Daniele: “Il rancore che non passa; le gelosie innate e le sceneggiate alla Camera. Sveglia alle 5 ed è ok”

By Gaetano Daniele

Le immagini più brutte, questa settimana, arrivano dai palazzi romani. La Camera dei deputati come l’atrio del Bar due Rutti, dove ognuno dopo 3/4 birre la spara sull’altro. Anzi, peggio: sembra un basso di Ercolano, dove volano statue al grido di puttana puttana. Con tanto di scazzottata, schiamazzi, strattonamenti e via dicendo. Risultato finale: il parapiglia rivisto alla moviola, un’indagine interna e undici parlamentari sospesi. Un brutto scorcio di politica che non merita commenti ma che lascia l’amaro in bocca e un brutto sospetto. E cioè che qualcuno sia caduto nel tranello di un’opposizione disposta a tutto pur di offuscare il G7 e i successi di Giorgia Meloni. C’è poco da fare, quando una stella brilla, c’è sempre chi va al manicomio e tenta di oscurarla. Chiamatela come volete.

Ma veniamo ai ridicoli. E, a proposito di mestatori d’odio, troviamo i grillini che continuano a riversare livore sul Cavaliere anche un anno dopo la sua morte. Prima di abbandonare la commemorazione alla Camera, Riccardo Ricciardi se n’è uscito dicendo che “l’eredità di Berlusconi è politicamente e moralmente disastrosa”. Dichiarazioni vergognose che dimostrano da una parte l’ottusità istituzionale senza precedenti del movimento di Giuseppe Conte e che, dall’altra, svelano quanto i Cinque Stelle restino sempre ancorati ai loro istinti più bassi, proprio come i bassi di Ercolano, lì, riescono ancora a raggiungere il 25% dei consensi, ciò a significare che Ercolano è il Paese più radicato alla voce “rimborsi”. Per fortuna è un caso isolato. Infatti gli stessi residenti, amici, non si capacitano come esistano ancora paramani pronti a tutto per una mancia, anche a dare il culo. Bene disse Luigi della Rai ad una signora di Ercolano: “basta rimborsi, sveglia alle 5 ed è ok”. Basti vedere la batosta alle europee a livello nazionale per suggerire a Giuseppi e ai seguaci che far politica con la bava alla bocca non paga.

Un’altra ridicola è Elisabetta Piccolotti, deputata di Sinistra Italiana nonché moglie di Nicola Fratoianni. A chi le fa notare che il suo partito ha portato a Strasburgo una già pluricondannata soltanto per evitarle un processo, lei non solo fa spallucce ma prova addirittura a minimizzare. “Ilaria Salis – dice – ha condanne tipiche di attivisti dei centri sociali”. Leggete: resistenza a pubblico ufficiale. Ma come si fa a dire cazzate del genere? Come si fa a sminuire (se non quasi a giustificare) quelli che sono comportamenti aggressivi nei confronti delle forze dell’ordine? Così si finisce per fiancheggiare, se non addirittura fomentare, la violenza antagonista.

E poi loro, la famiglia Salis: il padre Roberto, che va in televisione a insultare il premier Giorgia Meloni paragonandola a Mammolo, la figlia Ilaria che, grazie appunto ad Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, vince la “Lotteria Europa”. Biglietto di sola andata per Strasburgo e assegno da 16 mila euro al mese. Tanto pagano tutti gli italiani, sol perché votata dai centri sociali e qualche gay. Che colpaccio, che furbizia! Ma anche: che bassezza politica! Fino a ieri, a processo con l’accusa di aver preso parte al pestaggio di un gruppetto di neonazisti, oggi a Palazzo con l’immunità da europarlamentare. Che forza questa sinistra. Ah pardon, che forza questi paramani.

Ci auguriamo che adesso, con tutti i soldi che percepisce da deputata, si metta a pagare all’Aler di Milano i 90mila euro che gli deve per lo stabile occupato al Corvetto. O cercherà, come con il processo in Ungheria, un escamotage per non pagare nemmeno questo conto? E già, a chi piace pagare? Ma quando si tratta di incassare ognuno tira fuori il meglio di sé.

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