Daniele: “Il Fatto tocca il fondo, e la sinistra scava”

By Gaetano Daniele

La finta benestante pentita, l’auto di lusso e il film perfetto: il “sogno”. E i rossi miopi confermano che il sistema non funziona. Il Fatto tocca il fondo con una vignetta sessista e la sinistra scava. Meglio se ci mettono la testa dentro, come gli Struzzi.

La vignetta di Natangelo sul Fatto Quotidiano ha travalicato la satira e sfondato il muro della decenza. Non è stato l’unico. In molti, nelle ultime ore, ci hanno dato dentro con livore e odio. “Suprematista bianco”, ha gridato la pentita con l’auto di l’usso, che non è sua, Elly destandosi da un torpore che la braccava da giorni spingendo i suoi, in crisi di astinenza da leader, a chiedersi dove si fosse nascosta. A casa della nonna non c’era!

Aperte le danze con l’ordine di scuderia, dal Pd e da tutte le latitudini della sinistra è partito il tiro a segno contro Francesco Lollobrigida. “Complottista”, gli hanno vomitato addosso i meno rissosi. “Razzista”, l’insulto più gettonato. Poi, nella gara a chi la spara più grossa, si è andati sempre più in là: la filosofa Donatella Di Cesare ha sfoderato “neo hitleriano”, Ginevra Bompiani (scrittrice) “nazista”. E ultimo affondo, appunto, la prima pagina del pistolero Marco Travaglio.

Il plotone di esecuzione messo in piedi per far fuori Lollobrigida parte da lontano. Rientra nella chiamata alle armi contro il governo e la sua politica di contrasto all’immigrazione clandestina. All’opposizione non vanno giù la stretta alle ong, la revisione della protezione speciale e, più in generale, il giro di vite sul regime di accoglienza indiscriminata messo in piedi in dieci anni di centrosinistra al potere. E così, non appena il ministro ha parlato di “sostituzione etnica” in un discorso molto più ampio in cui affrontava l’annoso problema delle culle vuote, è partita la gran cassa che si è fatta sempre più violenta col passare delle ore. Tanto che il titolare dell’Agricoltura ha continuato ad essere linciato anche dopo che aveva precisato meglio la propria posizione. E poco importa se i numeri sono dalla sua parte, se ci sono un’infinità di studi che fotografano l’inquietante denatalità che affligge il nostro Paese, se questi report svelano decenni di immobilismo politico, la sinistra ha inchiodato il ministro a quelle due parole, “sostituzione etnica”, e ha riesumato pagine buie della storia: l’eugenetica, la difesa della razza e il nazismo. Fenomenali. Ma chi cazzo lì crede più?

Se solo la sinistra fosse meno ideologica e aprisse gli occhi, lasciando certi mali al secolo scorso, si accorgerebbe che Lollobrigida ha posto l’accento su un problema che non può essere ignorato. Non chiamiamola “sostituzione etnica”, va bene. Ma possiamo almeno dire che il numero degli stranieri nel nostro Paese continua ad aumentare mentre il numero di italiani che fanno figli si riduce al lumicino, che l’immigrazione che subiamo non serve a pagare le pensioni dei nostri nonni ma a ingrossare le fila di rider, manovali e braccianti sottopagati, che tutto questo pesa sul nostro welfare tagliandone fuori molti italiani bisognosi? O, se lo diciamo, finiamo per essere tacciati di razzismo?

E possiamo dire che in alcuni Paesi del Nord Europa, laddove il buonismo ha imperato a lungo, si sono creati quartieri, le cosiddette “no go zone”  in cui le forze dell’ordine sono estromesse ed è l’estremismo islamico a comandare? O, anche in questo caso, rischiamo di essere accusati di xenofobia o, peggio ancora, di nazismo? E possiamo, infine, dire che pensare a politiche sociali che vadano ad aiutare in primis donne e famiglie anziché sperperare denaro nell’accoglienza indiscriminata degli immigrati, non solo fa il bene di chi ne beneficia ma scommette sul futuro del nostro Paese? Oppure finiamo anche noi sulla prima pagina del Fatto Quotidiano?

La Vignetta de Il Fatto Quotidiano

Arrivando al termine di questo articolo, vorrei pubblicare anch’io una vignetta.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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