Come la mamma di Ercolano che picchiò il figlio e lo chiuse fuori la porta al freddo per tutelare il suo privato pubblico…. Lei si chiama Olga Bazarova: lascia i figli da soli per andare a bere. E uno di loro muore di fame

By Pistone

Sta destando grande attenzione e sdegno in Russia il caso di una mamma 25enne che, per andare a festeggiare e a bere con gli amici, ha lasciato “morire di stenti” a casa il figlio di 11 mesi. La donna, incriminata lunedì, si chiama Olga e la tragedia in questione si è consumata nella città di Zlatoust, nella Siberia occidentale.

Sembra il caso della mamma di Ercolano Olga Elisabetta Infante che, fuggita nell’abitazione dei genitori ad Ercolano a seguito di finte percosse subite, è (indagata), infatti lascia il figlio solo per dedicarsi ad un frequentatore? Ovvero al suo privato. Che per la Procura sembra ormai essere pubblico.. A differenza della Olga Russa, la Olga di Ercolano era sotto indagini fin da quando il 18 ottobre 2020, mentre era a lavoro, riceve telefonate e messaggi whattsapp da un uomo di nome Paolo Vitale.

Il commissariato di Afragola e la Polizia Municipale su ordine della Procura cercano costantemente la mamma che picchiò e chiuse fuori la porta di casa al freddo il figlio di 9 anni sol perché la distraeva dal suo privato. (Hobby: tatoo e diversi approcci avviati attraverso Facebook, oltre ad un ragazzo che il nome è nei verbali della Procura. Il movente? Non solo. Secondo il racconto del figlio le mazzate andavano avanti dal 2017: schiaffi e cazzotti in testa e sulle orecchie. La ragazza è violenta ed aggressiva. Difatti aggredisce anche uomini in pubblica piazza con una bottiglia di vetro Peroni presa da un bidone dell’immondizia poco distante ed è imputata sempre per aggressioni ai danni di una insegnante 70enne. (Ne diserta le udienze) nonostante il padre, pluripregiudicato, decantava in pubblica piazza di far fronte alle spese legali della figlia, reduce da una liquidazione di oltre 30mila euro. (Lo dichiara lui)

Per giustificare la sua fuga dalle sue responsabilità genitoriali si inventa finte percosse subite. Una scusa , secondo la mamma violenta, che le avrebbe aperto una corsia preferenziale, dal gratuito patrocinio? (indaga la Procura) alla accoglienza. Chi avrebbe potuto darle contro? Anzi. Si sarebbe presa la solidarietà dal mondo femminile ma soprattutto di quello maschile. La ragazza unitamente alla famiglia appaiono furbi. Cercano lo scontro continuo per consentire alla figlia di costruirsi quel finto privato pubblico. Il finto vittimismo le avrebbe consentito considerazioni sui social e non solo. Infatti reciterà il solito copione messo in atto già nel 2017. Le accuse sono simili, e non stanno in piedi. Cambia solo il nome del frequentatore. (Un tale di nome Salvatore Buonomo Che di li a poco ne prende categoriche distanze attribuendo alla Olga Elisabetta la nomea di bugiarda. Ma nonostante ciò, nonostante si sia creata il suo privato plastico tenta di ritornare a casa dal figlio. (Per finta). D’un tratto quell’ex marito violento e aggressivo diventa bravo. Resta un giorno e nulla accade. E allora? Si inventa altro: è un malfattore. Chi può condannarla? Se si associa alle finte violenze anche la pericolosità il gioco è fatto. Una sorta di lascia passare. Ma restano balle. La giustificazione sembra perfetta. Ma non sa che la realtà dei fatti è già da tempo in mano alla Procura di Santa Maria Capua Vetere., che la indagava. Fin da quando intratteneva un dialogo con un certo Paolo Vitale appartenente alla Pizzeria Starita a Materdei. Difatti, riceveva telefonate dal 18 ottobre, giorno prima della fuga, mentre lavorava da una persona anziana. (Almeno cosi riferiva). Anche se di nascosto veniva ripresa mentre consegnava documentazione o altro ad un uomo. (Ore 11.11.30 circa). E alcune commissioni pomeridiane non combaciano. Ma lei non sa di essere indagata, e inizia cosi la sua ascesa verso la mistificazione, le bugie, le mazzate fino alla fuga. Molte le foto fatte ritrovare con il recapito di questo signore di mezza età. Come un biglietto nello zaino del figlio di uomini conosciuti su facebook. (La calligrafia è la sua). Come quando mise in scena un furto di panni estivi avvenuto nella sua abitazione mentre era a lavoro.

I Fatti

La fanciulla era a lavoro, il figlio minore resta come al solito con il padre. Escono per cena e al loro rientro trovano la casa a soqquadro. Neanche a farlo a posta mancano dei vestiti, solo della donna. Nessuna porta forzata. Ma giù le telecamere riprendono una Fiat 600 rossa, sembra quella del padre. Forse l’ennesima messa in scena per affidarsi all’aiuto di questo Paolo?. Lo cita di continuo. Finanche al figlio. Da indiscrezioni pare che questo Paolo sia un pizzaiolo, sposato con due figli. Ma perché il 18 ottobre alle 20.00 circa telefona per pochi secondi alla Olga mentre era a lavoro? Il tutto viene prontamente consegnato alle autorità giudiziarie, ma la ragazza non sospetta nulla. E l’ex marito gli regge il gioco per capire fin dove si spinge: osserva, registra e consegna in contemporanea tutto in Procura. Infatti il film si ripete. Il copione è quello del 2017. Finanche quando la chiama per metterla al corrente del presunto furto, registra e consegna. .

La ragazza aveva le chiavi di casa e per qualche pregiudicato sarebbe stato un gioco da ragazzi mettere in piedi l’ennesima messinscena. È il loro pane quotidiano. Infatti il giorno dopo, il 19 ottobre la goccia che fa traboccare il vaso. Giù ad aspettarla i genitori. Tutto pronto. Finge un altro furto questa volta di un cellulare, ma il figlio dichiarerà alle autorità di averlo visto consegmare dalla Olga nella mani della mamma che lo metteva in borsa. Le chiamate di Paolo ed i messaggi su whattsapp si susseguono a ritmo battente dal 16 ottobre 2020. Poi diranno che è un amico della sorella. Forse è vero, forse no. Sarà la Procura a stabilire il movente. Ma le messinscene non si contano. Tentano di insabbiare la verità ma sono sotto indagine. Di certo un fatto emerge: Paolo Vitale è legato agli Infante. Controllati a vista per la pericolosità della donna nei riguardi del figlio, anche per capire e vedere fin dove si spinge la ragazza sotto dettatura di una famiglia di pluripregiuducati ed il consiglio di un pizzaiolo che per detta della ragazza è un poliziotto che doveva salvarla: deve aiutarci a liberarci di papà, dirà al figlio mentre il marito registra e consegna in Procura. Come per il presunto lavoro e le sveltine della stessa che esce di casa finanche senza avvisare il figlio. Come la Olga Russa.. Ovviamente in quei pochi giorni di tenuta del minore. In 10 mesi si contano sulle dita di una mano. E in quei pochi giorni accade di tutto e di più: botte al minore, foto del figlio a Paolo?, Mazzate al minore sol perché non voleva scattarsi un selfie, foto di nudo della stessa davanti al minore in perizoma forse per mandarle a De Lorenzo? Un ragazzo vanitoso che ama farsi selfie in costume su barche costose, fino al gesto estremo: lo picchia e lo chiude in pigiama al freddo fuori la porta di casa attirando anche le attenzioni dei passanti. L’ex marito verrà minacciato di morte da due uomini in moto facendo proprio il nome De Lorenzo.

È un fiume in piena. E quando il minore non è con lei lo minaccia ripetutamente: “se non mi vedi almeno per 5 minuti qua qualcuno si fa male”. Ma secondo la stessa ad essere violento ed aggressivo è l’ex marito.. Vive un’altra realtà è pare convincersi. Per la Olga Elisabetta & Co in Procura dormono.

La ragazza secondo l’ex marito presenta gravissimi disturbi psicologici. Ma la ragazza imperterrita si nasconde dietro un legale ed un ricorso fasullo, pieno di contraddizioni e bugie dimostrabili con atti, prove video e audio.. Come la revisione di contratto di locazione di cui si fanno forti? forse prima di essere incriminati insieme al legale? Sarà la Procura a valutare. Si aspetta. L’ennesima scusa per prendere tempo e giustificare la sua assenza dal figlio, Pare essere l’unico vero obiettivo della Olga con il supporto della famiglia, altrimenti non ci spieghiamo gli atteggiamenti degli stessi protratti nei giorni di tenuta del minore.. Ma la Procura non attende. I processi penali per truffa, circonvenzione di minore, violenza, aggressioni e diffamazione vanno avanti, vanno fatti.

Le giustificazioni del marito violento e aggressivo o malfattore non solo non reggono, ma per di più se fosse vero non erano un lascia passare per botte e irresponsabilità nei confronti de figlio che non vede da mesi e non sente da oltre 15 giorni. Forse a causa di restrizioni? O forse l’ennesima giustificazione in attesa dei rispettivi processi, a breve. La ragazza non vuole avvelenare la semina avviata in questi ultimi 10 mesi inconsapevole che è sotto indagine. Perché la Procura la cerca e non la trova?

La vogliono alla sbarra?. Non solo a lei ma anche ai familiari, complici di azioni disumane nei riguardi di un minore che invece di essere protetto e tutelato veniva percosso e maltrattato al punto che, al di là delle fantasie raccontate dalla donna, al pari di un regista di fantascienza, il minore si rifiuta di vederla. Abbiamo scritto il minore. Anche se la ragazza cerca, ancora una volta di far ricadere la colpa sull’ex marito: mio figlio viene manipolato. E quando era sotto la sua responsabilità? E le mazzate? E le percosse? Chiamerà il figlio: pacco deviato. Ma nulla fa per aiutarlo. Si contraddice da sola e non se ne rende conto, come se i Pm avessero l’anello al naso. Tenta continue minacce psicologiche ma si imbroda da sola. I Processi si svolgeranno a giorni e lì non sono consentite bugie. Solo fatti. Dati oggettivi e prove. Li, nelle aule giudiziarie non ci saranno familiari ed amici, ma solo le prove a cui la ragazza dovrà rispondere. Senza se e senza ma. Ne come quando e perché. E se si mente sotto giuramentoi giudici mandano gli atti in Procura, e sono cazzi amari.

Sulla Olga Russa,in base a quanto accertato dai magistrati, la Bazarova sarebbe andata a trascorrere con i suoi amici quattro giorni di festeggiamenti e di consumo di alcol, lasciando a casa nella culla il figlioletto. Quest’ultimo sarebbe rimasto tutto quel tempo, senza mangiare né bere, esclusivamente in compagnia della sorellina di tre anni, che è sopravvissuta alla prolungata assenza della madre e alla fame solo per miracolo; il padre dei due minori era allora, ed è tuttora, in prigione. Un altro figlio della 25enne, di 7 anni di età e nato da una precedente relazione della Bazarova, era stato invece affidato da lei, prima di andare a divertirsi, alle cure di una conoscente.

A scoprire il bambino di 11 mesi morto nella culla e la bimba agonizzante è stata la loro nonna, entrata nell’appartamento degli orrori quattro giorni dopo che la Bazarova era uscita di casa. L’anziana aveva deciso di recarsi presso la casa di Olga in quanto preoccupata per il fatto che quest’ultima non rispondesse al cellulare. Trovato il bimbo senza vita e la sorellina in gravi condizioni, la nonna ha allertato subito l’ambulanza. I medici sono riusciti alla fine a salvare la sorellina del malcapitato, ricoverata d’urgenza in terapia intensiva per grave malnutrizione. Per il bambino, invece, non c’è stato nulla da fare: deceduto per fame e disidratazione.

La Bazarova, in seguito all’esplosione dello scandalo, è finita sotto processo per assassinio di minore e ha subito ammesso la propria colpa di avere lasciato per giorni i figli soli in casa e senza mettere da parte per loro neanche un po’ di pappa. Nel confessare le sue responsabilità, la donna ha cercato di alleggerire la propria posizione processuale affermando che “non poteva prevedere” che il bambino sarebbe morto.

Alla fine del processo, la Bazarova è stata condannata a 14 anni di carcere e privata dei suoi diritti genitoriali sul figlio maggiore e sulla bambina sopravvissuta. Per il momento, tali minorenni sono stati affidati a un orfanotrofio.

Insomma alle due donne non le accomuna solo il nome ma anche il modus operandi?

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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