Concessioni, l’appello dei balneari: “Confidiamo nel prossimo governo. Siamo il pilastro del made in Italy”

“Tutti gli economisti hanno sempre affermato che la competizione si vince sulla qualità. Ebbene la balneazione attrezzata italiana costituisce un unicum nel panorama mondiale. Elemento integrante e costitutivo del nostro made in Italy. Da proteggere, quindi, non da distruggere”. Parola di Antonio Capacchione, presidente del Sindacato italiano balneari-Confcommercio. In apertura dei lavori dell’assemblea generale nazionale della categoria al Sun di Rimini. A nome della categoria si augura che il prossimo governo mantenga fede agli impegni della destra. Contro il cappio delle normative bolkestein. Che prevede la messa al bando delle concessioni degli arenili.

“Queste considerazioni – avverte – dovrebbero essere condivise da tutti. Purtroppo così non è, in quanto da quasi tre lustri sulla ‘questione balneare’ si combatte nel nostro Paese una battaglia politica e sociale. È profondamente ingiusto e sbagliato aver imposto con la legge concorrenza, la messa a gara di tutte le concessioni demaniali marittime. In spregio alla stessa sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea Promoimpresa che la prescrive solo laddove la risorsa sia ‘scarsa’ o vi sia un ‘interesse transfrontaliero’”.

I balneari aspettano una convocazione dal prossimo esecutivo guidato dal centrodestra. “Per poter fornire il nostro contributo. I tempi non sono più rinviabili in quanto già oggi dobbiamo programmare gli investimenti per la prossima stagione. Ci aspettiamo l’apertura di un dialogo per un percorso corretto senza contenziosi amministrativi”, spiega Capacchione. “Anche questa estate la balneazione attrezzata italiana ha dimostrato di essere un fattore di vantaggio competitivo del Paese. Il turismo – ricorda – rappresenta il 13% del pil e il 15% degli occupati. Il segmento ‘mare’ costituisce quello di gran lunga più importante. Sei turisti su dieci hanno scelto le nostre spiagge per le vacanze”. Dal direttore generale della Banca d’Italia al Fmi – ricorda ancora  – c’è la conferma che il turismo è un fattore determinante del pil del Paese. La sua attrattività è data non tanto dalla bellezza naturale, (analoga a tanti Paesi), quanto alla quantità e qualità dei servizi per la balneazione”.

Pubblicato da edizioni24

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