Capitan Nessuno: “Il capo clan, la donna e l’adulterio. Quando apri la porta o la finestra, fai entrare l’aria, ma anche le zanzare.. Bisogna fare sempre molta attenzione quando si apre qualcosa di nuovo, potrebbe essere molto rischioso se sottovaluti gli imprevisti”

By Capitan Nessuno

Mi chiamarono per una operazione non convenzionale. Quindi sulla carta non esisteva nulla. La moglie di un noto imprenditore del posto frequentava di nascosto un capo clan che commercializzava in tratte di esseri umani collegati a cooperative territoriali. La donna era ignara. Si stava mettendo in un giro molto più grande di lei. Ma ormai ne era già dentro, fino al collo. E non poteva più uscirne, e nessuno poteva aiutarla.

L’adulterio è un tema ormai ricorrente e inesauribile. D’altronde, chi non ha esperienza di corna passive o attive? Cammina ad occhi chiusi su di un sentiero in salita e lastricato di bugie su bugie. Bugie tranquillanti alla moglie o viceversa, e consolatorie all’armante in un intreccio che lo chiude o la chiude in un sacco soffocante nel quale, prima o poi, se ci sono scheletri nell’armadio, si tende a liberarsene. E pure alla svelta. Ma c’è chi ignora questo aspetto o peggio finge che tutto vada bene. Almeno fino a che scoppia la bomba

Ed io ero lì. Con i miei uomini, 6. Mettermmo cimici dentro e fuori l’abitazione, alle auto. Non solo dei diretti interessati, ma di tutto il nucleo familiare. Decisi di allargare il cerchio ai familiari. Dove la moglie dell’imprenditore aveva confidato la relazione, in particolare ad una familiare tenendo in parte fuori i genitori. Almeno uno. Lo feci per tutelare la stessa donna da eventuali ripercussioni. Anche perché la donna cercava complici e appoggi indiretti. Cercava, indirettamente, un supporto alle sue molteplici bugie. E aveva trovato sponda all’interno del suo nucleo familiare.

Come è noto a tutti, l’adulterio è un tema ricorrente, ad andamento ciclico, inesauribile. Scalda gli animi, eccita la fantasia e mobilita i tuttologi di ogni Chiesa fino alla presunzionè di alcuni: fai così, dici questo etc etc. Persone di esperienza. Stavolta, a dare la stura alle opinioni sulla delicata materia è stato un film: Attrazione fatale, importato dagli Stati Uniti, che racconta una storia a tragico fine, in cui tra gioie e dolori, sospiri e passioni ci scappa il morto. E conoscendo la spietatezza nascosta del capo clan, volevo assolutamente evitare il peggio, a volte compromettendo la stessa operazione. Volevo vederci chiaro. Più sapevo più potevo aiutare indirettamente la donna.

Pare che gli americani si siano specchiati in questa vicenda che non ha nulla di nobile, e ne discutano forsennatamente. Non sorprende: il tradimento coniugale e manovre relative sono esercizi fra i più praticati nel Nuovo continente. Ma non si scherza neanche nel Vecchio. Dove la pellicola, appena è arrivata, ha scatenato reazioni di segno diverso e nessuna tiepida.

L’adulterio, da queste parti, che proporzioni ha assunto? Come viene vissuto dai protagonisti? E se tra la moglie e il marito si mette qualcosa di più del comune dito quali sono le complicazioni? Nel 1979, la vigilia di Natale, il Corriere della sera pubblicò in prima pagina la lettera di una lettrice che si lagnava per due motivi: perché l’amante sposato avrebbe trascorso le imminenti festività con la legittima consorte, e perché i giornali dedicavano poco spazio alle frustrazioni della gente e moltissimo, troppo, alla politica.

Era tempo in cui imperversava il terrorismo, e la stampa, in effetti, non aveva attenzioni che per questo, supponendo di soddisfare così le aspettative generali. Ma quel messaggio collocato a sorpresa nella vetrina del quotidiano rivelò clamorosamente che era sbagliato attribuire alle grandi questioni del Paese il primato nell’interesse del popolo. Che fu scosso dallo sfogo della donna più di quanto non lo fosse stato per le imprese dei brigadisti.

Difatti la redazione venne seppellita dalla corrispondenza: migliaia di missive provenienti da ogni regione, nelle quali si solidarizzava con l’infelice signora, le si consigliava di lasciar perdere quel farabutto oppure le si faceva notare che la giusta punizione per colei che stuzzichi un uomo ammogliato è, appunto, la solitudine.

Ci fu una svolta nel costume giornalistico: perché da quel momento, pur non trascurando ammazzamenti e analoghe prodezze del tempo, le cronache registrarono sistematicamente anche le faccende di cuore, ovvero del privato. E venne alla luce un dettaglio importante: nonostante che l’adulterio non fosse reato da qualche lustro, gli adulteri continuavano a comportarsi come se lo fosse, evitando con cura di spezzare il legame ufficiale in favore di quello clandestino.

Questo per molte ragioni. Ma principalmente perché il tradimento era considerato (e lo è ancora) un diversivo e non la fase iniziale di un rapporto destinato a diventare esclusivo. In altre parole, una fuga part-time dalla realtà familiare e non la promessa di un secondo (terzo o quarto) matrimonio.

Oggi, con le dovute eccezioni, che però c’erano anche allora, la situazione è immutata. In nove anni tutto si è evoluto tranne il settore corna dove le abitudini resistono. Era una mia intuizione spacciata per informazione sul campo, come quando in un’altra operazione un mio uomo scoprì la moglie frequentare un altro malavitoso.

In sintesi non esiste una causa prevalente dell’infedeltà alla quale di norma si arrivava per noia, ripicca, arroganza e curiosità. La gamma delle giustificazioni fornite dai fedifraghi è parecchio assortita.

Quello che separa le idee su lungo raggio l’uomo dalla donna è sostanziale. La donna tende a trovare nel futuro amante un rifugio. Una stabilità. E tendenzialmente a credere ai consigli che inizialmente arrivano nonostante le lacune dello stesso che, incuriosito dalla debolezza della donna, ne cavalca l’onda per fini sessualii. Infatti, le domande che poi l’uomo si farà, sono le esperienze passate dell’amante compresi gli alimenti per i figli e di solito rimane in bolletta.

Chi me lo fa fare? Meglio barcamenarsi tra il letto istituzionale e quello di fortuna che, oltretutto, qualora si usuri si può rimpiazzare. Poiché i poveri e i non abbienti, per essere gentili, sono milioni e i ricchi appena qualche migliaio, ecco spiegato come mai il panorama abbonda di persone che non rinunciano all’amante gratis né alla moglie, che è più oneroso scaricare che conservare. Errata poi la convinzione che la comparsa di un terzo soggetto sia alla base della crisi della coppia.

Erano questi i discorsi che io ed i miei uomini ascoltavamo h24. Anche se da parte del capo clan non sussistevano problemi economici ma solo di riservatezza nel tutelare il suo privato. I suoi affari. E la sua famiglia. Detta in breve, la donna era uno spasso da scaricare a tempo debito..

Avevamo finanche posizionato telecamere all’ingresso della porta della donna. Quando usciva era dedita ad usare un’altra utenza telefonica nel quale avevamo geolocalizzato, ed in contemporanea dalla base a pochi chilometri di distanza ne usciva un mio uomo per seguirne gli spostamenti, ci portava dritti dal capo. E quello che ascoltavamo era agghiacciante. Le bugie che la donna raccontava al capo clan erano incredibili. E proprio quando i due si separavano che riuscivamo a percepire le ansie del capo clan nonostante all’incontro avesse mantenuto il gioco alla donna, facendo finta di nulla, dando finanche consigli e strategie da seguire. Credeva di avere in pugno l’imprenditore.

Alcuni colleghi volevano far arrivare al marito le intercettazioni e la comprovata relazione consumata nonostante avesse mentito sul fine dell’uscita. Mi dicevano: diamola in pasto al marito. Così terminerà la relazione con il capo clan e indirettamente sarà salva. Solo così possiamo salvarla e togliercela dai piedi. Ma io rifiutai. Associò il marito quale comandante di palle e pesce e mi venne subito in mente l’altro collega.. Offeso. Mortificato. E ne rimasi sconvolto. Decisi così di farla continuare. Perché di solito questo genere di donne tendono a bruciarsi da sole soprattutto se senza morale e mal consigliate .Ma di conservarne tutti gli spostamenti. Le entrate e le uscite. I dialoghi. Lo avrei fatto pervenire al marito solo ad operazione conclusa. Avrebbe potuto usarle in tribunale in sua discolpa. E i giudici di solito guardano il grado di attendibilità della donna: se menti una volta mentirai sempre.

Bloccammo il capo clan in una località di mare mentre commercializzava e lo arrestammo in flagranza di reato mettendo fine alla tratta.

La donna, ignara, rimase spiazzata. Non se lo sarebbe mai aspettata. Anche perché aveva creduto in quello che faceva, ci aveva messo faccia e sentimenti, e le persone con cui si confrontava si spacciavano per onesti e religiosi. Ma quello che nascondevano prima o poi sarebbe emerso. Infatti emerse. E la prima cosa che fece fu tornare dal marito come se l’affare non fosse mai accaduto. A quel punto inviammo tutta la documentazione al marito che, appresa la notizia, mise la donna alla porta. I giudici furono molto severi. Le bugie che aveva messo in campo la donna furono oggetto da parte dei giudici da etichettarla indegna. Perse tutto. Anche quella famiglia che inizialmente le aveva offerto supporto.

Il capo clan in carcere senza la moglie, e la donna sola tra ricordi, solitudine e depressione.

Per questo dico sempre ai miei uomini: quando aprite la porta o la finestra, insieme all’aria possono entrare anche le zanzare….

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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