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Caso marò, finisce l’incubo: il tribunale internazionale riconosce l’immunità: “Spetta all’Italia processarli, non all’India”

Finalmente termina un incubo, ma soprattutto una ingiustizia. Infatti, i due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, saranno processati in Italia.

Lo ha stabilito l‘arbitrato internazionale, che ha quindi accolto le nostre tesi nella controversia con l’India. Secondo il tribunale, costituito a L’Aja il 6 novembre del 2015, ovvero dopo tre anni e mezzo di braccio di ferro tra Roma e Nuova Delhi, ha ridato giustizia ai due fucilieri di marina.

“L’Italia dovrà esercitare la propria giurisdizione e riavviare il procedimento penale“, ha deciso il tribunale arbitrale internazionale. La corte ha però anche stabilito che l’Italia “ha violato la libertà di navigazione”. Dovrà pertanto “compensare l’India per la perdita di vite umane; i danni fisici; il danno materiale all’imbarcazione; il danno morale sofferto dal comandante e altri membri dell’equipaggio del peschereccio indiano”.

Il tribunale dell’Aja ha inoltre invitato le due parti a “raggiungere un accordo attraverso contatti diretti”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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