Crea sito

Briatore prende a pesci in faccia il governo Conte

Flavio Briatore è un fiume in piena dopo la decisione del governo di chiudere locali notturni e discoteche per impedire l’aumento dei contagi da coronavirus. Un provvedimento giudicato tardivo e “acchiappa voti” dall’imprenditore e che non risolve il problema alla radice, ma lo lascia solo in sospeso.

“Sembra che il virus vada in giro solo di notte”, ha tuonato Flavio Briatore intervistato da Adnkronos dopo il provvedimento adottato in extremis dall’esecutivo sullo stop ai locali notturni. “Questo è un provvedimento acchiappa voti, perché le discoteche non sono chiuse, loro non hanno il coraggio per chiuderle: le hanno lasciate aperte impedendo però di andarci a ballare che poi è un po’ come tenere aperti i ristoranti ma impedendo alla gente di andarci a mangiare”.

Difficile fare il punto di una situazione già critica di per sé. Dopo mesi di stop forzato causa quarantena, il settore stava provando a ripartire in questa strana estate post isolamento ma oggi ecco arrivare il nuovo stop alle attività. Inevitabile la rabbia degli addetti ai lavori e degli imprenditori che, come ha spiegato Briatore, si sono ritrovati loro malgrado capri espiatori: “Volevano trovare un capro espiatorio simbolico e l’hanno trovato nelle discoteche. Come la vedono loro, sembra che questo virus agisca solo di notte e non di giorno, potrebbero ribattezzarlo il virus del panettiere: che si alza la notte per lavorare e dorme di giorno”.

Il governo non ha scusanti per l’ennesima mossa tardiva, che sembra esser più una toppa al problema che non una soluzione. Del resto Briatore aveva già puntato il dito contro Conte e il suo esecutivo quando ancora una decisione non era stata presa: “Divertirsi non fa danni”. Soprattutto perché il virus continua a circolare grazie all’arrivo indiscriminato di immigrati e al ritorno dei turisti dall’estero: “Questi qui sono degli incapaci: anche quando hanno riaperto dopo il lockdown avevano ideato delle misure che di fatto impedivano ai ristoranti di lavorare come il plexiglass o i tre metri tra i tavoli. Hanno fatto così con un po’ tutte le attività, anche quelle industriali e ora stanno facendo lo stesso con le discoteche”.

Tamponi e test sierologi a tappeto sui dipendenti e ingressi ridotti in base alla capacità, queste le proposte che Flavio Briatore avrebbe adottato per evitare la chiusura delle discoteche. Soprattutto perché lo stop – di fatto – potrebbe non esser sufficiente a contenere l’aumento dei contagi “perché tanto i giovani, non è che rimangono a casa se gli chiudi i locali”, ha concluso Briatore.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.