Contemplando il Presepe… riscopriamo nella fragilità la forza intrinseca della vita umana. Gli auguri al Colonnello Carlo Calcagni

Il racconto – . Proprio durante quella missione internazionale di pace, in zone di guerra, ha subito una gravissima contaminazione da metalli pesanti che hanno “minato” ogni sua cellula. In seguito a questa contaminazione, il suo organismo si è ammalato in maniera irreversibile, fino al punto da modificare anche il patrimonio genetico, con conseguenze devastanti per la sua salute, tanto da essere riformato per cause e fatti di servizio con il 100% di invalidità permanente.

“Come il vetro, l’essere umano è fragile. L’estrema nostra esposizione alla precarietà e contingenza dell’esistenza è evidente nell’evento stesso del nascere, ma è importante riconoscere e mostrare come nella fragilità stia la forza intrinseca della vita umana.”

Le parole della filosofa Simone Weil, combattente per la giustizia e il rispetto della dignità umana risuonano ancora più vere oggi, nell’imminenza del Natale, quando le nostre coscienze vengono interpellate, i nostri animi destati, i nostri cuori toccati.

Nella povertà di una stalla e non nei fasti dell’apparenza, nella semplicità della vita e non nelle sfarzose stanze del potere, o in un dettaglio che sorprende dobbiamo cercare l’essenziale.

Ma cos’è l’essenziale nelle nostre vite sregolate, frenetiche, convulse della modernità liquida?

Ce lo insegna “un soldato, un uomo, un sognatore”: Carlo Calcagni, un esempio encomiabile per tutti coloro che non vogliono arrendersi, nonostante le traversie, le difficoltà, le burrasche nei mari tempestosi della vita.

Che nella fragilità risieda la forza intrinseca della vita umana ce lo testimonia quotidianamente il Colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito Italiano, paracadutista della Folgore e pilota istruttore di elicotteri, figura di rilievo durante unamissione di pace in Bosnia Erzegovina nel 1996, dove ha effettuato numerose missioni di volo, tra cui missioni di recupero e soccorso medico-sanitario, servizio rivolto sia a civili, sia a militari, il più nobile dei servizi per la collettività: salvare vite umane.

Proprio durante quella missione internazionale di pace, in zone di guerra, ha subito una gravissima contaminazione da metalli pesanti che hanno “minato” ogni sua cellula.

In seguito a questa contaminazione, il suo organismo si è ammalato in maniera irreversibile, fino al punto da modificare anche il patrimonio genetico, con conseguenze devastanti per la sua salute, tanto da essere riformato per cause e fatti di servizio con il 100% di invalidità permanente.

Il Colonnello è profondamente convinto che la sua “missione”, ora, sia quella di divulgare un messaggio di speranza a tutte le persone in difficoltà, puntando sullo sport che può realmente migliorare la qualità della vita: “Si può vivere bene anche con una grave malattia, cronica, degenerativa ed irreversibile” –afferma Carlo.

L’onore, la dignità, la determinazione, l’altruismo, l’amore verso il prossimo, il coraggio, il sacrificio e la speranza sono le componenti fondamentali dell’indole di quest’uomo, il cui mantra è quello di “mai arrendersi”, che non è soltanto un motto, ma un vero stile di vita.

Seguiamo Calcagni nei meandri di una vita segnata dal tormento, dalla sofferenza, dalla delusione e disillusione di fronte a tanta ipocrisia, anche in seno alle Istituzioni, ma nel contempo lo vediamo sognare di fronte alla vista incantevole di cieli stellati, come le tre medaglie d’oroconquistate agli Invictus Games di Orlando, in Florida nel 2016, o le due medaglie d’oro in Coppa del mondo di paraciclismo come atleta del Team Calcagni “Mai Arrendersi”, o ancora letre medaglie d’oro agli Invictus Gamesdi quest’anno in Olanda, come lecinque medaglie d’oro ai recenticampionati europei trapiantati e dializzati a Oxford in agosto 2022 e ledue medaglie d’oro ai campionati europei di canottaggio indoor, organizzati dalla Federazione di canottaggio inglese, durante i quali ha stabilito due nuovi record del Mondo: “Le mie VITTORIE sono le VITTORIE di TUTTI. Non sarebbero importanti se non condivise!” – sostiene con ferma convinzione Calcagni.

Con la sua straordinaria forza d’animo, proprio in nome del suo “MAI ARRENDERSI”, egli è in grado di trasformare il dolore, fisico e interiore, in amore per la Vita, quasi a riecheggiare “della vita il doloroso amore” dell’Ulissedi Umberto Saba.

Nella debolezza e nella fragilità nasconde tutta la sua potenza, che tutto crea e trasforma, proprio come Gesù Bambino nel freddo e nel gelo di quella Notte Santa, nella grotta di Betlemme, adagiato in una mangiatoia. Ma quanto tepore nella povertà di quella stessa mangiatoia!

Nella mangiatoia di Carlo troviamo rassicuranti parole di conforto, accoglienti sorrisi di incoraggiamento, calde mani tese e protese verso l’altro, solidarietà autentica, con le fasce, l’olio e il vino del buon Samaritano.

Incrociare sui nostri sentieri di vita, spesso così tortuosi, un uomo della tempra di Calcagni ci induce a ripensarci come uomini e donne alla ricerca di cosa sia davvero l’essenziale: l’amore per la vita, in tutte le sue manifestazioni e in tutte le sue forme, non necessariamente idilliache, quindi, l’amore per gli altri, ragion d’essere del nostro far parte di unasocial catena.

Proprio della social catena, guidati dal suo ammirevole esempio, vogliamo riscoprire la bellezza, fermandoci a guardare il presepe, entrando nel vero Natale con i pastori e portando nella penombra della grotta quello che realmente siamo: le nostre ferite non guarite, le nostre debolezze, le nostre fatiche, per lasciarle illuminare e trasformare in pane per la vita (Betlemme significa “casa del pane”!), nostra e dei nostri fratelli, vicini e lontani, del centro e soprattutto delle periferie esistenziali, passando così finalmente dalla globalizzazione dell’indifferenza alla cultura dell’accoglienza.

“Nessuno deve restare indietro!”

Un Augurio di cuore proprio con la voce del “soldato, uomo, sognatore” Carlo Calcagni:

“Non è con i mezzi, né attraverso i percorsi, né rivisitando i luoghi, che ci si può spostare in avanti o indietro sulla linea  del nostro tempo.

Sono invece le passioni, i sentimenti e le emozioni il vero volano della nostra esistenza, mezzi direzionali indiscussi per la personale evoluzione che ha due possibilità: in direzione del domani, oppure involuzione nel territorio di ieri.Passioni, sentimenti ed emozioni che fanno rivivere il passato che, in fondo, non è mai archiviato, perché ogni singolo giorno della nostra vita ha un suo proprio valore. Certamente, quel valore può anche smarrirsi nelle dinamiche delle memorie, ma il tempo  non lo cancella affatto,  perché il valore di ogni  singolo giorno è fondamentale per definire chi siamo in ciascun momento ed in ciascun punto di quel filo d’acciaio su cui corre e scorre la nostra esistenza.

Riavvolgere il nastro della propria vita stimola il confronto tra ciò che eravamo ieri e ciò che siamo oggi. E a seconda della prospettiva con cui ci si osserva, si potrà cogliere ciò che è andato perso, oppure la crescita personale, la forza d’animo straordinaria che ci ha portato in avanti, l’intensità delle passioni che ci definiscono.  L’utilità rigenerante della comparazione sta tutta nel ritrovarsi oggi non “minori” di  ieri, nonostante tutto quel che ci è capitato e nonostante tutti quelli che hanno ferito, offeso, sabotato, il nostro percorso evolutivo.

Crederci sempre e Mai Arrendersi!”

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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