Corruzione, “borse Vuitton e biglietti per lo stadio”: sospeso il generale dei carabinieri Liporace

Borse di Louis Vuitton e biglietti dello stadio gratis a un generale dei carabinieri. Il comando provinciale della Guardia di finanza di Milano ha dato esecuzione a una ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari emessa dal gip Domenico Santoro, su richiesta della Procura, nei confronti di un imprenditore laziale, Ennio De Vellis. Lo stesso provvedimento è stato eseguito carabinieri del Ros hanno provveduto provvedimento a carico di un ufficiale generale dell’Arma, Oreste Liporace. Entrambi sono sottoposti a indagini per i reati di traffico di influenze illecite, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione e turbata libertà degli incanti.

L’Arma dei carabinieri ha sospeso con effetto immediato il generale Liporace, comandante reggimento Allievi Marescialli e Brigadieri di Velletri fino al 2021 e  attualmente – prima della sospensione – direttore presso l’Istituto Alti Studi della Difesa. 

Nel procedimento penale risultano indagati in stato di libertà anche altri imprenditori, funzionari e dirigenti pubblici di amministrazioni centrali dello Stato. Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Milano, si sono concentrate su illecite assegnazioni di fondi e appalti pubblici in cambio di denaro e altre utilità, nonché mediante la concertazione dei soggetti economici fittiziamente partecipanti alle procedure di gara. Sono in corso perquisizioni e acquisizioni di atti in varie province d’Italia, presso enti pubblici, persone fisiche e società a vario titolo coinvolte nelle vicende oggetto di approfondimento giudiziario.

Nello specifico, il generale Liporace sarebbe stato corrotto dagli imprenditori Massimiliano e William Fabbro con 22mila euro, borse griffate Vuitton del valore di circa 11mila euro, biglietti per lo stadio Olimpico di Roma e per il Teatro alla Scala di Milano, un servizio di autonoleggio a uso esclusivo della famiglia per un soggiorno a Milano di tre giorni nel 2011. Beni e utillità che, secondo la Procura, sarebbero stati finalizzati a ‘truccare’, grazie all’aiuto di Liporace, l’appalto della scuola Carabinieri affidato ai Fabbro “mediante turbativa d’asta”. 

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