Daniele: “Il naso degli Usa nelle elezioni politiche di mezzo mondo. I rubli o dollari dal Cremlino tollerati se vanno a sinistra. Ma se vanno a destra mancano le prove”

By Gaetano Daniele

Et Voilà. E ti pareva che a 10 giorni dalle elezioni politiche il servizio di intelligence degli Usa non scoperchiava qualche finanziamento occulto da parte del Cremlino a partiti sparsi in mezzo mondo? 300 milioni di dollari. Perché non 900 milioni? Visto che mancano le prove?. La solita strategia degli Usa per rompere il cazzo agli alleati. Il punto di questa strategia ben architettata potrebbe far male o meglio colpire dopo le elezioni. Se fosse vero, una notizia del genere dopo il voto potrebbe cambiare le carte in tavola. Ma troppe cose non quadrano nella storia dei finanziamenti russi a partiti e politici accennata dal ministro della Difesa americano, poi rafforzata da indiscrezioni senza padre né madre. La storia, se non sono pronte altre scatole cinesi, sarebbe questa: il ministro americano Blinken davanti alle telecamere svela il contenuto di un rapporto dei servizi segreti americani secondo cui la Russia avrebbe speso centinaia di milioni per corrompere politici e partiti di paesi stranieri per favorire, si suppone, la sua politica estera.

Poi un funzionario di rango minore afferma che fra questi Paesi c’è l’Italia e che i partiti beneficiati dai russi sarebbero quello della Meloni, di Salvini e il Movimento Cinque Stelle. Queste dichiarazioni provocano il prevedibile putiferio senza né capo, né coda perché manca sia la logica, il movente, che la fonte. Ma quanto cazzo hanno paura gli Usa da inventarsi una balla del genere? È bizzarro, per non dire ridicolo, che i più indignati per questo fumosissimo scandalo, siano proprio gli uomini del Pd a partire dall’intrepido suo segretario. Enrico Letta è al timone di un partito fatto per metà dal vecchio Pci e per metà dalla vecchia Dc. E anche se lui non proviene dalla metà comunista, non può far finta di non conoscere il codice genetico del partito, quello comunista, che ha introdotto la corruzione della politica attraverso gli illegali e sontuosi finanziamenti russi, costringendo i partiti democratici ad approvvigionarsi in maniera altrettanto illegale.

Ogni anno un funzionario del Pci andava a Mosca con una valigetta vuota e la riportava piena di milioni di dollari che venivano controllati al ritorno da due agenti del Tesoro americano che volevano controllare che le banconote non fossero false. Poi la banca vaticana dello Ior cambiava i dollari in lire. Alla fine, tutti i partiti democratici che avevano praticato il finanziamento illegale furono condannati a morte e sono scomparsi, mentre soltanto Il PCI si è salvato per il rotto della cuffia perché nel 1989 una provvidenziale amnistia cancellava tutti i gravissimi peccati di corruzione del sistema democratico commessi con sfacciato candore dal PCI.

Oggi si alza un gran polverone su un possibile finanziamento russo a partiti e politici. Se fosse vero sarebbe gravissimo, ma con poco senso. Che gli americani vogliano danneggiare Giorgia Meloni è in aperta contraddizione con lo stile e la diligenza con cui il Dipartimento di Stato ha cercato di capire la figura e il progetto politico della Meloni. Lo hanno fatto non solo con lei ma probabilmente ha giocato a suo favore il fatto di essere una possibile candidata alla guida del governo italiano con una posizione nettamente filoatlantica, anche se sostenendo che l’Italia deve essere risarcita dai costi derivati da una scelta netta senza se e senza ma.

Quanto alla Lega, le note e passate simpatie di Matteo Salvini per Vladimir Putin non spiegherebbero il movente perché è universalmente nota l’alleanza politica fra la Lega, il partito di Putin, quello della Le Pen e dell’ungherese Orban in un contesto che non è più da tempo quello attuale dal momento che oggi Salvini si è riposizionato a causa dall’aggressione all’Ucraina. Perché, dunque, come e quando il Cremlino avrebbe speso una somma di denaro per investirlo in una incomprensibile operazione simpatia? Non solo mancano le prove, ma manca il senso. Ma, ammesso e non concesso, perché? Per creare una superflua turbolenza che non raggiungerebbe mai le proporzioni dello scandalo, in mancanza assoluta di prove e logica. Per quanto riguarda i Cinque Stelle si potrebbe capire il senso, ma non l’attualità. È un dato di fatto che Conte abbia ordito l’abbattimento del governo Draghi per incassare i voti dell’elettorato contrario all’invio di armi agli ucraini con una giravolta sull’invio delle armi a chi sta resistendo. Nel suo caso la logica ci sarebbe ma manca comunque qualsiasi prova.

Ora aspettiamo l’esito delle politiche, e chissà che dopo le elezioni oltre al responso elettorale non compaiano anche queste mani incollate alle valigette. Già sentiamo il profumo dei dollari….

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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