Dl Ucraina, l’appello della Meloni: “Nella maggioranza o sono molto distratti o qualcuno manda segnali…”

Niente di fatto sul dl Ucraina. Dopo le due votazioni sulle pregiudiziali di costituzionalità presentate da FdI, andate a vuoto per mancanza del numero legale, è slittata anche la terza votazione, che era stata convocata per il pomeriggio. Preso atto che il numero necessario di deputati sarebbe comunque mancato, il voto è stato aggiornato alla seduta di domani mattina.

La decisione, secondo quanto riferito dall’Adnkronos, è stata presa, dopo la seconda fumata nera, nel corso di una seduta improvvisata in Transatlantico tra i rappresentanti dei gruppi di maggioranza, il vice presidente Andrea Mandelli e il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. «Siamo perfettamente nei tempi entrò giovedì approveremo il decreto, non abbiamo alcuna preoccupazione», ha commentato il ministro. Il decreto, sul quale il governo ha già previsto la fiducia, infatti, che contiene le norme urgenti per contrastare gli effetti economici e umanitari derivati dal conflitto russo-ucraino deve essere convertito entro il 20 maggio.

Nessun esponente della maggioranza ha commentato. E anche Matteo Salvini, intercettato dai cronisti dopo un incontro a Palazzo Chigi con Mario Draghi, l’ha liquidato con poche battute. Dalle quali, però, sembra emergere un certo imbarazzo. «Non è colpa mia», ha detto il leader della Lega, che a chi parlava di assenza dei deputati leghisti ha replicato chiedendo: «Gli altri erano tutti presenti?». «Io – ha aggiunto – non commento le voci, chiamo il capogruppo e glielo chiedo. Del resto ho letto su Repubblica che avevo il visto per Mosca e non l’avevo mai chiesto. Se sono da Draghi difficilmente riesco a seguire i lavori della Camera».

Data l’importanza del testo in esame e le fibrillazioni nella maggioranza sul tema della guerra e dell’impegno italiano, però, è difficile pensare che la vicenda si possa liquidare come un banale “incidente”, legato all’abituale agenda parlamentare, che concentra i lavori nei giorni centrali della settimana. «Mi pare che ormai nella maggioranza ci sia una difficoltà enorme. Evidentemente o la maggioranza è troppo distratta oppure qualcuno sta dando dei segnali. E sono dei segnali di nervosismo. Per me è una buona notizia se il governo va casa», ha commentato Giorgia Meloni, a margine della presentazione del libro di Vittorio Feltri Com’era bello l’inizio della fine-I grandi incontri della mia vita al Circolo dell’Aniene, rispondendo a chi gli chiedeva se condividesse le parole di Francesco Lollobrigida, capogruppo di FdI alla Camera, secondo il quale, dopo la mancanza due volte del numero legale oggi sul Dl Ucraina in Aula, il “governo ormai al capolinea “.

«Un commento sulla mancanza del numero legale oggi sul dl Ucraina dovete chiederlo agli altri partiti, non a noi. Non siamo noi – ha aggiunto la leader di FdI – che dobbiamo garantire la presenza per un provvedimento del governo che ha il 95 per cento dei parlamentari a suo sostegno. Credo che i problemi ce li abbia la maggioranza, che ormai – ha concluso – mi pare abbastanza a pezzi».

Pubblicato da edizioni24

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