Crisi di Governo, Daniele: “Nei Paesi occidentali il voto è la massima espressione di democrazia. È squallido assistere al sequestro di Draghi pur di non ridare la parola ai cittadini”

By Nina Z

Gaetano Daniele, amministratore di ith24, oggi mi rilascia il suo pensiero sull’attuale crisi di governo. Daniele come suo solito non le manda a dire nonostante le varie segreterie di partito nazionale hanno acceso su di lui un riflettore fatto di pseudo minacce pronti alle querele temerarie, sol perché Daniele ha il coraggio di dire in faccia loro la verità. “Draghi mi fa quasi pietà”. Nota Daniele.

“Confesso in tutta onestà che non vorrei essere in questo momento nei panni di Mario Draghi, emolumenti a parte”. Spiega Daniele, facendo riferimento anche alla lettera aperta dei sindaci, che ieri in ginocchio, e scatenando le polemiche della leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, hanno chiesto al premier di restare per scongiurare un ipotetico disastro del Paese.

“Negli altri Paesi i politici si avvicendano. In Italia li poniamo sotto sequestro, come abbiamo fatto di recente con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale si era illuso di potere rientrare nella sua Sicilia bedda, invece si è ritrovato inchiodato al Quirinale, obbligato, obtorto collo, ad approcciarsi a soggetti del calibro dei grilli-ni. Per carità, si tratta di un piacevole luogo in cui vivere e non di un istituto di pena di massima sicurezza, tuttavia, se ogni due per tre ti ritrovi al Colle il premier di turno che ti consegna le dimissioni e ti tocca gestire l’oramai annuale crisi di governo, diventa tutto una gigantesca rottura di scatole.
E adesso è il turno dell’ex presidente della Bce. Nessuno vuole che sloggi da Palazzo Chigi. Se si potesse, verrebbe fatto imperituro presidente del Consiglio. Ma, grazie a Dio, non si può… Nulla contro Draghi. Anzi. Rispetto a Razzi, Brunetta, Patuanelli, Taverna & Co, è il più istruito. Ma la politica delle 7 giacchetta è altra cosa. Devi, ahimè, saper scendere a compromessi anche con Grillo, Conte, Renzi e Salvini. E se non hai una buona scorta di Malox, rischi grosso. La sua autorevolezza a livello internazionale è indiscutibile, la sua credibilità idem. Eppure la democrazia implica qualcosa a cui le forze politiche, e non il popolo – sia chiaro -, sono diventate palesemente allergiche, ovvero le elezioni. Anticiparle davanti ad una situazione ingestibile in cui manca di fatto una maggioranza che garantisca stabilità ed efficacia nell’azione politica non è un peccato, non è un reato, non è un crimine, non è impossibile. Anzi, talvolta è assolutamente necessario per il bene del Paese. Ma purtroppo siamo costretti ad assistere al solito teatrino e anche Draghi pare si stia allineando al gioco delle parti. Oggi, quel numero uno, pare sia più vicino ai gradi di Bolzano. Sotto zero. Se il fatto che Draghi venga deposto rappresenta un danno, un danno maggiore è rappresentato dal volere tenerlo ad ogni costo legato alla poltrona di primo ministro. Si vada alle elezioni anticipate quindi, allo scopo di rendere le Camere specchio effettivo della volontà popolaree del Paese giungendo così alla creazione di un esecutivo più solido, ben diverso da questa sempre più squallida ammucchiata di nemici e cretini il cui unico collante è l’interesse personalistico alla salvaguardia della propria poltroncina color porpora. Spiare Draghi per potersi muovere in libertà porterà inevitabilmente ad un autodistruzione a scadenza, come lo yogurt: se non lo mangi subito rischi che scada”. Conclude Daniele.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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