Daniele: “Ma quale libertà, io vedo solo una sinistra “fatta” che appoggia gli sballati dei rave party”

By Gaetano Daniele

Ma quale libertà? Rimbambirsi sotto effetto di droghe sintetiche per due giorni è sinonimo di libertà giovanile? Sembrano zombie. E caso mai ci scappa pure il morto. Questo è il messaggio che una certa sinistra vorrebbe far passare nei salotti buoni della TV. Ecco chi sono i liberali svoltando a sinistra.

Un elicottero della polizia sorvola il cielo terso sopra Modena. Sotto una ragazza alza il braccio, stende il dito medio, insulta gli agenti e mostra loro la lattina di birra che si sta scolando. Strafottente. Chissà se è stato per difendere il “diritto” allo sballo anche di questa giovane che il Pd si è espresso contro la decisione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di far sgomberare il capannone occupato. “L’ordine ci sorprende e ci preoccupa”. Se ne sono usciti così, ieri sera, i senatori dem Vincenza Rando e Stefano Vaccari. E non sono stati gli unici. Tutta la sinistra radical chic a inondare Twitter per esprimere solidarietà ai 3.500 che stavano tenendo il rave party non autorizzato, per dire che dopo tutto non sono loro i veri criminali da perseguire, per sottolineare che a Predappio comunque c’è di peggio. C’è sempre una giustificazione al peggio come se il peggio altrui (se fosse il peggio) autorizzi loro a fare peggio.

Da sempre la sinistra coccola l’illegalità. Gli sbarchi, i centri sociali, le case occupate e financo i rave party illegali: i più moderati li tollerano con simpatia, mentre i più estremisti addirittura li sostengono. E così gli dev’essere venuto un travaso di bile quando, abituati a giocare in casa col lassismo dell’ex ministro Luciana Lamorgese, hanno sentito suonare un’altra musica al Viminale. Senza troppi proclami, Piantedosi è passato subito ai fatti e, nel giro di ventiquattr’ore, ha inviato a Modena 600 agenti che, senza troppi problemi, hanno sgomberato l’intera area. E così, non potendo accusare gli agenti per i modi “rudi” come invece avevano fatto dopo l’assalto dei collettivi studenteschi contro il convegno di Azione universitaria alla Sapienza, hanno montato una polemica pelosa.

Ad aprire le danze contro il Viminale è stato il dem Andrea Orlando che, sui social, ha scritto: “Segnalo al ministro degli interni il rave che si è tenuto a Predappio, a mio avviso di gran lunga il più inquietante. Era conforme alle norme vigenti?”. Dello stesso tenore i tweet di Roberto Saviano (“Mentre il governo propone di alzare il tetto al contante Piantedosi ferma i ‘veri criminali’: Ong e rave party”) e di Gad Lerner (“A un governo come il vostro verrà sempre più facile prendersela con il rave party di Modena e con il soccorso in mare delle Ong piuttosto che coi fascisti radunati a Predappio”). O anche le sparate televisive dell’immancabile Oliviero Toscani (“Strana questa voglia di castigare invece di capire”). E c’è persino chi, sempre in tivù, se ne è uscito dicendo che “il diritto di riunirsi è garantito dalla Costituzione” e chi si sarebbe aspettato dalla polizia una sorta di servizio d’ordine (“Potevano filtrare gli accessi”).

Una marea di assurdità che non tiene contro che i 3.500 si trovavano all’interno di una proprietà privata e che il rave party non era stato autorizzato dalle autorità. Non esiste il diritto allo sballo. E tantomeno non esiste il diritto a occupare. È solo illegalità. Come è nell’illegalità che operano le Ong che ogni giorno riversano sulle nostre coste centinaia di clandestini. Accostare inoltre il degrado di Modena o i respingimenti delle navi nel Mediterraneo al raduno dei nostalgici del fascismo a Predappio è a dir poco fuorviante.Senza contare che, come ha fatto notare il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, “ci sono stati fior fiore di sindaci comunisti che hanno approfittato di queste date per fare economie locali”.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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