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Conte fa acquisti a basso costo, alla Camera è tutto ok: Polverini vota con la maggioranza e lascia FI. Oggi la conta al Senato

Alle 20.48 di ieri stasera la Camera ha dato il via libera alla fiducia al premier Giuseppe Conte con 321 voti a favore, sancendo un risultato assolutamente scontato, anche con questi numeri, che indicano una maggioranza assoluta ma cin poca gloria. Ai voti, già ampi della maggioranza, si sono aggiunti quelli di due renziani, che avevano già annunciato la loro adesione al “progetto” salva-poltrona di Conte, ma a sorpresa si è unita ai giallorossi anche Renata Polverinistorico esponente della destra, ex segretario generale dell’Ugl, ex presidente della Regione Lazio col centrodestra, che ha votato sì alla fiducia e poi ha annunciato l’addio a Forza Italia.

Renata Polverini ha sorpreso un po’ tutti, anche alla luce dell’intervista, che pubblichiamo in basso, nella quale questa mattina, a Omnibus, sulla Sette, negava di essere “responsabile”, o comunque non lo confermava, anche se bacchettava Renzi.

“Lascio Forza Italia, per forza. Non ho votato sì a un provvedimento, ho votato sì alla fiducia, come ho sempre fatto nella mia vita mi sono assunta una responsabilità. Non condivido la crisi ora, con la pandemia, le persone in difficoltà, i licenziamenti. Non possiamo continuare a dire che tutto non va bene, io mi assumo le mie responsabilità. Punto”, ha detto stasera la Polverini, per giustificare la sua scelta di passare dall’altro lato della barricata.

“Si è messa fuori da Fi”. Così Antonio Tajani risponde ai cronisti sul sì alla fiducia votata da Renata Polverini. “Non ci aveva detto nulla”, aggiunge. “Ora anche Polverini in maggioranza, una leader di destra, vuol dire che Conte può stare proprio con tutti”, commenta amaramente Matteo Renzi.

“Una rottura responsabile”, la definisce in aula Ettore Rosato. Ore ad alta tensione in Iv di fronte alla chiusura in aula da parte del premier Giuseppe Conte per cui è “non cancellabile” quanto accaduto. Stasera Matteo Renzi sarà di nuovo in tv. Al momento la linea dell’astensione resta confermata. Anzi oggi alcuni deputati che chiedevano di votare no alla fiducia dopo la “porta in faccia” di Conte, sono stati invitati a “non cadere nelle provocazioni”. Un messaggio condiviso da Renzi che lavora a tenere uniti i suoi. E l’astensione serve proprio a tenere il gruppo compatto. Si assicura che domani al Senato non ci saranno defezioni. Anche Eugenio Comincini dato per il sì alla fiducia, dovrebbe attenersi alla linea dell’astensione.

Dice Donatella Conzatti all’Adnkronos. “Eugenio divide l’ufficio con me, ci ho parlato ieri ed escludo si comporti in modo diverso da gruppo”. La senatrice conferma che però il pressing sui renziani resta fortissimo. “Le telefonate sono incessanti. Non sono tentata ma sono davvero davvero esausta”. Ma in futuro? Tra i dem c’è chi è convinto che, una volta presa la fiducia e partita l’operazione di allargamento della maggioranza, se si andrà verso una stabilizzazione alcuni senatori renziani potrebbero tornare ‘a casa’ nel Pd.

Ma l’incertezza della situazione e il porsi, grazie all’astensione, in una posizione ancora dialogante dovrebbe per ora impedire fughe. Una posizione dialogante ribadita sia da Rosato che da Maria Elena Boschi ma, si sottolinea, chi ha chiuso non sono stati i renziani ma il premier Conte. Dice Boschi: “Non abbiamo mai detto ‘mai più’ nella coalizione, ma mi pare che Pd, 5Stelle e Leu con il presidente Conte preferiscano affidarsi a Mastella per la ricerca dei responsabili. Responsabili che non si sa neppure se ci siano”.

E se quei ‘responsabili’ non si troveranno, Iv resta in attesa, in una posizione di stand by. Continuando a confermare il sostegno sia per lo scostamento che per le misure anti Covid.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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