Casse vuote e alzate di mani. Il M5s vuole battere cassa e passa alle maniere forti: “Se i morosi non pagano, non partecipano agli eventi pubblici”

Si chiamava Tirendiconto. Era il sito dove consultare quanto gli eletti del M5s avevano restituito, rispettando le promesse elettorali. Ora quel sito non c’è più, è stato chiuso. Fino a data da destinarsi. Al di là delle scuse ufficiali dei pentastellati, era diventato imbarazzante giustificare i vari big (anche ministri) che non avevano restituito che pochi spiccioli rispetto agli impegni presi.

I panni sporchi grillini, insomma, lavati in famiglia. Alla faccia della sventolata onestà e trasparenza degli inizi. Ora, però, si passa alle maniere forti. Le casse del Movimento 5 Stelle piangono e le restituzioni dei parlamentari urgono. Secondo le nuove regole, entrate in vigore ad aprile, ogni eletto deve restituire 2.500 euro al mese  (di cui 1.000 al Movimento, e 1.500 “alla collettività”).

Tuttavia, come riconosce anche Il Fatto quotidiano, giornale di riferimento del M5s, «di denaro dagli eletti ne sta arrivando poco. E comincia a diventare un problema. Al punto da generare le prime frizioni nero su bianco». Per esempio raccontano che due giorni fa sulla chat interna i parlamentari calabresi siano stati inviati «a rimettersi in regola con le restituzioni: in caso contrario, verranno esclusi dai prossimi eventi pubblici con Conte e altri big in Calabria, dove a ottobre si voterà per le Regionali».

I parlamentari calabresi pentastellati non l’hanno affatto presa bene. E di restituire neanche ci pensano. «Ma il tema di fondo, quello dei soldi che non arrivano, vale per tutta l’Italia a 5 Stelle. E dietro c’è un altro delicatissimo nodo irrisolto, cioè il vincolo dei due mandati, su cui Conte non ha ancora ufficialmente deciso. Stando alle sue dichiarazioni e alle voci di dentro, la sensazione è che alla fine l’ex premier troverà il modo per ricandidare un gruppetto di maggiorenti: dieci, massimo 20 persone. Gli altri, al secondo mandato si sentono quasi tutti già a fine corsa, perché il taglio dei parlamentari e l’inevitabile calo del M5S rispetto al 33 per cento delle Politiche 2018 saranno già una scure».

Il giornale ha riportato una voce di un deputato grillino che vale per tutti. «Se siamo messi così, perché ti devo dare 2500 euro al mese?». Ma c’è un’altra questione che irrita gli eletti che non vogliono mettere mano al portafogli. «Che fine hanno fatto i sette milioni di euro raccolti con precedenti restituzioni, ancora fermi – pare – sul conto di una banca a Milano?». Quel sito “Ti rendi conto” oggi andrebbe aggiornato con un punto interrogativo finale: Ti rendi conto?

Pubblicato da edizioni24

Sito a cura di Rita De Marco dal 07/09/2021. Rita De Marco è una studentessa di Napoli, aspirante giornalista, fashion Blogger. Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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