Covid, ecco chi sono i maggiori contagiati, e chi finisce in ospedale. L’età media va dai 27 ai 49enni

Puntuale come ogni venerdì, Silvio Brusaferro ha tenuto la consueta conferenza stampa di aggiornamento per quanto concerne l’andamento dell’epidemia di coronavirus in Italia. Il presidente dell’Iss ha confermato che la variante Delta è quella a maggiore predominanza del nostro Paese, con valori oscillanti tra l’80% e il 100% nelle diverse regioni. La maggiore contagiosità di questa variante è alla base del rapido incremento di nuovi contagi in Italia, dei quali Silvio Brusaferro ha tracciato un identikit per definire i limiti entro i quali attualmente l’epidemia si sta muovendo con maggiore facilità.

“Il virus circola soprattutto nelle fasce più giovani, tra 10 e 19 e dai 20 ai 29 anni”, ha dichiarato il presidente dell’Iss. Un elemento che non stupisce e che ricalca in parte quanto accaduto anche un anno fa alla ripresa dei contagi. I giovani escono più degli adulti e hanno maggiori occasioni di assembramento, soprattutto durante il periodo estivo con le scuole chiuse e gli studi in pausa. “L’età mediana di chi contrae il Covid è attualmente di 27 anni”, ha specificato Silvio Brusaferro. Tuttavia, a fronte di una maggiore incidenza tra i più giovani, le ospedalizzazioni per malattia grave continuano a essere basse in questa fascia di popolazione.

“49 anni è l’età mediana di chi necessita di ricovero e 63 anni quella di chi entra in terapia intensiva“, ha proseguito Silvio Brusaferro nel corso della conferenza stampa. Tuttavia, ha chiarito il presidente dell’Iss, “si registra un aumento, ma contenuto”. L’avanzamento della campagna vaccinale sta dando buoni risultati in tal senso e ha evitato a molti contagiati di dover ricorrere alle cure intensive. I valori attuali di occupazione degli ospedali sono confortanti: “Per le aree mediche la percentuale di occupazione è del 2,9%, per le terapie intensive del 2,2%”.

La campagna vaccinale in Italia sta proseguendo e sono proprio i più giovani a trainarla: “Rimane una parte importante oltre i 50 anni e i 60 anni di persone che devono vaccinarsi con la prima dose. Il dato positivo è che i giovani tra i 20-29 anni e 30-39 anni stanno aderendo in maniera importante e questo caratterizza l’Italia nel contesto europeo”.

Nel corso della conferenza ha preso la parola anche Gianni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, che ha accennato alla questione della terza dose di vaccino, ancora in discussione. “Nel giro di un mese bisognerà decidere se ri-vaccinare e chi e in quali tempi. Probabilmente le persone immunodepresse potranno essere ri-vaccinate con un’unica dose di richiamo, mentre le persone anziane, i più fragili e gli operatori sanitari, c’è una discussione in corso anche in ambito europeo”, ha dichiarato Rezza, sottolineando gli studi attuali garantiscono almeno 9 mesi di immunità per i vaccinati.

Pubblicato da edizioni24

Sito a cura di Rita De Marco dal 07/09/2021. Rita De Marco è una studentessa di Napoli, aspirante giornalista, fashion Blogger. Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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