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[Boom] Appalti mascherine, Arcuri nell’occhio del ciclone per due intermediari amici. L’inchiesta bomba che lo travolge

«Ci sono solo due possibilità: o il super commissario Domenico Arcuri spiega la faccenda della fornitura di mascherine, che in pochi giorni ha fatto guadagnare 72 milioni a due intermediari, oppure si dimette». Maurizio Belpietro in un durissimo fondo su La Verità va all’attacco. «Già, una terza soluzione non c’è. Perché scoprire che un ex giornalista e un esperto di sistemi di difesa militare, grazie a dei buoni agganci, durante la pandemia hanno incassato commissioni milionarie, e uno di loro si è pure comprato uno yacht, è cosa difficile da mandar giù senza ottenere una spiegazione. Come sia possibile che lo Stato abbia comprato 10 milioni di mascherine a un prezzo unitario di 55 centesimi, quando poche settimane dopo lo stesso commissario impose ai farmacisti la vendita dei medesimi dispositivi a 50 centesimi, è infatti un’operazione incomprensibile per chiunque».

La vicenda è raccontata in un dettagliatissimo articolo L’affare da oltre 1 miliardo per le mascherine gestito dall’amico dei ministri dem.  Ecco la ricostruzione de La Verità. L’affare delle mascherine, si legge, che ha portato nelle casse della Sunsky 60.000.000 di provvigioni (anche se dall’azienda dicono che sono un po’ meno) è stato organizzato da Mario Benotti, ex dg di Rai World e caporedattore in aspettativa della tv di Stato, ma con ottimi addentellati nella politica.

La Verità scrive, per aver messo in contatto la Sunsky con il commissario straordinario Domenico Arcuri e con il funzionario dell’ufficio acquisti Antonio Fabbrocini ha incassato 12 milioni di euro. Il cinquantacinquenne ingegnere aerospaziale, Andrea Vincenzo Tommasi, titolare al 99% e presidente della milanese Sunsky Srl chiarisce con il giornale diretto da Belpietro. «Benotti, che conosco da 5-6 anni, mi ha chiamato per chiedermi se conoscessi qualcuno che potesse vendere ventilatori». All’inizio Tommasi trova un venditore e invia delle quotazioni, ma non si arriva ai contratti. Alle fine la Sunsky riesce a trovare quello che serve al governo. «Quando mi ha parlato delle mascherine, lì è venuto fuori il discorso della Cina. Ho trovato prezzi più bassi di Consip, forniti in tempi molto più rapidi e con i certificati». E l’affare, scrive La Verità, va in porto. Tommasi, si legge ancora, ha parlato direttamente con Arcuri? «No, Benotti mi ha messo in contatto con Fabbrocini. Arcuri credo che abbia chiamato Benotti». A questo punto Tommasi firma un contratto di consulenza con Benotti come persona fisica. «Ho rinunciato a parte delle mie provvigioni e l’ho fatto pagare direttamente dai cinesi. Così è rimasto tutto tracciato» aggiunge l’ingegnere.

La Verità ricostruisce poi i trascorsi politici di Benotti. È stato consigliere giuridico dell’ufficio di gabinetto del ministero delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio e consigliere del ministro del Lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, con delega a giovani, lavoro e innovazione. È stato anche capo della segreteria particolare e consigliere per gli affari politici e istituzionali del sottosegretario di Stato con delega alle Politiche e agli Affari Europei Sandro Gozi. Nel 2020 Benotti ha proposto a Tommasi anche la sua amica Antonella Appulo come consulente per la comunicazione di Sunsky.

Che cosa succede poi? La Verità spiega che alla fine il governo ha acquistato, attraverso la mediazione di Sunsky e della Microproducts it presieduta da Benotti e controllata all’80% da Partecipazioni Spa (di cui il giornalista è fondatore e vicepresidente), oltre 800 milioni di mascherine per un importo complessivo di 1.250.000.000. A quanto ammontano le provvigioni? Scrive La Verità, per la fornitura di 800 milioni di mascherine ammontano a circa 72.000.000 di euro. Circa il 5,75 per cento del costo totale dei dispositivi. La Sunsky, scrive ancora La Verità  sostiene che siano state più basse, ma non ha voluto specificare di quanto.

Scrive La Verità, in tutto sono stati fatti sette ordini a tre società cinesi. 231.617.647 Ffp3 sono costate 3,4 euro l’una (trasporto compreso); 110 milioni di Ffp2 da 2,16 a 2,20; 460 milioni di chirurgiche (dalla Cina, a maggio ne erano state ordinate in tutto 1,8 miliardi da 15 diversi fornitori) da 0,49 a 0,55. I prezzi erano gli stessi per le mascherine in arrivo in primavera e i dispositivi consegnati in estate. (Anche se il contratto parlava anche di autunno).

Un confronto, nella Regione Lazio. In piena emergenza le mascherine sono state acquistate, per quantità molto inferiori, a prezzi simili. 4 milioni di Ffp3 sono costate in media 3,9 euro, 17,6 di Ffp2 3,17 e i quasi 13 milioni di chirurgiche 0,58. La Consip, conclude l’articolo, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, ha acquistato in pieno caos le Ffp3 a 5,88, le Ffp2 a 4,58 e le chirurgiche a 0,56.

A Domenico Arcuri la replica, se e quando deciderà di farla.

Pubblicato da edizioni24

Gaetano Daniele già Editore de Il Fatto e Il Notiziario (Settimanali per la distribuzione gratuita) Amministratore Il Notiziario e ith24.it Per contattare ith24 scrivere a: [email protected]

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