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[Boom] Arriva la sberla a mano aperta. Il ragazzino stuprato da un prete dà una lezione di vita a Beppe Grillo: “Giusto denunciare anche dopo 12 anni”

Parla alle vittime di violenza sessuale, il ragazzino stuprato da un prete a Enna, ma il suo messaggio sembra avere anche un altro destinatario, Beppe Grillo. “Invito chi ha subito abusi a denunciare, un atto che impone coraggio, ma che ti rimette in pace con te stesso. La mia dolorosa storia sia la testimonianza che anche dopo dodici anni dalle violenze si può denunciare”. A dirlo è il giovane che lo scorso dicembre ha chiesto aiuto agli investigatori della Squadra mobile di Enna, diretta da Antonino Ciavola, facendo scattare le indagini che hanno portato oggi all’arresto di un sacerdote per violenza sensuale e abusi su minori. Il prete, che nel frattempo è stato trasferito a Ferrara, è stato posto ai domiciliari.

Il leader del M5S, qualche giorno fa, aveva preso le difese del figlio Ciro, accusato di stupro insieme ad altri suoi tre amici. “Ormai sono due anni, sono stufo. Se dovete arrestare mio figlio, perché non ha fatto niente, allora arrestate anche me perché ci vado io in galera. Come mai la ragazza aveva denunciato solo dopo diversi giorni?”.

Il sacerdote della diocesi di Piazza Armerina è stato arrestato dalla Squadra mobile di Enna con l’accusa di violenza sessuale e atti sessuali con minorenni. Secondo l’accusa, gli abusi sarebbero stati compiuti sia quando era ancora seminarista, sia dopo essere stato ordinato sacerdote. “Reati aggravati dal fatto di essere stati consumati in danno di minori a lui affidati per ragioni di istruzione ed educazione alla religione cattolica”, spiegano gli investigatori.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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