CasaPound scende in piazza il 28 maggio contro il governo Draghi. Anpi e Pd vanno al manicomio, per loro esistono solo i centri sociali: manifestazione da vietare

L’annuncio di un corteo a Roma contro il governo Draghi da parte del movimento CasaPound ha causato fibrillazione e irritazione nel mondo della sinistra. I primi a muoversi sono stati quelli dell’Anpi che hanno chiesto a prefetto e sindaco di vietare la manifestazione. La data scelta, il 28 maggio, “combacia – hanno obiettato – con l’attentato di piazza della Loggia a Brescia (1974) e con gli omicidi nel 1980 a Roma del carabiniere Francesco Evangelista davanti al liceo Giulio Cesare e a Milano del giornalista Walter Tobagi”.

Dunque in quella data non possono manifestare i “fascisti” di CasaPound. Poi è insorto anche il Pd, che esorta il ministro Lamorgese a intervenire. Il responsabile Sicurezza del Pd, Enrico Borghi, afferma che non devono più avere luogo a Roma provocazioni da parte dell’estrema destra

Sulla sua pagina Fb Luca Marsella, uno dei leader di Cpi, replica così: “Non accetteremo divieti – ha spiegato Marsella – per pressioni politiche che arrivano da Anpi, Pd e da chi non tollera semplicemente la nostra stessa esistenza. Manifesteremo in centro, in un quartiere che conosciamo e che da sempre viviamo, dove vengono consentiti cortei a chiunque senza problemi”. E conferma l’appuntamento alle 15 in piazza Santa Maria Maggiore anche se il raduno non è stato ancora autorizzato.

“CasaPound esiste da 18 anni in questa città – ha aggiunto Marsella – ha sedi ed iscritti su tutto il territorio nazionale e non ci risulta che qualcuno ci abbia dichiarato fuori legge. Abbiamo quindi tutto il diritto di manifestare e chi pensa di negarcelo può mettersi l’anima in pace. Manifesteremo contro il governo Draghi, incapace di gestire l’emergenza sanitaria, il ruolo dell’Italia nella guerra in Ucraina, l’aumento dei prezzi, la questione energetica, la disoccupazione, il fallimento di migliaia di imprese, il welfare”.

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Pubblicato da edizioni24

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