Daniele: “I mitomani li riconosci subito, come il caso di (O.E.I), sparano balle in continuazione, sembra di giocare a flipper, avendo attivato il multiball”

By Gaetano Daniele

Questo è un post rivolto ad una ragazza, di cui non cito. La chiamerò (sigla), quindi qualcuno di voi potrebbe non capire. Lasciatemi passare questo enigma. Non tutte le ciambelle riescono col buco. Ma viceversa Citerò le iniziali del suo legale (stratega). Nel quale siamo suoi ammiratori per come ha gestito e sta continuando a gestore, forse da dietro le quinte, il multiball. Dopodiché ho imposto il silenzio stampa e di non dar più adito alle balle quotidiane e di attenerci categoricamente al giudizio di organi preposti. Salvo che, a seguito delle nostre denunce, non voglia accendere i riflettori La7 nel quale vi è stato un contatto. Perché alcune balle sono di una gravità inaudita. E chi realmente mi conosce, sa che le palle, quando vengono scagliate nei miei confronti e in quelli di ith24, non posso restare indifferente, ho l’obbligo morale di chiarire.

La (Sigla), sigla, perché non è neanche degna di essere nominata, infatti subito dopo questo post, farò penitenza, nascondendosi sempre frasi fatte, lascia passare un massaggio distorto, totalmente contraddittorio. Non abbiamo la coda di paglia. Ma è come quando un piromane ti brucia casa, e poi scrive di essere un pompiere. Allora facciamo chiarezza una volta per tutte e poi lasciamo che siano terzi a giudicare i reali fatti oltre ogni ragionevole strumentalizzazione e dubbi, nel quale la sigla cerca di generare nel lettore.

La (Sigla) prima di cancellare la sua attivita lavoriva (artista), dice: se riesci a mantenere la calma quando tutti gli altri intorno a te perdono la testa, hai già vinto. Ma che film ha visto? E le bottigliette? Le alzate di coltelli? Le azioni disumane protratte ai danni di anime innocenti? E le diffamazioni a mezzo social per entrare nelle grazie di qualcuno nel quale senza conoscerci, ci segnalavai? La calma? Quale calma? Roba da pazzi. Ma sai in che posizione sei oggi proprio grazie alle tue azioni? Ma chi credi di prendere per il culo con il tuo multiball?

C’è una differenza sostanziale tra la (sigla) ed ith24. Noi, se abbiamo qualcosa da dire a qualcuno, ci mettiamo la faccia. Non lo facciamo nascondendoci dietro profili falsi. Ma soprattutto non abbiamo bisogno di denigrare altre persone per attenzione la nostra persona. Noi lo denunciamo assumendoci sempre le nostre responsabilità, Perché ci riteniano uomini liberi. Invece, chi lo fa alle spalle, lascia il tempo che trova. Infatti, non perché a noi piaccia il male degli altri, per carità di Dio. Ma la tua posizione ti obbliga a stare in silenzio, e almeno abbi il coraggio di restarci, in silemzio. E se proprio vuoi dire qualcosa, non parlare per paraustielli, mettici la faccia. Amche se sono menzogne. Le vostre contraddizioni, non hanno convinto nessuno. E se qualcuno aveva qualche dubbio, sarà delucidato nelle sedi dovute. Ma di certo non saremo noi a lavarvi la faccia. Se accusi un uomo di proventi illeciti o di altra natura, se quei proventi illeciti non sono frutto né farina del tuo sacco al punto da sentirti schifata, come vuoi lasciar intendere, ne prendi le distanze. E non ci cammini in quelle scarpe, soprattutto se poi ti assurgi il ruolo di morta di fame. Non si accettano regali da proventi illeciti. Almeno che non li hai fatti tu? Io non sono un figlio di papà. Non faccio l’imbianchino, tanto meno l’imprenditore né il camionista. Senza nessun offesa alle categorie citate. E difficilmente riusciresti a metterci l’anello al naso, come hai tentato di fare con chi ci ha scritto e non è caduto nella tua ragnatela. Ma tranquilla, la mamma dei cretini è sempre incinta. E se proprio ti sei dimenticata, Perché le menzogne, tutte, prima o poi usciranno. E sarà proprio come un domino: una tira l’altra. Aspetta. Ne vedremo delle belle. A Napoli si usa una espressione comune: “Fatte accatta’ ‘a chi nun te sape! ” E restarci. E questo è un messaggio strettamente personale. E scinde da ogni altro componente che avrà sempre la massima libertà decisionale, senza strumentalizzazioni. Perché cara (Sigla), noi siamo gente seria, appartimm a mort! E se stai continuando a scriverci diffamazioni, almeno continua a farlo alle nostre spalle come sei abituata a fare. Ora ti spiego chi sei.

Ognuno di noi mente ogni tanto. Per non offendere qualcuno, per non sentirci esclusi o per moltissime altre ragioni, ad esenpio per nascondere un qualcosa o un qualcuno, tipico dei mitomani. Oppure nei reati: avete mai conoscouto qualcuno dire: si, sono colpevole? Io no!.

Dire bugie ci può capitare durante la giornata anche se spesso questa scappatoia col tempo può avere conseguenze negative. Come nel caso di specie. Nonostante ciò, esistono individui che mentono in maniera patologica e compulsiva. Questo disturbo viene denominato “mitomania” o “pseudologia fantastica”.

Faccio un esempio: solo io non mento mai. Ecco. In questo momento anch’io ho scritto una bugia, per attenzionare la mia persona ai lettori. Ma in realtà, anche a me capita di tanto in tanto di raccontare qualche bugia, a fin di bene. Ma mai mi sognerei di mettere alla berlina qualcuno sol per fargli terra bruciata intorno o per altre fantasiose ragioni, se non per arrivare a denunciare un’azione spregevole o perché no, un fatto di cronaca serio. Del resto scrivo da oltre 15 anni, e non ho mai riportato condanne per diffamazione. E fidatevi, ho scritto anche di peggio. Come avrei potuto fare per questa inchiesta. Avrei potuto mettere alla berlina altri. Ma aspetto che la ruota giri. Appunto ritenni di non farlo per un semplice motivo: vedere fin dove arrivassero le giustificazioni fantastiche e fantasiose dei soggetti citati, che vorrebbero eliminarmi attraverso la menzogna! Anzi no. Attraverso citazioni sui social network. Qualcuno parla di ingiusto? E cosa dovrebbero dire quei tanti bimbi nati sotto quella bandiera chiamata mamma Africa, o quei bimbi che sono costretti a svegliarsi sotto le bombe o colpi di RPG? Forse certe affermazioni potrei aspettarmele da loro, e sarebbero giustificati, e non da chi si alza a mezzoggiorno e passa le intere giornate su whattsapp e Facebook, e trova anche il coraggio di parlare di amore quando non è ha avuto nemmeno per il proprio sangue, mettendo in scena uno dei più pietosi spettacoli mai visti nella storia dell’ipocrisia. Ahimè, non riesco a rimanere indifferente difronte a così tanta finzione. La calma? Ma vaffanculo!

Dire bugiè può essere una malattia. Ho ascoltato e vissuto molte situazioni sul tema. Il primo a parlare di mitomania, all’inizio del ‘900, fu il dottor Ernest Dupré. Secondo lo studioso il bugiardo patologico utilizza le bugie, solitamente piuttosto credibili, per sembrare più interessante agli occhi altri. Spesso si tratta di persone che hanno voglia di vivere una vita che non possono permettersi o che non hanno il coraggio di avere. Molti si rivedono in mafiosi trasformando la loro crudeltà in coraggio. Altri, in militari, caso mai paracadutisti, pur soffrendo di vertigini. Altre, passando per Sante, pur avendo alle spalle peccati che forse neanche lo spirito Santo assolverebbe. Qualcuno pretende di mettermi il bavaglio sol perché un PM mi ha indagato. Io faccio quello per cui sono nato, scrivere. Vuol dire che se sarò colpevole di verità, continuerò a scrivere sui muri della mia cella.

Per questo, mentono in maniera compulsiva per mostrare agli altri di avere una vita emozionante, di aver vissuto esperienze incredibili e avventurose o, in ogni caso, di avere una vita migliore di quella che hanno. Ma può capitare anche l’inverso, cioè descriverne uno stato pietoso sol per ottenere dei benefici personali. Come nel caso di (O.E.I), queste sigle, che a seguito delle sue molteplici bugie, scaturite anche in una forte aggressività verbale e non, gli è stato negato anche un diritto, nel quale non entro nel merito per rispetto delle autorità Ne abbiamo riportato i fatti di cronaca esclusivamente perché sono avvenuti a seguito di denunce penali riguardanti maltrattamenti, aggressioni fisiche palesate in pubblica piazza, fino alle minacce di morte. Ma di quali ingiustizie parla? Ma volete fare che ci siamo sognati tutto compresa l’ultima sentenza?

Anche se quest’ultima abbia messo in campo una strategia comune, supportata da una famiglia incline al raggiro e alle truffe, trasformando come Gesù pani in pesci, e cioè la verità per diffamazione, proprio la stessa usata per le precedent vittime, facendo passare al contrario i miei post denuncia per diffamazione. Si fa presto a dirlo. Ma ormai non si può correre più ai ripari: vincerà la verità, o perderà la menzogna. Scegliete voi.

La campagna denigratoria messa in campo da queste sigle, O.E.I più che una campagna denigratoria, sembra una sceneggiata alla Mario Merola, che al sottoscritto piace molto, e cioè, che non riesce a vedere più un angelo perché qualcuno glielo vieta. Certo. Come disse un mio carissimo amico in un centro commerciale di Afragola: queste hanno coraggio da vendere.. Non lo cito perché non ho prove. E poi perché non nutre la mia stima, si rimangerebbe tutto per un ciuciu’. Sembra di ascoltare quei strani dispettucci da 4 soldi che avvengono generalmente nei bassi fondi di quartieri dove la cultura sta ai gradi di Bolzano, facendo prevalere sempre i propri egoismi pur di raggiungere uno scopo. Noi la faccia non l’abbiamo mai lavata a nessuno comprendo azioni che possono essere definite solo con una parola: squallide!.

E poi anche perché stamattina l’acqua santiera era vuota. Il prete ha detto “torni domani”.

Facendo un esempio: proprio come in quei casi dove il coniuge padre non versando il mantenimento alla ex moglie quest’ultima per dispetto gli nega di vedere il figlio. Più o meno questo il messaggio che vorrebbe lanciar passare la sigla agli occhi altri per giustificare e nascondere il suo passato. Proprio come quando si divertiva cantando in auto afetta da spirito di protagonismo sperando di generare qualcosa in qualcuno che non è mai esistito, mentre qualche Angelo non si spiegava del perché era in macchina a cantare invece di stare con lui? Ma la ossessione verso qualcuno acceca tutti. Forse è amore inconscio e si trasforma in ossessione compulsiva. Esiste solo lui. Ogni azione è rivolta a lui. Dell’angelo neanche l’ombra. Solo lui. È amore. Ma l’ignorante non se lo sa spiegare. Infatti lo dimostra così. Ha un costante bisogno di dimostrare il contrario.

E supera ogni logica. E anche in questi casi, la colpa è sempre degli altri. Ma vaffanculo. E questo è un messaggio personale che scinde da ogni altro componente libero da ogni mia considerazione, che temgo per me, e nascosta. Nel quale non solo la sigla ne sta rispondendo civilmente, ma dovrà risponderne anche penalmente, perché stando ad una accurata ed oculata analisi, la stessa ha mentito anche ad organi preposti sotto giuramento. Ci auguriamo solo di non sentir un domani di essersi confusa o magari che era ubriaca di buon mattino. Di solito si consuma di sera..E lei ne sa qualcosa. Cercherò di spazzare via ogni dubbio. Perché io non sono come quelli che dicono: così fan tutti… Questa mentalità non ci appartiene. Trasforma la convenienza per carattere e il silenzio per dignità! Sono dei fenomeni. Da baraccone?

Poi ci scrive: ma chi te l’ha dato il mio numero? Ma fa uso di acidi? Lo scrisse la stessa sigla su di un pizzino unitamente a 5 nomi fatto recapitare indovinate dove? In uno zaino. E mica è una balla. Lo confermerà anche a telefono: scusa, è capitato per errore. Chissà chi glielo avrà consigliato? Sembra una Cavia nelle mani di altri. Ballano tutti sulla sua pancia con la scusa di starle dando una aiuto, per il suo bene. È diventata una Cavia? Ma a lei sta bene, perché lavora e altro? Faccio un esempio: un vigliacco che prende solo schiaffi, se vuole dare uno schiaffo ad un nemico, che fa? Usa un’altra persona con la scusa di starle dando una mano. Ecco. Ma secondo la loro proiezione, non doveva andare diversamente? Cosa è andato storto? Eppure lo scrivente l’aveva anche avvisata attraverso audio che se avesse continuato così, avrebbe perso. Mi sembra che sia andato tutto come prevedevamo noi di ith24, ma non perché siamo bravi. Perché quando inizi a vederci chiaro la logica vince sempre sull’ignoranza. Ma vuoi fare che la sigla questo voleva? Esiste anche questo.

Una coppia si separa, ed il marito per errore inserisce nello zaino del figlio prima che raggiunga la mamma, un foglio con su scritto 5 nomi di donne, due numeri di ceulare, di cui uno del suo nuovo cellulare ed un altro della sua nuova donna, e poi gli chiede scusa per la distrazione. E dopo diversi mesi gli scrive: scusa ma come hai avuto il mio nuovo numero? Io non te l’ho mai dato. Se fosse capitato realmente cosa penseremo di un uomo che adopera questi giochetti? Far ingelosire la moglie? Attirare attenzioni sulla sua persona, magar farsi chiamare in lacrime quando è con la sua nuova fidanzata, come a dire: guarda amore, cosa faccio io alle donne? La calligrafia oltre che a confermarlo, corrisponde. Su quel pizzino si evince anche la sua firma con la scritta: sono la N1. E se lo scrive lei. Balle su balle su balle. È una montagna di balle.

Cerca sponde e scontri, accusa, pur di ritornare alla solita cantilena che stonano anche le orecchie dei muri. La sua è una posizione di vantaggio. Ha impiegato mesi per ottenerla. Esce, canta, lavora a nero? È fidanzata? Perché dovrebbe pentirsi? Ma soprattutto per cosa? Un ora a settimana va più che bene. E se qualcuno si rifiuta, è la volta buona per salire sul piedistallo e fingere: sei tu.. Punta il dito, coscienza lavata. Ma vaffanculo! Questi giochetti sono superati da anni. Valli a fare altrove.

Del resto basterebbe fare la conta in questi ultimi 3 anni per chiudere tutta la storia in 5 minuti. Verrebbe da chiederle: ma dove l’ha trovato tutto questo tempo a disposizione da dedicare anche a chi ci ha contattato sottraendolo a chi di dovere, proprio come le sue performance sonore in auto? Ma la burocrazia in Italia è lenta.E come ad una partita a flipper, dobbiamo assorbirci il multiball.

E l’arte di queste persone sta nel fatto che riescono o in alcuni casi tendono di capovolgere la frittata gridando addirittura allo scandalo subito. Perché forti di alcune prove che detiengono in cassaforte, pare che abbiani detto: vai avanti, poi ti farò vedere…. Chissà… Del resto non vediamo l’ora non solo di vedere queste prove (che tra le altre conosciamo gia) ma di vedere come giustifichera’ le molteplici bugie raccontate anche alle autorità giudiziarie. Le responsabilità sono oggettive e non si coprono crimini con altri crimini. Facciamo un esempio: se tu hai fatto una rapina, non è che se accusi un killer di omicidio, ti assolve dalle tue responsabilità? Ognuno risponderà per i propri reati. Scusate l’esempio forzato. Non c’è nessun rapinatore e messun killer.

La definizione di mitomane è infatti proprio questa: creare una realtà fittizia, dando adito alle proprie menzogne, e cercando di imporre questa visione agli altri.

Se quando mentiamo nella maggior parte dei casi siamo coscienti delle nostre bugie, per chi soffre di mitomania il confine fra bugia e realtà diventa piuttosto labile.

Spesso, queste persone credono alle storie inventate che raccontano e non riescono ad affrontare la realtà. Come per il lavoro. Oppure quando denuncia alla Questura di Portici – Ercolano, che non era riuscita a portare il figlio con sé perché l’ex compagno glielo aveva impedito. È firmato nella denuncia. Ma le telecamere dell’appartamento dicono il contrario. Dicono che quando la donna fa rientro a casa (e nessuno sapeva le sue intenzioni di disertare) l’ex compagno ed il figlio non c’erano nell’abitazione. Anzi. Al loro rientro non trovano porta chiusa e solo grazie all’intervento dei pompieri riescono ad entrare nell’abitazione. E una volta fatto rientro non trovano neanche le chiavi dell’auto. Per non parlare della ruota bucata. Siamo stati chiari? È chiaro il concetto di mitomania?

Per questo, continuano a portare avanti le proprie bugie e a non ritornare mai indietro sui propri passi, creando un circolo vizioso. Si tratta di una vera e propria dipendenza dalle menzogne che si retroalimenta. Molti pur di non ammettere questo dato oggettivo giustificano di non rispondere per non scendere di gradino. Ma in realtà sarebbe più appropriato dire: chi tace acconsente. Altrimenti dovrebbero smentire sé stessi. È possibile?

Il significato di mitomane, derivante dal francese, è appunto un inventore di miti. Non sono ancora chiare le cause della mitomania. Secondo gli studiosi potrebbe trattarsi di persone con un’autostima molto bassa o che hanno subito traumi durante la loro vita. Sarebbe una sorta di meccanismo di difesa che tende a rimuovere le esperienze negative e a creare un passato e un presente diverso.

Questa patologia, inoltre, potrebbe essere legata alla presenza di multiple personalità che si manifestano attraverso le diverse bugie. La mitomania non crea danni solamente al bugiardo patologico ma anche a chi gli sta vicino. Le principali vittime di questa patologia sono familiari e amici. Se viene scoperto, infatti, il bugiardo non è in grado di ammettere di star mentendo e per questo può vivere una grande crisi. Continuerà ad affermare che i suoi racconti sono totalmente reali e potrebbe reagire, nel peggiore dei casi, anche in maniera aggressiva. Proprio come nel caso di specie.

A difendere la sigla è un noto avvocato di Torre del Greco, tale A.C, che decanta ovunque si trovi, una esperienza 30ennale, ma sbaglia finanche tribunale di competenza.. Sembra uno specchiato. Questo accade quando si depositano ricorsi e dichiarazioni senza consultare prima il codice civile. Questo scostumato. Roba da cartellino rosso, panchina e doccia. Ma lo stesso legale, che tra le altre rappresenta anche un centro anti violenza di nome Ami, pare giustificare tali condotte attribuendole ad azioni mascoline?, frivole?. Talmente frivole che la situazione gli è sfuggita di mano. Questa scostumata strategia?. Ci verrebbe da domandare al famoso legale, cosa pensa di quei mariti che, per qualsiasi essa sia la ragione, aggrediscono le proprie mogli con bottiglie di vetro e coltelli? Forse ragazzate? Ancora. Lo stesso legale A.C, tenendo anche conferenze pubbliche sulla violenza sulle donne, dichiara che le violenze non sono solo quelle fisiche, ma anche quelle verbali, psicologiche, che rimangono dentro. Ci viene sempre da domandare al famosissimo legale, come giudica le offese di quei tanti mariti che rivolgendosi alle proprie partner, affermano: sei una lesbiga, ti devo rimanere morta a terra fino all’ultima goccia di sangue. Sei una troia io mi scopo a 100 donne.. o lascia pizzini con nomi di donne in giro per la casa o negli zaini etc etc? Forse si riferiva a questo quando parlava di violenze psicologiche?

La professione è una cosa seria. Non è come fare l’arbitro, che se anche la chiamano cornuto per aver dato un rigore che non c’era, si rifà al Var.. Se sbaglia a scrivere una sentenza e/o ne scrive falsità abnormi, oppure ne nasconde altre, beh, non ne fa poi una bella figura.

A quando l’udienza per diffamazione?

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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