Crea sito

Capitan Nessuno a ith24: “Non era una situazione facile. Dovevo ad ogni costo condividere un segreto con una persona poco affidabile…”

Capitan Nessuno – Comandante in Forza delle Forze Speciali italiane

By Capitan Nessuno

Non era una situazione molto simpatica….Dovevo, ad ogni costo, condividere un segreto con una persona che, alla fine, non mi avrebbe dato le garanzie necessarie. A volte capita di doverlo fare. Per quanto uno si premunisca, si prepari, sia attento a non rivelare più del necessario, a volte capita, come se il destino ci mettesse un dito, una mano, a frenare o a far accelerare gli accadimenti.

Mi ero incontrato con una persona che non aveva idea né del mio nome né della mia posizione, per lui non ero che un perfetto estraneo un po’ curioso e come tale eravamo rimasti. Ci eravamo incontrati un paio di volte, bar di periferia, sale da biliardo, come per caso, come se frequentassimo i medesimi posti senza che ce ne fossimo accorti mai.

Il fatto che io invece lo stessi studiando e seguendo da mesi non significava nulla per lui, ancora. Non ero che un volto tra gli altri, uno che ora lui conosceva un po’ meglio, uno con cui poteva permettersi di bere assieme, magari anche di alzare un po’ il gomito, quasi sicuro che non gli avrei portato via il portafoglio. O qualcosa d’altro.

Ma ora eravamo ad un bivio. Lui mi aveva confidato dove abitava, il nome della ragazza con cui abitava, aveva condiviso un suo segreto e pretendeva che anche io, se ero suo amico, dovessi condividere i miei.

Ti accompagno a casa, mi disse. Rifiutai. Grazie ho la macchina qui poco distante. Ma lui insisteva, gli occhi subito diffidenti. No, ti accompagno io, lasciala qui la macchina, il padrone del bar è amico mio, te la terrà d’occhio lui stanotte, domattina te la vieni a riprendere. Ero incastrato. O lasciavo che mi accompagnasse a casa e quindi scoprisse dove abitavo, o perdevo mesi di lavoro. Ma….fargli vedere dove abitavo comportava problemi a non finire… avrei dovuto lasciare quel posto immediatamente, trovare un’ altra destinazione, cambiare posizioni, contatti, il tutto molto molto velocemente e senza che se ne accorgesse o crollava tutto il mio bel castello di carte. Così gli offrii l’ultimo bicchiere e gli chiesi, guardandolo fisso.
Sai come si mantiene un segreto in due? Lui beveva un po’ teso, gli sembravo diverso e non riusciva a capire il perché. Si strinse nelle spalle
Non lo so, tu che dici?

Io gi sorrisi, incoraggiante. Vedi,ci sono due risposte: Mantieni di sicuro un segreto se uno dei due è morto….
Lui sobbalzò appena ma io continuavo a sorridere e così fece anche lui un sorrisetto. Eh già, allora sì che sei sicuro! Esatto. Al cento per cento. Ma c’è anche un’altra risposta, pensaci bene. Lui finì di bere e ordinò un altro giro, ma vedevo che ora era attento, così proseguii in tono discorsivo, come se stessi raccontando un fatto senza nessuna importanza.

L’altro modo che dà la garanzia che il segreto verrà mantenuto è che colui che rivela quel “segreto”, ne sa alcuni dell’altra persona. In maniera che nessuno dei due parlerà, proprio per non crearsi problemi. Ora lui stava pensando, testa china e bicchiere che girava tra le mani. Potevo sentire il suo cervello che lavorava. Stava valutando quante cose sapevo io di lui. Stava valutando se ne sapevo più io di lui che lui di me…stava valutando cosa gli convenisse fare…io attendevo, di colpo mi sentivo rilassato, tranquillo. In ogni caso avevo io in pugno la situazione, potevo permettermi pure di farmi accompagnare a casa, di tenere la stessa casa forse ancora per qualche giorno…perchè io di lui sapevo tante cose che mi aveva confidato in quel periodo. E lui se ne stava rendendo conto. Sapevo di sua moglie che lui aveva lasciato da poco, sapevo di sua figlia che andava a scuola dalle Suore, sapevo dei suoi amici che lo tiravano dentro in piccoli lavoretti poco puliti per dargli solo un contentino, lui non era un boss, lui era l’ultima pedina del gioco. E sapeva pure questo. Così alzò gli occhi su di me e prese la sua decisione e io lo ammirai per questo.

Sai che ti dico? A casa ci torni da solo…io ho da fare con la mia ragazza e non voglio perdere tempo con te!!! Ci vediamo in giro, ok? Ok, alzai il bicchiere, tranquillo, ci vediamo in giro…divertiti…

Lui scivolò giù dallo sgabello ed uscì e di colpo mi venne da ridere, avrei voluto farmi una di quelle risate che ti liberano il cuore e la mente, avevo giocato e avevo vinto…e comunque, ero sempre convinto che il miglior modo di tenere un segreto in due, è che uno dei due sia morto!!!

E se qualcuno, un giorno, per intimorirti dovesse dirti: c’è un tempo per la semina e uno per il raccolto. Significa che vuole lasciarti intendere di sapere qualcosa che potrebbe danneggiarti. Ma non sa che quello che lui sa non è altro che quello che tu hai costruito affinché lui potesse affermare un giorno tali affermazioni. E se proprio non è morto. Non sa un cazzo.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.