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Capitan Nessuno, il comandante in Forza delle Forze Speciali, ricorda “Carrozziere”, il fratello caduto in missione!

By Capitan Nessuno

Non ricordo con che nome arrivò al reparto, ma dopo pochi giorni tutti lo avevano ribattezzato “Il carrozziere” e quello è il nome che ricordo. Era giovane, alla sua prima missione oltremare, carico di tecnica e pochissima pratica ma volonteroso e, oltre ad essere fiero e orgoglioso di essere lì, era innamorato dei Lince!! Li trattava come figli, li curava, li ripuliva, li lucidava, brontolando che li trattavano male, che non dovevano…Lo prendevano tutti in giro, ma bonariamente, era così simpatico e si lasciava coinvolgere in tutti gli scherzi che gli facevano senza prendersela.

Come quando dipinsero sulla fiancata di un Lince appena rientrato da una missione operativa la parola LAVAMI con la vernice bianca. Lui si incazzò di brutto e passò ore a ripulire il mezzo, brontolando, mentre tutti ridevano intorno a lui.

A volte mi piombava in ufficio e mi diceva che uno dei Lince aveva dei graffi sul cofano. Ed io rispondevo: ci hanno sparato, Carrozziere, è ovvio che ci siano dei graffi. Ma lui insisteva, scuotendo la testa. Capitano, quelli non sono graffi di pallottole, quelli sono graffi di scarpone, di fucili, qualcuno ci è salito su come se stesse scalando una montagna. Lei glielo deve dire che non si fa così! Non vede come sono belli?

Sì, lo vedevo, erano veramente belli e anche utilissimi e anche se avevano qualche graffio ci piacevano lo stesso. Ma lui non era convinto e se ne andava borbottando. Il giorno poi che gli presentarono un mezzo tappezzato di adesivi di PeppaPig diventò come matto, urlando per tutto l’accampamento, fino a che lo presi da parte e gli spiegai che era una tattica contro il nemico, che loro odiavano i maiali, li consideravano impuri e un mezzo che sfrecciava loro davanti sparando con gli adesivi di PeppaPig li avrebbe fatti imbestialire, era un’offesa. Alla fine si calmò, ma rifiutò sempre di salire su quel mezzo, secondo lui era un abominio aver rovinato un Lince con quegli adesivi stupidi.

Di giorno in giorno imparava, diventava esperto, si induriva, pur restando sempre innamorato dei suoi mezzi che curava ogni sera, al rientro. Li ripuliva dalla sabbia, li lucidava, controllava i graffi, i fori di proiettile, le sbavature e ci passava il lucido, controllando ogni centimetro, così che al mattino erano tutti pronti come appena usciti dalla fabbrica.

Fu per caso che uscì in missione, non toccava a lui, ma all’ultimo momento un uomo si sentì male e lui prese il suo posto, in piedi dietro alla mitraglia. Era felice di esserci, fischiettava, fino a che lo redarguii, non era il momento di fischiettare e lui rimase in silenzio, imbronciato. In mezzo alla pista c’erano stati dei movimenti, così avevo fatto fermare il mezzo ed eravamo scesi a controllare, lui alla mitraglia pronto a sparare, gli occhi fissi su di me, pronto agli ordini. Ci fu un lampo, un boato e il mezzo saltò per aria come una lattina di birra su un muretto e quando ricadde era un ammasso di lamiere contorte, di fumo nero, di fiamme. Mentre gli uomini si disponevano a difesa e cercavano da dove era partito il razzo, io corsi al Lince e assieme ad un altro tirammo fuori il Carrozziere. Era ferito gravemente, non avevamo bisogno di un dottore per saperlo, ormai sapevamo riconoscere ad una sola occhiata chi sarebbe rimasto vivo e chi no e lui non era tra quelli.

Mi inginocchiai al suo fianco, gli presi una mano e lui aprì gli occhi e chiese, un filo di voce. Capità, come è ridotto il Lince? Guardai a lato strada il rogo del mezzo, contorto e fumante e poi lo fissai dritto negli occhi e dissi, deciso. Un miracolo, Carrozziere, nemmeno un graffio. Quando rientriamo devi solo togliergli la sabbia ed è come nuovo. E lui fece un profondo sospiro e chiuse gli occhi, l’ombra di un sorriso sul volto pieno di sangue, era quello che voleva sentire.

Lo ricordo così, uno di noi. Il Carrozziere che di sicuro starà rimettendo a posto e lucidando tutti i Lince che ci sono in quell’angolo di Cielo riservato a tutti noi, dove vivono in eterno santi martiri ed eroi…

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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