Camera e Senato: ecco il trionfo di Giorgia Meloni, e tutti i risultati partito per partito

Il Centrodestra sconfigge in modo netto il centrosinistra, ottenendo la maggioranza dei seggi sia alla Camera (44,15%) dei voti che al Senato (44,37%). Stacca nettamente il centrosinistra fermo al 26.37% alla Camera (26,16% al Senato). Confermata la supremazia di Fratelli d’Italia con il 26,29% (26,26% al Senato), mentre il Pd si ferma al 19,25% (19,10% Senato) e il Movimento 5 stelle recupera fino al 15.04% (15,27% Senato). Affluenza in forte calo, al 63.91% (nel 2018 fu del 73.18%).

In base ai dati del Viminale, quando sono state scrutinate 58.159 sezioni su 60.399, al Senato è in testa la coalizione di centrodestra con il 44,38% mentre quella di centrosinistra è al 26,15%. Il Movimento 5 Stelle raggiunge il 15,27% e il Terzo Polo il 7,69%. Ben al di sotto della soglia di sbarramento del 3% Italexit, ferma all’1,87%, e Unione Popolare all’1,34%.

La sesta stima Tecnè basata sulla settima proiezioni indica che il centrodestra al Senato avrebbe tra 109 e 129 seggi. Il centrosinistra è dato in una forbice tra 30 e 50 seggi. Indietro c’è il Movimento 5 stelle, con un numero di seggi compreso tra 19 e 29. Azione e Italia viva insieme potrebbero averne tra 8 e 10. Italexit al momento dei primi intention poll non supererebbe lo sbarramento. Altri partiti sarebbero tra 3 e 4.

La terza stima Tecnè basata sulla terza proiezione indica che il centrodestra al Senato avrebbe tra 221 e 261 seggi. Il centrosinistra è dato in una forbice tra 61 e 101 seggi. Indietro c’è il Movimento 5 stelle, con un numero di seggi compreso tra 36 e 56. Azione e Italia viva insieme potrebbero averne tra 19 e 21. Italexit al momento dei primi intention poll non supererebbe lo sbarramento. Altri partiti sarebbero tra 3 e 4.

Con più della metà delle sezioni emiliano-romagnole del Senato scrutinate, il centrodestra è in testa in 4 collegi su 5. Il centrosinistra conserverebbe solo il collegio di Bologna con Casini.

Con più della metà delle sezioni campane scrutinate, M5s è in testa in 4 collegi uninominali per il Senato su 7, tutti nel napoletano. Nei restanti 3 collegi fuori Napoli è in testa il centrodestra.

Il centrodestra è in testa in 4 collegiuninominali siciliani del Senato su 6. A Palermo è in testa il candidato M5s. A Messina è in testa il candidato della lista De Luca sindaco d’Italia.

Al quartier generale di Fratelli d’Italia, instaurato all’hotel Parco dei Principi di Roma, ci sono 400 giornalisti provenienti da tutto il mondo per raccogliere le sensazioni subito dopo il voto. Nella sala conferenze dell’Hotel è stato allestito un palco, con alle spalle il logo del partito di Giorgia Meloni su uno sfondo bianco e blu, dove campeggia un grande nastro tricolore. “Rimandiamo a domani le valutazioni più complete ma dagli italiani è arrivata un’indicazione chiara per un governo di centrodestra a guida di Fratelli d’Italia. È il tempo in cui gli italiani potranno avere un governo che esce da una chiara indicazione dalle urne”, ha detto Giorgia Meloni. Il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha telefonato a Giorgia Meloni per complimentarsi per il risultato conseguito alle elezioni.

“Centrodestra in netto vantaggio sia alla Camera che al Senato! Sarà una lunga notte, ma già ora vi voglio dire grazie”, ha commentato su Twitter Matteo Salvini dopo i primi intention poll. “Forza Italia è determinante per la vittoria del centrodestra e sarà determinante per la formazione del nuovo governo. Con i numeri e con i contenuti. Siamo fiduciosi anche per la vittoria in Sicilia del nostro Renato Schifani”, ha scritto su Twitter Antonio Tajani. “È un risultato importante. Fino a poco fa ci davano per morti, ricordo sondaggi al 6-8 per cento”, ha detto il vicepresidente del M5s Michele Gubitosa. “Adesso potremo realizzare quello che avevamo promesso. I risultati li vedremo alla fine, spero che la vittoria di centrodestra premi tutti. Questo è un punto di partenza”, ha dichiarato Francesco Lollobrigida, capogruppo uscente di Fdi alla Camera. “Com’è l’atmosfera? Tranquilla e fiduciosa”, dicono gli organizzatori del comitato elettorale del Terzo Polo.

“I dati mi sembrano evidenti. Una parte rilevante degli italiani ha deciso di dare fiducia a Giorgia Meloni”, ha detto il cofondatore di Fdi Guido Crosetto, parlando al Parco dei Principi. L’imprenditore ha poi aggiunto: “La preoccupazione per la Meloni è una cosa costruita ad arte dalla stampa italiana a cui non è simpatica e da una parte politica italiana. Giorgia Meloni è affidabile, io sono un sincero democratico, non arrivo da un percorso di destra, non ho mai avuto nulla a che fare col fascismo. Affido il futuro dei miei figli tranquillamente a Giorgia Meloni. È la persona che con più responsabilità può gestire un momento così”. Sia Enrico Letta che Matteo Salvini hanno annunciato che parleranno domani mattina e non stanotte, probabilmente attorno alle 11.

“I cittadini si sono espressi e dobbiamo prendere atto che hanno premiato la coalizione di centrodestra che si candida legittimamente a governare il Paese”, ha detto Giuseppe Conte.

“Gli italiani hanno offerto una lezione di umiltà all’Unione europea che, attraverso la voce della signora von Der Leyen, ha affermato di dettare il proprio voto. Nessuna minaccia di alcun tipo può fermare la democrazia: i popoli d’Europa alzano la testa e prendono in mano il loro destino!”, ha scritto in un tweetJordan Bardella, dirigente del partito francese Rassemblement National di Marine Le Pen.

“Alle elezioni politiche in Italia, l’exit poll mostra la vittoria dell’estrema destra“, scrive in apertura The Guardian sui primi exit poll italiani. “Concluso il voto in Italia, mentre l’Europa si prepara alla possibilità di un altro spostamento a destra”, scrive il New York Times nella sua diretta sulle elezioni, che cita gli exit poll. “L’estrema destra della Meloni vince in Italia e scuote l’Unione Europea”, scrive lo spagnolo El Mundo.

“L’Italia vota in modo deciso per una coalizione di partiti di destra nazionalisti”, scrive l’Economist, aggiungendo che queste elezioni porteranno alla nascita del “governo più a destra dalla seconda guerra mondiale”.

Pubblicato da edizioni24

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