Conte, un perdente di brillante: ecco tutte le sue sconfitte

Fosse l’attaccante di una squadra di calcio, Giuseppe Conte rischierebbe di finire il campionato senza neppure entrare nella classifica dei cannonieri. Mai un gol da quando è il capitano dei 5stelle. Uno score desolante, il suo, da vero professionista della sconfitta. Ben quattro ne ha collezionato in pochi mesi: la prima sull’avvicendamento del capogruppo al Senato, la seconda su quello della Camera, la terza sul Quirinale, la quarta, infine, sulla presidenza della commissione Esteri di Palazzo Madama. Ce ne sarebbe anche una quinta, quella sulle nomine Rai, andata in onda (è il caso di dire) solo qualche mese fa. Un disastro.

Imputarlo alla sola inesperienza di Conte sarebbe tuttavia ingeneroso. Certo, Giuseppi è l’ennesima conferma dell’inadeguatezza della cosiddetta società civile nel maneggiare i taglienti arnesi della politica, ma questo non spiega tutto. Molto incide anche la nube tossica che sovrasta i Grillini, pronti a tutto pur di non sollevare i glutei dagli scranni parlamentari. Non per niente la parola d’ordine che gira in chatdopo la clamorosa elezione di Stefania Craxi al posto del senatore grillino Licheri alla commissione Estera è «nessuna crisi di governo per una poltrona». Ma non è disinteresse, è terrore puro.

Con gente così impaurita persino Napoleone troverebbe difficoltà ad attuare una strategia, figuriamoci Conte. Che, tra l’altro, come se non bastasse, deve guardarsi anche dal fantasma di Luigi Di Mario. Il ministro degli Esteri sembra veleggiare alla larga dalle turbolenze pentastellate. Ma è un’illusione: in tutte le sconfitte di Conte, infatti, se non c’è il suo zampino, si appalesa il suo interesse. La Castellone eletta capogruppo al Senato al posto di Licheri (ancora tu!) è più vicina a lui che all’ex-premierIdem quello della Camera Crippa. E tutti sanno che la sua candidata alla commissione Esteri era Simona Nocerino e non il senatore sconfitto dalla Craxi. Tre indizi fanno una prova, diceva Agatha Christie. La prova che Conte è l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.

Pubblicato da edizioni24

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