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Crisi di Governo, la Boschi si gioca il Jolly: “Se Conte non ha 161 voti si presenti al Quirinale e dia le dimissioni”

All’indomani della risicatissima fiducia ottenuta da Giuseppe Conte alla Camera e alla vigilia del voto cruciale e strettissimo al Senato, Italia Viva ci prova ancora e da un lato offre “una strada per il dialogo”, dall’altro averte che se a Palazzo Madama “il governo non avrà 161 voti dovrebbe riflettere se presentarsi dimissionario al Quirinale“. La posizione, insomma, in queste ore cruciali, resta quella delle offerte e delle minacce al governo, anche se “dopo aver sentito l’intervento del presidente del Consiglio sono ancora più convinta delle nostre scelte”, ha spiegato Maria Elena Boschi.

Boschi ha insistito sul fatto che Italia Viva ha posto problemi di merito, a partire dal Mes, ma “ci hanno risposto con la caccia ai responsabili“. “Noi vogliamo risolvere la crisi economica, sociale e sanitaria. Se il governo ha altre idee o vuole perseguirle con altre maggioranze vada pure avanti senza di noi”, ha detto Meb nel corso di una lunga intervista col Corriere della Sera. E ancora: “Per noi la politica è qualcosa di più del pallottoliere, ci interessa dare una mano al Paese. E per questo l’astensione è la strada per tenere aperto un canale di dialogo: al premier la decisione se coltivarlo o reciderlo”. Dunque, nelle parole di Boschi torna la narrazione di un’Italia Viva nella veste di salvatrice della patria, totalmente disinteressata a giochi di Palazzo e poltrone, e per questo ancora disponibile a sostenere un governo che faccia ciò che chiede.

“Il confronto non l’abbiamo mai chiuso. Ma è confronto tra idee, non uno scambio di poltrone. Dopo aver sentito l’intervento del presidente del Consiglio sono ancora più convinta delle nostre scelte“, ha detto Boschi, dopo aver però delineato un ritratto impietoso del premier. “Chi ha fatto crescere lo spread è il Conte 1, non noi. E il Giuseppe Conte di oggi dimentica le sue parole in cui si definiva orgogliosamente sovranista e populista”.

Ma Boschi non si è risparmiata neanche su M5S e Pd, ovvero sui partiti con cui, nella ipotesi remota di una riapertura del dialogo, dovrebbero tornare a governare. “Che i Cinque Stelle, che volevano uscire dall’euro e si schieravano con i Gilet gialli, oggi vogliano dare lezioni di europeismo a noi francamente fa sorridere”, ha sottolineato Meb, che ha rivolto una parola buona anche al Pd. “Mi pare schiacciato sul grillismo. E mi dispiace. Ma rispetto la scelta del segretario Zingaretti. Non so come faranno – ha commentato Boschi – a spiegare alla loro gente che hanno preferito Mastella alla Bellanova”.

“Se il governo non avrà 161 voti dovrebbe riflettere se presentarsi dimissionario al Quirinale e consentire di formare un governo più forte e più stabile. Credo, invece, che proverà a formare la terza maggioranza in tre anni. Pur di restare dov’è – ha sottolineato Boschi – Conte cambia idea annualmente. Ieri vederlo leggere un testo di elogio a Biden dopo aver magnificato Trump è stato surreale”. Pronostici sulla durata di un governo Conte riconfermato? “Prima vorrei capire di cosa stiamo parlando. Di questo governo senza le nostre ministre? Di un nuovo esecutivo dopo una crisi formale al Quirinale? Di un rimpasto con due ministri indicati da Mastella? In ogni caso – ha concluso Meb – non mi sembra quel’lesecutivo di cui avremmo bisogno”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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