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[BOOM] Tsunami in casa M5s, e Conte traballa. Spadafora vuole dimettersi, per finta?

Terremoto in casa grillina. Questa volta è la riforma dello sport e del Coni a spaccare il movimento. E a mettere a dura prova la tenuta del governo giallorosso. Il ministro Vincenzo Spadafora è pronto a rimettere la delega allo Sport se non avrà la fiducia del M5S. Conservando quella alle politiche giovanili.

Il confronto è aspro dopo una lettera di 5  parlamentari grillini  che hanno chiesto al titolare dello Sport di fermarsi. Missiva che ha molto irritato il ministro campano e ha avvelenato il clima. Tant’è che da 24 ore si susseguono incontrollate le voci di un incontro tra Spadafora e Conte. Durante il quale il ministro avrebbe rassegnato le dimissioni. Che il premier avrebbe respinto. Ma il condizionale è d’obbligo.

Pomo della discordia la riforma del Coni. Il redde rationem è rinviato a queste sera quando si svolgerà l’assemblea dei deputati.

E il direttivo sarà processato. Sul banco degli imputati – come ricostruisceil Giornale – saranno  ancora una volta il capogruppo Davide Crippa. Il suo vice Riccardo Ricciardi e il reggente Vito Crimi. Considerati i colpevoli del ridimensionamento del M5S dopo  dopo le tensioni con il direttivo per la partita sulle Commissioni.

I cinque parlamentari grillini referenti dello sport contestano a Spadafora quella che l’ex campione di judo, Mariani, ha definito un “’mostro a tre teste”. Secondo la riforma il governo dello Sport che, finora, è stato solo di competenza del Coni, dovrebbe essere ripartito tra tre enti. Coni, il dipartimento di Palazzo Chigi e Sport e Salute spa. Un nuovo ente creato ad hoc. La partita è quella di ridimensionare il ruolo di  Giovanni Malagò, da sempre inviso ai grillini.

Mentre arrivano le smentite di rito sulle dimissioni del ministro, nelle file grilline regna il caos. Secondo il Giornale onlinealla regia dell’operazione ci sarebbe Valente, già sottosegretario del ministro Riccardo Fraccaro nel Conte 1. Pronto a fare le scarpe a Spadafora per tornare al governo. Il clima è infuocato e alcuni parlamentari preparano le armi per questa sera. Decisi a chiedere l’azzeramento del direttivo e il commissariamento dei vertici. “Ma questi pensano solo alla poltrona? Non gli è servita la lezione delle commissioni?. E’ il tam tam che corre in Parlamento. “Voglio vedere cosa verrà a dire Crimi. Anche su Spadafora doveva gestire meglio la cosa. E invece il nulla totale. È inesistente”, dicono i parlamentari sul piede di guerra.

L’accusa è quella di essere diventati una costola del Pd. Serpeggia anche  la minaccia di far cadere il Conte bis se non cambiano i capi. “Il Direttivo M5S della Camera sta mettendo a rischio la tenuta del governo. Ha alzato il tiro su Spadafora e ora potrebbe seriamente dimettersi”, così un deputato grillino. “Ma questi sono matti? Per delle ambizioni personali stavano per far cadere il governo? Ne sbagliano una dietro l’altra. Assurdo”, gli fa eco un collega al secondo mandato

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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