Chi nasce guerrafondaio muore guerrafondaio: non riescono a stare uniti nemmeno all’opposizione

“L’opposizione ci farà bene. All’opposizione il Pd si rigenererà”, dice Enrico Letta oggi. Che a questo punto un elettore si chiede perché non ci sono andati prima, invece di stare dieci anni al governo continuando a perdere le elezioni.

E nel promettere che non faranno mai più un governo di solidarietà nazionale, Letta (ma non si era dimesso?) fa appello alle altre forze di minoranza a fare opposizione insieme.

Cioè dopo aver deciso di dividersi per le elezioni, perdendole, ora che non serve più a niente vuole unirsi. E sulla base di cosa? Di nulla, non essendoci ancora un governo, un mandato, una fiducia. Ma il Pd già annuncia opposizione dura e pura senza paura. All’armi all’armi. Occhi di tigre e pulmino elettrico!

Ma non gli risponde nessuno. Anzi, gli rispondono con una pernacchia.

Conte lo fa dalle colonne del Pais: “Il M5S è assolutamente un partito progressista ma è fuori luogo parlare di alleanze con il Pd. Oggi cerca la sua strada ed è fuori luogo parlare di alleanze. Dovranno rifondarsi, lasciamo che vadano per la loro strada e noi andremo per la nostra. Nel frattempo faremo un’opposizione dura e intransigente al governo nascente. Il Pd – prosegue Conte – ha scelto di continuare a ragionare sull’agenda di Draghi e di abbracciare la prospettiva dei supertecnici, con la politica relegata in secondo piano”.

Siamo arrivati al punto che Conte, leader del movimento dell’antipolitica, accusa il partito per antonomasia di aver abbandonato la politica!

Rincara la dose il suo vice Riccardo Riccardi: “L’appello all’unità andava fatto prima delle elezioni non dopo. Se il Pd ha deciso di rompere è perché Draghi non poteva essere messo in discussione -con dubbi per di più leciti- per una sorta di lesa maestà, un dogma imprescindibile- dice Riccardi- Noi non dobbiamo garantire numeri all’opposizione, non dobbiamo trovare convergenze, ma portare avanti le nostre battaglie. Loro, i dem, faranno lo stesse con le loro, anche se non ho ancora capito quali siano, a saperlo magari…Mi fa sorridere – va avanti Ricciardi – che l’appello arrivi ora, dopo il voto. Ma non solo. Vedo che i dem indicano tra le prime cose da fare il salario minimo, ma io ho visto in Commissione Senato la nostra proposta di legge giacere perché il Pd faceva melina, condividendo emendamenti con Fi – accusa il vicepresidente M5S – Ci si può proclamare come si vuole, ma poi la sostanza è nei fatti e dimostra che Pd e Fi sostenevano gli stessi emendamenti: questa per noi non è e non può essere la strada da battere. E i dubbi si annidano su tanti fronti. Prendete la giustizia, per esempio: il Pd ha senz’altro più cose comuni con Fi che con il M5S. E’ stata una fatica in questi anni lavorare insieme, per non parlare di Iv… Non vedo spazi per una politica comune, francamente. Noi porteremo avanti le nostre battaglie, su quelle del resto siamo stati chiarissimi sin dal principio”.

Per assurdo più aperture arrivano da Calenda, che invece l’opposizione unita con il Pd la vorrebbe pure (ma non ditelo a Renzi), però nel merito. “Opposizione comune con il Pd? La prima cosa che dobbiamo fare è regolare il tema delle bollette- risponde Calenda- ho chiesto a Letta di fare una proposta insieme, non ha mai risposto, il Pd ormai è il partito della retorica. Quello che si deve cominciare a fare è parlare di cose, il Pd usa chiacchiere per non decidere. Quello che non è possibile è cercare di tenere dentro tutto e il contrario di tutto -continua Calenda- A Letta dico: hai ricevuto il piano sulle bollette, vogliamo lavorarci insieme, avete altre idee? Le famiglie se non si interviene subito non riusciranno a pagare le bollette, dobbiamo essere più incisivi su questo, le manovre di Draghi sono troppo fragili, ora è il momento di mettere l’acceleratore. Il Pd usa una quantità di chiacchiere incredibile su tutto lo scibile umano per non dire le cose. Facciamo una cosa concreta per una volta. Viviamo in un mondo in cui la politica parla di cose di cui nessuno capisce assolutamente nulla”.

Come non si capisce la minoranza che non è riuscita a stare insieme al governo e ora vuole stare unita all’opposizione. Mentre litigano.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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