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Caso Ciro Grillo, emergono nuove prove a suo carico. I familiari della ragazza: il suo corpo usato come trofeo

Ciro Grillo e l’accuso di stupro, la battaglia giudiziaria si inasprisce. Dopo Beppe Grillo, parlano anche i genitori della vittima. “Non è facile rimanere in silenzio davanti alle falsità che si continuano a scrivere e a dire sul conto di nostra figlia, aggiungendo dolore al dolore, il nostro e il suo. D’altro canto, sarebbe fin troppo facile smentirle sulla base di numerosi atti processuali che sconfessano certe arbitrarie ricostruzioni e che, per ovvie ragioni, non possono essere resi pubblici“. Uno sfogo che avviene attraverso l’avvocata Giulia Bongiorno e che è reso noto dall’Adnkronos. I genitori della ragazza hanno ritenuto di dover parlare dopo che Dagospia ha svelato i particolari del video di 20 secondi in cui c’è la scena del sesso di gruppo. 

“Abbiamo appreso, inoltre, che frammenti (frammenti!) di video intimi vengono condivisi tra amici – dicono ancora i genitori – come se il corpo di nostra figlia fosse un trofeo: qualcosa che ci riporta a un passato barbaro che speravamo sepolto insieme alle clave”, dicono. Il riferimento è probabilmente alle interviste agli amici di Ciro Grillo che hanno potuto visionare il video. Una di loro, intervistata, ha detto che dal video si vedeva benissimo che la ragazza era consenziente.

“Confidiamo nel fatto che tutto questo fango sarà spazzato via facendo emergere la verità. In ogni caso, la fiducia nella giustizia e il rispetto per le istituzioni – che ci hanno guidato finora e che continueranno a guidarci in futuro – non significano che siamo spettatori passivi: abbiamo conferito mandato al nostro legale di agire in sede giudiziaria contro tutti coloro che a qualsiasi titolo partecipano e parteciperanno a questo deplorevole tiro al bersaglio“, concludono i genitori della giovane.

Nei giorni scorsi si era appreso che Beppe Grillo aveva assoldato uno 007 per indagare sulla vita privata della ragazza che ha denunciato. Ora, da Repubblica, si viene a sapere che sono emerse nuove prove a carico del figlio di Beppe Grillo e dei suoi amici. Così la procura di Tempio Pausania riformula nuove contestazioni a Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria indagati non solo di stupro di gruppo ma anche di violenza sessuale (questo reato non è contestato a Francesco Corsiglia) ai danni dell’amica della vittima che era addormentata. I tre si sono immortalati in foto oltraggiose mentre la ragazza dormiva. Corsiglia invece ha sostenuto di avere avuto un rapporto con la presunta vittima e di essere poi andato a dormire. Di non avere dunque partecipato allo stupro di gruppo che sarebbe avvenuto successivamente. Negli atti dell’inchiesta si parla anche di schiaffi (sulla schiena e sulle natiche) alla ragazza che ha denunciato lo stupro. Particolare che difficilmente si sposa con tesi del consenso della presunta vittima.

La circostanza ritarda la fine delle indagini: il procuratore capo Gregorio Capasso e il sostituto Laura Bassani – scrive Repubblica – “si sono presi ancora un mese di tempo. Entro tale termine depositeranno in cancelleria un nuovo avviso conclusione indagini preliminari (il 415 bis), un secondo avviso di garanzia. Poi gli avvocati avranno 20 giorni per (ri)chiedere ulteriori interrogatori o depositare nuove memorie difensive. Non ci si aspetta in tempi brevi alcuna richiesta di processo da parte della procura, né di archiviazione. E per il pronunciamento del giudice per l’udienza preliminare se ne parlerà in estate”.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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