Beautiful a 5S, neanche Grillo li ha votati: “Era fuori città” e ha disertato le urne

C’è anche Beppe Grillo fra i tanti che hanno fatto mancare il proprio voto al M5S. Il comico e fondatore del Movimento, infatti, domenica non si è recato alle urne: era fuori città da giorni e non è tornato per le elezioni. A rivelarlo è Repubblica, parlando di conferme più o meno dirette dei portavoce locali del M5S e sottolineando tra l’altro che nel seggio di Grillo, il 617 di Genova, i pentastellati hanno racimolato 8 voti, pari al 2,5% delle preferenze.

Che Grillo non si fosse speso per queste elezioni, nelle quali il M5S correva alleato con il Pd a sostegno di Ariel Dello Strologo, sconfitto al primo turno dal candidato del centrodestra e sindaco uscente Marco Bucci,erano noto: niente dichiarazioni, niente post sui social, dove pure resta molto attivo su altri argomenti, e una significativa assenza anche alla manifestazione elettorale che ha portato a Genova Giuseppe Conte e Roberto Fico. Insomma, un deciso cambio di linea rispetto alle precedenti tornate elettorali, quando invece “l’elevato” aveva fatto plateali arrivi al seggio insieme alla moglie, Parvin Tadjik, aveva tenuto comizi e rivolto appelli al voto.

«Beppe non ha votato? Il problema è un altro: mai come ora ci serve con urgenza questa benedetta riorganizzazione sul territorio del Movimento, sennò saremo condannati a dire per sempre che le amministrative non sono il nostro terreno elettorale più adatto, e commentare sconfitte», ha commentato Luca Pirondini, che nel 2017 fu il candidato a sindaco grillino e che oggi è l’unico eletto del M5S al consiglio comunale di Genova.

Nella città del fondatore, i grillini si sono fermati al 4,4% delle preferenze, punto di caduta di un declino segnato negli anni anche da diversi addii, che hanno ridotto la pattuglia parlamentare espressa da questo territorio da otto a tre. «Così oggi la valenza della diserzione del fondatore, proprio in una tornata che certifica l’affossamento elettorale delle cinque stelle nelle varie salse, è tutta politico-simbolica», scrivo Matteo Macor e Matteo Pucciarelli, che firmano l’articolo, sottolineando che dal punto di vista meramente numerico il voto di Grillo non avrebbe cambiato di una virgola la debacle senz’appello delle elezioni.

Pubblicato da edizioni24

Per info e segnalazioni: [email protected] Fondatore Sito: Gaetano Daniele, già editore de "Il Fatto" e "Il Notiziario"

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