Caos all’Anpi: “Restituisco la tesserai”. Partigiani spaccati e in fuga sull’Ucraina, maretta su Cossutta “putiniano”

“Voglio restituire la tessera Anpi. Ditemi a chi”. Si conclude così la lettera di un partigiano deluso dai se, dai ma e dai però della sua associazione sul fronte Pagliarulo, della guerra e delle responsabilità dei “compagni” russi nelle stragi di civili in Ucraina. Il partigiano deluso che oggi ha pubblicato la sua lettera sulla pagina della corrispondenza di Francesco Merlo su Repubblica è uno dei tanti che in questi giorni si è sentito tradito dalle posizioni ambigue del presidente dell’Anpi  e che minaccia di stracciare la tessera.

Nella nota dei partigiani sul massacro di Bucha, qualche giorno fa,  si esprimevano forti dubbi sui fatti e sulla matrice della strage russa.  “L’Anpi condanna fermamente il massacro di Bucha, in attesa di una commissione d’inchiesta internazionale guidata dall’Onu e formata da rappresentanti di Paesi neutrali, per appurare cosa davvero è avvenuto, perché è avvenuto, chi sono i responsabili”, è scritto nella nota nella quale si cerca uno strano esercizio di equidistanza, cosa mai accaduta, invece, nella lettura storica della guerra civile in Italia dopo la caduta del fascismo. La condanna generica dei fatti di Bucha, con quei dubbi sollevati dall’Anpi sulla matrice russa, indignano però gli stessi partigiani, uno dei quali ha scritto a Repubblica per manifestare il proprio dissenso.

“Caro Merlo, nel 1966, da leader della sinistra universitaria messinese (Ugi), tenni un appassionato discorso dopo l’uccisione dello studente Paolo Rossi per mano fascista alla Sapienza di Roma, e l’allora presidente dell’Anpi di Messina, ing. Calabrò, mi conferì la tessera onoraria. Per oltre mezzo secolo ne sono andato orgoglioso. Oggi, dopo i comunicati dell’Anpi sull’Ucraina, vorrei restituirla. Ditemi a chi“.

La risposta di Merlo è una mozione dei sentimenti antifascista. “Pensi al partigiano ucraino che canta Bella Ciao… Onori chi gliel’ha data non restituendola a chi dovrebbe restituire la propria”.

La rissa a sinistra prosegue anche sulla figura di Mauro Cossutta, che secondo Merlo, da vivo, si sarebbe schierato con Putin. A “Repubblica” replica il figlio dell’ex leader comunista: “A parte la grave scorrettezza di un giornalista che su una materia così seria e grave si permette di tirare in ballo una persona che non c’è più e non può rispondere, trovo le sue affermazioni davvero gratuite e offensive. Mio padre,che conoscevo sicuramente meglio del Merlo di turno, si è sempre battuto tenacemente per la pace e una persona onesta intellettualmente non può certo equiparare il suo sostegno all’Unione Sovietica con il sostegno a Putin. Ma a Merlo non interessa capire ma soltanto, lui sì, fare propaganda e criminalizzare qualsiasi pensiero critico, anche prendendo a pretesto le persone che non ci sono più”.

Pubblicato da edizioni24

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