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[Boom] Scoppia l’inchiesta sulle mascherine: la Gdf sequestra beni di lusso e immobili per 70 milioni

L’inchiesta sulle mascherine di Roma, e la maxi commessa dalla Cina, entra nel vivo di sequestri e confische tra la capitale e Milano. Si indaga per traffico d’influenze, ricettazione e riciclaggio. Nell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, è indagato per traffico di influenze illecite, Mario Benotti, presidente del consorzio Optel e di Microproducts It. Insieme a lui, all’attenzione della Procura capitolina, sono finite anche altre persone, tra cui l’amministratore delegato della stessa Microproducts It, Daniela Rossana Guarnieri. Giusto la settimana scorsa, ricorda sul caso La Stampa, «la difesa di Benotti era andata al contrattacco. I legali del giornalista Rai in aspettativa avevano chiesto al gip di Roma un incidente probatorio per “acquisire le dichiarazioni del commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, e del responsabile unico dei procedimenti, Antonio Fabbrocini”».

Oggi, dunque, il caso si aggiorna al maxi blitz della Guardia di Finanza di Roma. Che ha dato seguito ad alcuni sequestri preventivi di beni relativi ad alcuni indagati nell’inchiesta. Un’indagine che, come noto, vede al centro delle indagini della Procura le maxicommesse da 72 milioni di euro per l’acquisto di 801 milioni di mascherine dalla Cina durante la prima ondata della pandemia da Covid. E che oggi è entrata nel vivo con il sequestro da parte del Nucleo Valutario della Gdf di Roma di immobili e beni di lusso per circa 70 milioni. Non solo. Nell’ambito dell’inchiesta romana sulle mascherine a quanto apprende l’Adnkronos, le Fiamme gialle, oltre a immobili e rapporti bancari, avrebbero preso in esame anche la confisca di orologi, moto, auto e imbarcazioni.

Come riferito allora sempre da La Stampa, in un esaustivo servizio sull’indagine e sull’intervento della Gdf, la difesa di Benotti interviene a caldo. E fa sapere che «oggetto dell’incidente probatorio richiesto sono, tra l’altro, i rapporti di conoscenza consolidata tra il commissario Arcuri e Benotti. Soprattutto – proseguono i legali – il fatto che in epoca di emergenza pandemica fu proprio il Commissario per l’emergenza Covid 19 a chiedere a Benotti di interessarsi. E nella qualità di presidente del Consorzio Optel, di ricercare sul mercato una fornitura di mascherine che fosse in grado di fronteggiare il bisogno impellente di tali presidi sanitari. In un momento – ricordano i difensori – drammatico per il Paese».

La replica alla nota dei legali arriva direttamente da Matteo Salvini. Che commentando indagine, risvolti e esiti odierni, ha dichiarato quanto riferito dall’Adnkronos. Ossia: «Cambiamento e trasparenza: questo chiedono gli italiani (e la Lega) dopo mesi di inefficienza e documenti nascosti o secretati». «Dopo il sequestro preventivo per 70 milioni nell’ambito di un’indagine della procura di Roma sull’affidamento complessivo di 1,25 miliardi fatto dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri a tre consorzi cinesi».

Nel merito, anche la requisitoria di Andrea Delmastro, deputato di Fratelli d’Italia. Il quale, commentando la notizia dei sequestri operati dalla Gdf nell’ambito dell’indagine sulle mascherine di Roma, dichiara: «Dopo decine di interrogazioni del sottoscritto proprio sull’appalto del commissario Arcuri per 1.2 miliardi di mascherine cinesi che ha fruttato “provvigioni” milionarie a uomini ben introdotti nella filiera del potere, finalmente la Procura della Repubblica ha disposto sequestri vari. Per quale motivo il Governo non ha mai risposto alle mie interrogazioni? Per quale motivo il Governo non ha rimosso Arcuri? L’inerzia e l’assordante silenzio del Governo Conte bis oggi assumono la sinistra luce di una contiguità politicamente criminale. Qualcuno lucrava sulla pelle degli italiani in piena pandemia. E Conte e il suo Governo voltavano la testa dall’altra parte».

Nel dettaglio dei provvedimenti, allora, i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, coordinati dalla procura di Roma, hanno eseguito una serie di sequestri preventivi diretti e per equivalente, emessi dal Gip del Tribunale di Roma. E, in via d’urgenza, dalla stessa Procura capitolina, nei confronti di un gruppo di persone indagate, in concorso tra loro, dei reati di traffico di influenze illecite (aggravato dal reato transnazionale). Oltre che, a vario titolo, di ricettazione, riciclaggio e auto-riciclaggio. Le indagini riguardano gli affidamenti, per un valore complessivo di 1,25 miliardi di euro, effettuati dal Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 a favore di tre consorzi cinesi per l’acquisito di oltre 800 milioni di mascherine di varie tipologie. Realizzate con l’intermediazione, non contrattualizzata dalla struttura commissariale, di alcune imprese italiane. Cioè sono 4 le società coinvolte dall’indagine: la Sunsky srl di Milano. La Partecipazioni spa, la Microproducts It srl e la Guernica srl di Roma.

Dunque, secondo quanto riferito dall’Adnkronos, a fronte dell’attività di intermediazione e dei connessi affidamenti, le società hanno percepito commissioni per decine di milioni di euro dai consorzi cinesi risultati affidatari delle forniture dei dispositivi di protezione individuale. In particolare: mascherine chirurgiche. Nonché del tipo Ffp2 e Ffp3. I finanzieri hanno sottoposto a sequestro le quote societarie della Guernica srl. Disponibilità finanziarie. Polizze assicurative. Immobili a Roma, Pioltello (Milano) e Ardea (Roma). Auto e moto di lusso. Gioielli e orologi di pregio. Anche uno yacht. Il tutto per un valore complessivo stimabile in circa 70 milioni di euro. Le misure cautelari reali riferite alle citate società sono state emesse anche in relazione all’illecito amministrativo, in materia di responsabilità amministrativa degli enti dipendenti da reato.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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