[BOOM] Da Cremona a Materdei (Napoli) indagini a tutto campo. C’era un tariffario per foto pedoporno e incontri: arrestato professionista a Cremona, indagato pizzaiolo a Materdei

Prostituzione minorile e pedopornografia. Sono questi i reati contestati a un noto professionista cremasco, Renato Crotti, 55 anni, a capo dell’Associazione Unite per la provincia di Cremona, onlus finalizzata alla raccolta fondi per finaziare gli ospedali cremonesi durante la pandemia Covid-19. Secondo quanto riporta il Corriere.it sullo smartphone del 55enne sarebbero stati trovati video hot, chat, e foto compromettenti di minori. Su Facebook avrebbe avuto un profilo falso – “Federica Bernardi” – per adescare gli adolescenti.

La tecnica è sempre la stessa, creano profili falsi su Facebook per relazionarsi e adescare le vittime. Nel caso di Materdei a Napoli, un notissimo pizzaioloi risulta indagato a seguito di alcune dichiarazioni fatte da una mamma che, con forza e violenza picchiò il figlio per non essersi voluto scattare foto che avrebbe poi dovuto inviare al noto pizzaiolo. Difatti, la mamma carnefice, con la complicità della sorella, indagata in una operazione “Tacchi Alti” del 2015 per prostituzione, adopera numeri di cellulare portoghesi (351*****56). L’utenza già in Procura dal 25 ottobre 2020, dovrà accertare, attraverso tabulati e messaggistica whattsapp, le corrispondenze (in entrata e uscita della donna). Scalpore la complicità anche della nonna del minore che, attraverso una intercettazione ambientale delle ore 17.45, rileva, all’interno dell’auto intestata proprio alla nonna del minore, testuali parole: “Fatti una foto con mamma, perché non te la vuoi fare? Omissis ****** Mamma fa tanti sacrifici per te *******. Poi le botte al minore che si rifiutava di scattarsi il selfie.

I reati contestati a Renato Crotti invece fanno capo a fatti avvenuti tra il 2018 e il 2020. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip del Brescia su richiesta della Procura di Brescia, competente per questi reati sulla provincia di Cremona.

Nella notte di sabato 23 ottobre, la Guardia di Finanza ha dato seguito al mandato di arresto. Alla notizia, il noto professionista ha avuto un malore finendo al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Crema per circa 3 ore. Dopo essersi ripreso è stato condotto nel carcere Cà di Ferro.

Il primo filone di indagine, quello relativo all’ipotesi di reato per pedopornografia, nasce in seno all’inchiesta condotta dalle Fiamme Gialle sulla gestione equivoca dei fondi raccolti dalla onlus cremonese gestita dal 55enne. Secondo gli investigatori Crotti, indagato per associazione a delinquere, avrebbe distratto circa 250mila dei proventi. Una persona coinvolta nelle indagini avrebbe raccontato di aver avuto “scambi di prestazioni sessuali col noto professionista, quando frequentava il terzo o quarto anno delle superiori. “Un mio amico del bar mi disse che se avessi voluto comprarmi delle scarpe nuove ed avessi avuto bisogno di soldi, avrei potuto assecondare alcune fantasie del signor Crotti”, avrebbe raccontato il teste agli inquirenti.

Fonti a vario titolo riferiscono che sullo smatphone del noto professionista sarebbero state trovate immagini hot, video e chat di donne in costume e in perizoma in cui Crotti concordava gli appuntamenti. A quanto si apprende, il 55enne avrebbe avuto anche un tariffario: dai 5 ai 7 euro per le foto ritraenti il minore nudo e tra i 50 e 150 euro per richieste più osé. Gli incontri sarebbero avvenuti nel Cremasco, in mezzo ai campi o in un garage, sempre a tarda sera. Gli appuntamenti avvenivano in un parcheggio.

Per il gip la misura del carcere “è la sola in grado a contenere la spinta criminale (di Crotti), estremamente elevata, se si considera la durata nel tempo delle condotte criminose poste in essere e l’assoluta assenza di autocontrollo”. Poi conclude: “la ricerca di minori da utilizzare per il soddisfacimento delle proprie pulsioni sessuali ha avuto luogo in ogni occasione utile, senza sosta e senza alcun tipo di limitazione, addirittura con il tentativo dell’indagato di ingaggiare altri soggetti che facessero da intermediari per l’adescamento di altri minori, a cui corrispondeva una vera e propria provvigione per l’attività di mediazione”.

Ora non ci resta di vedere che fine farà il pizzaiolo, indagato.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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