Covid, i no vax riempiono le terapie intensive (+32%)

È un traguardo importante, che quando è cominciata la campagna vaccinale sembrava impossibile da raggiungere. Dalla prima iniezione, poco meno di un anno fa, grazie ad una gestione efficace della macchina organizzativa messa in moto dal commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo e al senso di responsabilità della stragrande maggioranza degli italiani, sono stati somministrati quasi cento milioni di vaccini. Una soglia psicologica importante che verrà raggiunta a brevissimo.

Per ora il report vaccini del governo segna 99.964.270 inoculazioni. Vuole dire che l’84,86% della popolazione over 12 ha ricevuto prima e seconda dose e l’87,91% soltanto la prima. Aggiungendo gli italiani guariti da massimo sei mesi che se la sono cavata con una sola inoculazione si arriva all’88,58%. Ora è corsa alle terze dosi, anche per fronteggiare la variante Omicron. Al momento ne sono state somministrate 9.609.029 e le prenotazioni sono in costante aumento. «Cento milioni di dosi è un risultato impressionante, possibile solo grazie al prezioso lavoro della struttura del generale Figliuolo, della Protezione Civile, e alla positiva collaborazione tra Stato, Regioni ed enti locali», scrive su Twitter Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali. Un ringraziamento speciale a Figliuolo «per aver realizzato questo miracolo di organizzazione, fiducia, gentilezza e cortesia» è arrivato anche dal ministro del Lavoro, Renato Brunetta, riconoscente anche verso gli «italiani che hanno creduto e credono nella scienza».

È grazie ai vaccini che l’Italia in questo momento sta affrontando la quarta ondata senza emergenze simili a quelle che stanno vivendo la maggior parte degli altri Paesi europei. Gli ultimi dati Fiaso, Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere, dimostrano infatti che crescono del 32% i pazienti No vax in terapia intensiva mentre continuano a diminuire (-33%) quelli vaccinati. Dati preoccupanti, emersi dal monitoraggio di alcuni ospedali sentinella della Fiaso, che nell’ultima settimana mostrano un incremento complessivo delle ospedalizzazioni per Covid pari al 10,1%. L’ultimo report, del 7 dicembre, consolida il trend, già evidenziato nella rilevazione del 30 novembre, delle ospedalizzazioni nei reparti di rianimazione: in una settimana sono aumentati del 15% i pazienti non vaccinati ricoverati e sono diminuiti del 22% gli immunizzati. Dall’analisi della tendenza degli ultimi 15 giorni emerge dunque un incremento del 32% dei No vax nei reparti di emergenza. Da sottolineare anche come i vaccinati in ospedale siano tutte persone che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre quattro mesi e il 75% siano soggetti affetti da gravi comorbidità e con un’età media di 69 anni. «Questo dimostra – spiega il presidente della Fiaso, Giovanni Migliore – la buona protezione della vaccinazione nei primi mesi e conferma l’importanza dell’anticipazione della terza dose». Numeri differenti, invece, per i No vax: in rianimazione ci finiscono i più giovani (età media 62 anni) e nel 42% dei casi persone sane che non soffrono di altre patologie.

I ricoveri crescono di pari passo con i nuovi casi, che ieri sono stati 17.959, mai così tanti dal 9 aprile. Con un tasso di positività arrivato al 3,2% (su 564.698 test). I decessi sono stati 86. Un importante balzo dei contagi in Veneto (3.516) e in Lombardia (3.373), sempre più vicine alla zona gialla. Insieme alla Calabria, dove sale la pressione sugli ospedali.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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