Crea sito

[Boom, la donna mostra una foto, e poi cita Buonomo] Ecco l’audio vergogna: “il bambino vuole stare con te, devi cacciare i soldi, mettimi sul giornale”. Caso Olga Elisabetta Infante e quei legami familiari con il clan Birra di Ercolano. Dopo l’arresto dei genitori “pluripregiudicati” continua a minacciare il marito per tutelare la sua relazione con Di Lorenzo. È lui che la consiglia? “Sta con me, fai attenzione”. È legato a qualche clan camorristico? Pronta l’ennesima querela in Procura da parte del marito. (Consegnata anche l’utenza di Di Lorenzo). I legali del marito: “sarà ascoltato in sede dibattimentale. Le minacce sono gravissime”. (Parte Sesta)

Olga Elisabetta Infante
l’audio vergogna, cosa ne pensa Di Lorenzo?

Ennesima minacca da parte della Olga Elisabetta Infante, la ragazza madre di 32 anni di Ercolano che denunciò finte violenze e che a tutto oggi tira in ballo un complice: “Di Lorenzo”. Le minacce pesano come macigni, per questo motivo stiamo indagando su eventuali legami malavitosi da parte della famiglia Di Lorenzo.

Andiamo per ordine. Dopo la 1, 2, 3, 4, e 5 parte, facente capo al Dossier denominato “Di Lorenzo-Betta” di cui ne abbiamo pubblicato solo l’inizio, in data odierna 11/01/2021, con precisione alle 11.22, la Elisabetta richiama il marito.

Leggi anche:

Ma prima di arrivare alla telefonata, vediamo chi è la famiglia Infante. Forse legata in qualche modo al clan Infante?

Il padre, Carlo Infante, pluripregiudicato, classe 1951, viene arrestato e condannato per vari reati: furto, ricettazione e truffa.

La mamma, Anna Maria Moscato, classe 1951, pregiudicata per truffa, sconterà una condanna a 16 mesi di reclusione tra il carcere femminile di Pozzuol e arresti domiciliari. Fatti avvenuti nel 2017.

Quel legame con il clan camorristico Birra di Ercolano

La sorella, Giovanna Infante, sposa tra il 1999 ed il 2000, il boss di camorra Gerardo Sannino, affiliato al Clan Birra di Ercolano. Noti i legami telefonici e le frequentazioni a distanza di anni, come racconta la stessa Elisabetta in una ultima conversazione avvenuta a giugno 2020. (Audio depositati). Anche se oggi, tende a sminuire come fatti vecchi e sepolti. Roba vecchia, insomma. E le condanne dei genitori nel 2017? Sciocchezze, si giustificherà: “quelli sono più scemi che buoni”. Mica tanto? Forse per Di Lorenzo?.

Nonostante le responsabilità genitoriali del marito, assolte sempre in maniera eccellente, ultimo il week end trascorso con il bambino, dopo averlo riaccompagnato dalla mamma alle ore 09.50, pronta la telefonata della Elisabetta.

Elisabetta Vs Marito

Elisabetta: “Se noi siamo camorristi, brutti e cattivi, perché mi hai portato il bambino. Tienilo tu, io non lo voglio”.

La mamma violenta rifiuta di stare con suo figlio, ma chiede soldi in continuazione. Infatti, secondo la sorella Giovanna che convive sotto lo stesso tetto con il figlio, chiede soldi pur affermando che il bambino vuole stare con il padre. In breve, il papà deve crescere il figlio, badare a tutto, ed in più deve mantenere anche la famiglia Infante? Non si capisce.

Marito: “Quindi non vuoi tenere a tuo figlio? No perché il tuo avvocato, Antonio Cardella, rivendicò, attraverso Pec, la bigenitorialità”.

Elisabetta: “Io in questo momento non ho la testa di pensare a lui. Devo concentrarmi ad altro, al mio ragazzo. Tu per lui non hai mai fatto nulla. Se deve stare qua voglio i soldi del doposcuola perché io devo uscire”

Marito: “Da settembre fino alla chiusura delle scuole ho tenuto io nostro figlio pensando alla sua istruzione pagando un supplente”.

Elisabetta: “Io parlo di oggi”

Marito: “La scuola è iniziata ieri, trova tu una ragazza e la pago io”.

Elisabetta: “non lo sai nemmeno tu cosa ti aspetta. Devi vedere ancora cosa ti aspetta. …..”

Le minacce ed il linguaggio usato dalla famiglia Infante sono da malavitosi..

Dulcis in fundo ricompare la sorella, Giovanna Infante. Pare dettare la linea alla sorella anche nei momenti intimi?.

Giovanna: “Oeeee, vulimm e sold, o creatur nun o vulimm (vogliamo i soldi, il bambino non lo vogliamo tenere) mettimi pure sul giornale”.

Il linguaggio, da gente di strada, denota l’ambiente in cui è costretto a vivere il bambino. E alla mamma questo gioco al massacro pare piacere, a lei in questo momento, interessa Di Lorenzo.

Elisabetta: “già venerdì pomeriggio mi stavi facendo saltare l’appuntamento con il mio fidanzato, fai attenzione. Io non lo posso tenere, non ho la testa”.

Marito: “Ma come? Tu ad ottobre dicevi che chi più di te poteva far vedere i compiti a tuo figlio, ora hai cambiato idea? Addirittura non lo vuoi nemmeno più tenere? Mettimelo per iscritto”

Elisabetta: “erano altri tempi, ora ho Di Lorenzo, devo concentrarmi su di lui, non ho la testa per dedicarmi a mio figlio”.

Marito: “appunto”.

Secondo una nostra ricostruzione, la Elisabetta insieme al suo fidanzato Di Lorenzo, hanno messo in scena un piano a dir poco Diabolico. Far assistere al bambino a continui litigi, schiamazzi, urla, botte, foto nuda della Elisabetta davanti allo specchio, con la speranza che fosse poi il bambino a dire “voglio andare a vivere con papà”. Un modo, secondo la coppia “malata” per togliersi da dosso ogni responsabilità per volontà non della mamma, ma del bambino. Lavarsi, in qualche modo, la coscienza agli occhi dell’opinione pubblica. Ecco perché in ogni nostro Post definiamo la Olga Elisabetta, una donna fredda, senza empatia, senza emozioni se non costruite ad hoc per propri fini personali. .

Elisabetta: “Tu me l’hai deviato”

Marito: “Ancora? Quando è con me non è mai capitato nulla, solo serenità. È mio figlio che mi racconta episodi spiacevoli. Quindi, secondo te, per quale motivo avrei deviato il bambino?”

Elisabetta: “No no, tu”

Marito: “E perché”

Elisabetta: “Tu”.

La Elisabetta parla a vanvera e non motiva i fatti. Accusa senza prove. E tira in ballo un articolo di giornale che riguarderebbe il marito. (E che c’entra?). Non vuole tenere il figlio per via dell’articolo di giornale?

Elisabetta: “nel 2012, quando ero a casa dei tuoi genitori, tu eri agli arresti domiciliari”

Marito: “Mai stato agli arresti domiciliari nel 2012. Eravamo tra l’altro a Maratea”.

Il Castello di bugie portato avanti dalla Elisabetta per giustificare la sua fuga dalla casa coniugale per le sue varie relazioni extraconiugali, iniziano a sciogliersi come neve al sole. Il suo vero obiettivo sta emergendo, abbandonare le sue responsabilità di mamma scaricandole sul marito per dedicarsi alle uscite con Di Lorenzo e ad altri uomini prima di lui?. Ma vuole i soldi e minaccia.

Continua:

Elisabetta: “tu anche a 20 anni sei stato in galera per truffa”

Marito: “Sono partito a 18 come militare nell’Esercito Italiano e mi sono congedato con onore nel 2004. A 20 anni ero arruolato. Se devi fare un’accusa, azzeccala”.

Bugie su bugie come se l’eventuale problema giudiziario del marito sempre (se fosse vero) ne determinerebbe un permesso per non tenere suo figlio. A maggior ragione, se fosse vero, dovrebbe blindare il proprio bambino da eventuali schiamazzi. Cosa che pare non fare. Anzi. Mette sopra. E crede che così facendo possa in qualche modo intimorire il marito.

Dell’audio che stiamo per pubblicare si evince una ragazza frustrata, disturbata, alla continua ricerca di giustificazioni alle sue azioni che non reggono. Getta vergogna in faccia alle vere vittime di violenza e alle mamme.

Quando la Elisabetta mostra la foto ed il messaggio di Di Lorenzo al marito:

Elisabetta Vs Marito in via Gennaro Nglio ad Ercolano mentre il marito consegna il figlio alla mamma

Elisabetta: “oiccann tie… (eccolo guarda), io mi scopo a Di Lorenzo, guarda guarda….”

Marito: “Non mi interessa”

Elisabetta: “Guarda, vedi che gli faccio agli uomini…. Mi manda i messaggi non appena si sveglia”.

E mosta un messaggio: (we we) con una foto di un ragazzo all’interno di un auto. Di cui conserviamo ma al momento non pubblichiamo. Anche perché nonostante il fine della Elisabetta sia chiaro a tutti, le nostre attenzioni si concentrano sulle minacce e i maltrattamenti al bambino.

Infatti poi guardate cosa dice a telefono per giustificare le sue azioni:

Elisabetta Vs Marito:

Elisabetta: “Tu lo conosci perché entri con un programma nei miei telefoni. Tu e i tuoi amici. Io tanto gliel’ho detto a Di Lorenzo che tu sei un persecutore”.

La Elisabetta prima riporta nomi, messaggi e foto, e poi attribuisce al marito meriti che non ha pur di far ricadere su di lui la nomea del persecutore quando è a 50 chilometri di distanza. Una tecnica astuta ma che fa acqua da tutte le parti…

Marito: “Ma come? Tu prima ti sfoghi di cose che non mi riguardano forse per dimostrarmi che sei all’altezza di uscire con un ragazzo, quasi come se avessi scoperto l’America, e poi mi attribuisci meriti che non ho? Ma hai le prove di questi programmi che avrei usato per entrare nel tuo Facebook?

Elisabetta: “Larciamo stare le prove”

La Elisabetta si sputa sulla mano e poi va alla ricerca del colpevole. Minacce, diffamazioni continue con la speranza di apparire agli occhi dei partner (se non complici di reo) come la donna desiderabile. Un vero e proprio complesso di inferiorità. Non ha nessuna prova, come quando diffama di essere seguita da un uomo con la zella: Olimpico. Fantasie e illazioni sono all’ordine del giorno, tanto al chilo.

Continua

Elisabetta: “Tu anche nel 2017 con l’altro mio mantenuto mi dicesti che lo perseguitavi perché non volevi che il bambino stesse nella casa dei miei genitori, perché dicevi che erano gente di merda. Ora ti sta bene che il bambino stia qui? Ma chi ti deve credere?”

La Elisabetta parla del figlio neanche fosse un cane randagio, estraneo, su cui decidere se farlo entrare in casa oppure lasciarlo sul ciglio della strada.

Marito: “Io? Assolutamente no. Fu lui, dopo aver appreso le tue vere intenzioni, a chiamarmi. Ho ancora la telefonata registrata, mi disse testuali parole: “Faceva tutto lei. Si, ci sono andato a letto un paio di volte ma la ragazza ha dei problemi. Faceva tutto lei. Si voleva far presentare un prete spirituale, ma poi rimandava sempre. Io un paio di birre volevo prendermi con lei. Ma poi subentrava sempre la sorella. Poi mentiva, se ne accorsero anche i miei amici”.

Abbiamo messo a confronto due registrazioni, una avvenuta nel 2017, un’altra nel 2021. Le offese della Elisabetta rivolte al marito, le diffamazioni e le minacce sono identiche. Stesse parole, stesse espressioni. Uguali i modi ed i metodi. Quasi come se fosse la stessa telefonata. Ma la domanda che ci poniamo, è un’altra: “perché nel 2017 decise di tornare in lacrime da un marito violento, stalker, brutto e cattivo? Forse perché dopo che il suo mantenuto la scaricò, e dopo che arrestarono la mamma per truffa, la sorella le consigliò di sloggiare? si vide sola?

Seguiteci…… stiamo arrivando alla verità……

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.