Daniele: “A breve un inviato di ih24 sarà a Mariupol. Occhio a Putin. Sta bluffando, viene dal servizio segreto più potente al mondo, e a Biden se lo gira come e quando vuole. Conosce tutte le sue reazioni con largo anticipo. Figuriamoci di Zelensky”

By Gaetano Daniele

Dall’inizio di questa tristissima e sporca guerra sento dire troppo spesso da esperti improvvisati che Putin sta fallendo, che non aveva fatto bene i conti con una resistenza Ucraina forte e decisa etc etc. Certo. Gli ucraini hanno dimostrato e stanno dimostrando al mondo di essere un grande popolo. Unito. Soprattutto nelle difficoltà. Un popolo che non volta le spalle alle proprie radici. Che non trova appigli o scuse. Ma che a mio avviso sbaglia. Perché la vita, una sola, soprattutto di civili, bambini e donne, deve essere tutelata. Anche a costo di alzare bandiera bianca. La libertà non è sempre sinonimo di vittoria. La libertà è quello che hai nella mente e nel cuore e nessuno te la può portare via. Meglio liberi dentro che eroi morti. Questo mio ragionamento potrebbe apparire impopolare, ma a che cazzo serve mandare cibo ai morti? A che cazzo serve mandare armi a chi non può usarle? Perché allungare l’agonia di questo grande popolo? Bidèn afferma che Putin è un macellaio, allora perché non manda i marine? Biden farebbe più bella figura se tacesse, soprattutto dopo i guai che ha combinato in Afghanistan. Per non parlare della Jugoslavia. E sono filo americano. Ma attenzione a Putin. Non è uno sprovveduto. Viene da uno dei servizi segreti più potenti al mondo.

Forse solo tra vent’anni sapremo se quella di Joe Biden nell’etichettare Putin Macellaio è stata una gaffe oppure una dichiarazione fatta di proposito..Bisogna capire, appunto, se è stata una gaffe oppure no. Entrambe le ipotesi, al momento, sono plausibili. In ogni caso, se fosse una gaffe, una frase del genere può solo irrigidire maggiormente la Russia. Se si vuole arrivare al tavolo delle trattative non si può dare del ‘macellaio’ o del ‘killer’ o, addirittura, proporre la rimozione dell’altro dal potere perché, ovviamente l’altro si trincererà nelle sue posizioni e non sarà disponibile al dialogo. Diverso è se, invece, questa dichiarazione è stata aggiunta volontariamente rispetto al testo originario dato che, ormai, gli Stati Uniti hanno perso una posizione di terzietà e sostiene apertamente l’Ucraina. Biden, con questa battuta, avrebbe potuto cercare di rafforzare ancora di più gli ucraini al tavolo delle trattative. I russi, infatti, avendo di fronte a sé anche il rischio di una rimozione del presidente, potrebbero fare maggiori concessioni.

Ad oggi non siamo nelle condizioni di un ‘regim change’. Putin è un presidente che guida la Russia da vent’anni. Ha creato un sistema di potere molto fedele a sé. Perché vi sia un cambio di regime, le piazze di San Pietroburgo e di Mosca dovrebbero rivoltarsi. Ma non solo. Quelle piazze dovrebbero trovare il sostegno almeno di una parte dell’esercito e di apparati dell’intelligence. Ora non abbiamo questo scenario. Certo, se le sanzioni durassero a lungo e la guerra finisse male, delegittimando la figura del presidente, in futuro potremo avere un’uscita di scena di Putin più precoce del previsto. Ma questa ipotesi io non la prendo proprio in considerazione. È mera propaganda. E non credo neanche che Putin possa attaccare un paese come la Polonia.

La Russia nonostante sia una delle più grandi potenze mondiali (nucleari) non può permettersi un conflitto con la Nato. Rischia di non poterselo permettere neppure con l’Ucraina, figuriamoci contro la Nato. Sarebbe una guerra che potenzialmente avrebbe anche uno scenario nucleare contro una coalizione enorme che ha come suo pilastro una potenza militare come quella degli Stati Uniti che è tutt’ora non sfidabile. In breve Putin stava bluffando. e, per non farsi scoprire, hanno invaso veramente. Il numero di uomini posizionato in Bielorussia e sul confine ucraino non è quello che serve per un’invasione su larga scala in un Paese di 44 milioni di abitanti. Erano 100-150mila uomini, ma quelli che effettivamente partecipano ai combattimenti erano 75-80mila perché tutti gli altri fanno logistica, trasporti, artiglieria, aviazione, medici, infermieri, cuochi ecc… Putin voleva portare il governo ucraino a dire ‘Non aderiremo mai alla Nato’. Il ricatto non ha funzionato e, allora, ha attaccato da Nord per arrivare a Kiev con lo scopo di rovesciare Zelensky e fare un governo filo-russo. È andata male, la guerra si è allargata e, per non far scoprire il bluff, i russi hanno alzato sempre di più la posta. È semplice.

Ma al di là di queste mie considerazioni, gli ucraini questa guerra non la possono vincere. La loro vittoria è far costare troppo la vittoria ai russi, i quali probabilmente si stanno convincendo che, forse, non vale la pena perdere altri uomini, altra parte della loro economia e della loro reputazione internazionale. Quando la guerra finisce male, infatti, le altre nazioni hanno meno paura di te e, perciò, si è parlato del 9 maggio come data simbolica della fine della guerra. La sconfitta dei nazisti ucraini corrisponderebbe alla vittoria sui nazisti tedeschi. Semplice.

Anche se a dire il vero, a me preoccupa più il 5G della Cina. Infatti, la Cina non ha mai svolto il ruolo di mediatore. Ora che decide di svolgerlo, andando a minare il prestigio degli Usa, vogliono ottenere un successo perché un insucesso minerebbe molto l’immagine cinese. La Cina, poi, ha sempre avuto una posizione ambigua. Se da una parte russi e cinesi hanno una patnership economica, dall’altro è vero che Pechino ha negato gli aiuti militari richiesti da Mosca. I russi e i cinesi, storicamente, non hanno rapporti oppure si fanno la guerra. Insomma, buoni rapporti non ne hanno mai avuti. Detta alla periferia: o tanto amore, o tanto odio.

E non vi illudete, l’UE non può fare nulla. L’Ue è solo un progetto economico, può operare solo sulle sanzioni economiche. Altro non può fare. Anzi. Già si è allargata troppo. La cosiddetta scesa in campo di facciata. Ora deve preoccuparsi come rientrare. I rubli costano.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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