Ballottaggi: Verona, Parma, Catanzaro e Piacenza al centrosinistra

Sin dai primi dati ufficiali dei ballottaggi, la tendenza è apparsa chiara. A Parma, Piacenza, Catanzaro e Verona a spuntarla è stato il centrosinistra. A Barletta, Lucca e a Frosinone hanno vinto i candidati del centrodestra. Un risultato che fa riflettere. Hanno pesato alcune scelte che l’elettorato, evidentemente, non ha gradito. Una serie di errori, con candidati non condivisi. Uno su tutti, il “suicidio politico” a Verona, una città “sicura”, che è passata invece al centrosinistra per la mancata convergenza al primo turno su Sboarina. Una mancata convergenza in nome di un poco identificato “laboratorio” che non ha funzionato.

Su Verona è stato un errore di Sboarina e Tosi non sapersi accordare nel ballottaggio con apparentamento o appoggio ufficiale. Ma il vero errore è stato fatto al primo turno quando solo FdI e Lega hanno appoggiato il sindaco uscente mentre Forza Italia ha voluto rompere per appoggiare Tosi che poi non è arrivato neanche al ballottaggio».Così Ignazio La Russa, tra i fondatori di Fdi e vicepresidente del Senato. «Il dato dei ballottaggi conta sicuramente molto per le singole realtà cittadine ma il dato politico nazionale che nelle elezioni amministrative è già relativamente importante nel primo turno (vinto comunque nettamente dal centrodestra) conta pressoché zero nei ballottaggi dove si vince con mediamente il 20% dei voti degli aventi diritto, attesa l’affluenza estiva da 27 giugno scelta dal governo e la tradizionale maggiore partecipazione al voto degli elettori di sinistra per ragioni socio-politiche».

Questo però non cancella la netta affermazione ottenuta dal centrodestra due settimane fa.  Un elemento è indiscutibile. «Al primo turno», ha affermato Francesco Lollobrigida, «FdI ha fatto da traino, è stata decisiva nei Comuni dove si è vinto ed è stata determinante per arrivare ai ballottaggi». Lollobrigida non nasconde, però, il rammarico per l’atteggiamento degli alleati: «Purtroppo, a volte, i risultati degli alleati sono stati meno brillanti di quel che speravamo. Nonostante tutto, FdI non ha mai fatto mancare il suo sostegno ai candidati proposti dal centrodestra, sia al primo che al secondo turno, senza fare mai polemiche che potessero danneggiare la corsa del centrodestra».

Verona. Quando sono state scrutinate 237 sezioni su 265, al ballottaggio il candidato sindaco Damiano Tommasi, sostenuto dal centrosinistra, è al 53,46%, mentre Federico Sboarina, sostenuto da Fdi, Lega e liste civiche è al 46,54%. Al primo turno Damiano Tommasi aveva ottenuto il 39,80% e Federico Sboarina il 32,69%. Nessuno dei due candidati ha fatto apparentamenti per il ballottaggio.

Catanzaro. 92 sezioni su 92: Nicola Fiorita, sostenuto da centrosinistra e M5S, è il nuovo sindaco con il 58,24% dei voti. Valerio Donato, appoggiato anche da Forza Italia e Lega (che si sono presentanti senza simboli di partito), si è fermato al 41,76% (44,01% al primo turno).

Piacenza. Katia Tarasconi, sostenuta dal centrosinistra, è il nuovo sindaco di Piacenza con il 53,46% dei voti. Secondo i dati del Viminale, quando sono state scrutinate tutte le 108 sezioni, al ballottaggio a Piacenza Tarasconi ha ottenuto il 53,46%, mentre Patrizia Barbieri, del centrodestra, si è fermata al 46,54%. Al primo turno Tarasconi aveva ottenuto il 39,93% mentre Barbieri aveva incassato il 37,72%.

Parma. 204 sezioni su 204: è stato eletto sindaco Michele Guerra con il 66,19%, sostenuto dal centrosinistra e dalla Lista Effetto Parma con Pizzarotti. Pietro Vignali, appoggiato dal centrodestra, ha ottenuto invece il 66,19%. Al primo turno Michele Guerra aveva ottenuto il 44,18% mentre Pietro Vignali aveva ottenuto il 21,25%.

Jesolo. Christofer De Zotti, sostenuto da cinque liste tra le quali Fdi, è il nuovo sindaco con il 57,29%. Lo sfidante Renato Martin, appoggiato da quattro liste tra le quali Lega e Fi, si è fermato al 42,71%.

Alessandria. E’ il candidato sindaco di centrosinistra e M5s Giorgio Abonante il nuovo sindaco. Abonante ha ottenuto il 54,41% (42,04% al primo turno), mentre il sindaco uscente Gianfranco Cuttica di Revigliasco, del centrodestra, è al 45,59% (40,24% al primo turno).

Frosinone. Secondo i dati del Viminale, quando sono state scrutinate 13 sezioni su 48, al ballottaggio il candidato sindaco Riccardo Mastrangeli, del centrodestra, è in testa al 55,20%, mentre Domenico Marzi, del centrosinistra, è al 44,80%. Al primo turno Mastrangeli aveva raggiunto il 49,26% e Domenico Marzi il 39,13%.

Barletta. Cosimo Cannito, candidato del centrodestra, è il nuovo sindaco con il 65,03%. Secondo i dati del Viminale, quando sono state scrutinate tutte le 100 sezioni, al ballottaggio, la sfidante, candidata sindaca del centrosinistra Santa Scommegna, si è fermata al 34,97%. Al primo turno Cannito aveva ottenuto il 42,27% mentre Santa Scommegna il 36,63%.

Gorizia. 32 sezioni su 37: Rodolfo Ziberna, appoggiato dalle liste Lega, Noi con l’Italia, Lista Ziberna, Fratelli d’Italia e Forza Italia, è al 52,56% e Laura Fasiolo, sostenuta dalle liste Laura Fasiolo per Gorizia, Slovenska Skupnost, Gorizia è tua, MoVimento 5 Stelle, Partito Democratico/Demokratska stranka e Noi mi noaltris Go!, è al 47,44%.

Lucca. Una sfida sul filo di lana, un testa a testa al cardiopalma, poi il sorpasso. È una vittoria che arriva dopo un’ora e mezzo di sfida all’ultimo voto, quella di Mario Pardini. È lui il nuovo sindaco di Lucca, che sceglie il cambiamento e torna ad essere amministrata dal centrodestra. Pardini ha vinto con il 51,03%, pari a 16.920, staccando lo sfidante candidato sindaco del centrosinistra, Francesco Raspini, fermatosi al 48,97%.

Pubblicato da edizioni24

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