può “bucare” i vaccini”. Tremano i virologi

Mentre la variante Delta si diffonde sempre di più sia in Italia che in Europa, il nuovo pericolo, potenzialmente maggiore, può essere rappresentato dalla variante Delta plus che in India comincia a diffondersi rapidamente.

Ne abbiamo parlato ieri sottolineando come le autorità indiane siano preoccupate per la maggiore trasmissibilità: gli studiosi l’hanno definita “Variant of concern” (Voc), cioè variante di preoccupazione, perché soddisfa alcuni dei numerosi criteri tra cui facilità di trasmissione, malattia più grave, neutralizzazione ridotta da parte di anticorpi ed efficacia ridottadi cure e vaccini.

È proprio questo il punto, i vaccini sarebbero a rischio: se la variante Delta non intaccherebbe più di tanto la capacità vaccinale con le due dosi complete, la Delta plus potrebbe, invece, “bucarli” rendendoli molto meno protettivi. AY.1 è il nome per gli addetti ai lavori e la mutazione K417N sarebbe quella “incriminata” che la renderebbe più resistente a tutti i vaccini anti-Covid al momento disponibili perché si legherebbe più facilmente al recettore che si trova sulle cellue dei polmoni. Non solo, sarebbe anche resistente alla terapia con i monoclonali.

Soprattutto i vaccini ad Rna (quindi Pfizer e Moderna) possono essere “rimodulati” ed adattati alle nuove varianti in poche settimane: se la plus dovesse diventare dominante (ma il discorso vale anche per la Delta), le Big pharma dovranno necessariamente produrre vaccini diversi da quelli attualmente in somministrazione. “Non possiamo escludere che arrivino nuove varianti e che alcune di queste non possano ‘bucare’ il vaccino dal punto di vista virologico, ossia per quanto riguarda infezione e trasmissione, anche se non ancora dal punto di vista clinico, ossia per quanto riguarda la malattia grave e la morte”, ha affermato Francesco Broccolo, virologo dell’Università di Milano Bicocca, al MessaggeroAlcuni scienziati temono che la mutazione, insieme ad altre caratteristiche esistenti della variante Delta, possa renderla anche più trasmissibile. “Si ritiene che la mutazione K417N aiuti il ​​virus a schivare gli anticorpi neutralizzanti, una parte vitale delle difese del nostro sistema immunitario”, ha affermato Sally Cutler, microbiologa dell’Università di East London, uno dei luoghi in Europa dove c’è il maggior sequenziamento dei tamponi e si scovano più facilmente le varianti in circolazione. “Ciò significa che può rendere i vaccini e i farmaci anticorpali meno efficaci e aumentare il rischio di reinfezione”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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