Aprite l’ombrello, piovono tasse: la sinistra ci vuole alla canna del gas. Fi e Lega da Draghi: “No”

Sul tema fiscale il governo di unità nazionale scricchiola. Il centrosinistra rema da una parte, il centrodestra dall’altra. E il timoniere rischia di non riuscire a imprimere alla barca la direzione programmata. Oggi il centrodestra salirà a Palazzo Chigi proprio per verificare con il timoniere Draghi la rotta e la coesione dell’equipaggio. «Noi lavoriamo per risolvere i problemi, non per crearli». È il mantra di Salvini. Il leader della Lega è il più avvelenato contro le ultime frecciatine del segretario dem. «Letta legga bene i documenti che vota. C’è la maggioranza del governo che non vuole aumenti di tasse». Insomma il segretario del Pd è avvisato. Sul fisco Forza Italia e Lega non accettano aut aut dagli alleati di governo.

Lo scontro, l’ultimo, è principalmente sulla revisione del catasto. Letta ironizza. Dice che Draghi ha dato massime assicurazioni che non ci sarà alcun aumento delle imposte e ora il centrodestra di governo vuole intestarsi il risultato. La replica, però, è sul merito. «Fare una revisione del catasto aggiornato ai livelli di mercato porta le case a valere di più e quindi gli italiani a pagare di più», replica Salvini.

Ieri intanto nuovo confronto tra il leader leghista e il coordinatore nazionale degli azzurri, Antonio Tajani in vista dell’incontro di oggi con Draghi. A Palazzo Chigi i due saranno scortati dai rispettivi capigruppo di Camera e Senato. Ed è proprio il capogruppo azzurro a Montecitorio a commentare la posizione dei due partiti di fronte alla questione tasse. «C’è convergenza sulla volontà di dire no a qualsiasi aumento delle tasse – spiega Paolo Barelli – siamo sostenitori del governo fino alla fine della legislatura e quindi non c’è nessuna strumentalizzazione, chi lo dice è in malafede. Ma Draghi deve darci ascolto, non siamo gli ultimi arrivati, conosciamo i problemi e siamo chiamati a interpretare le esigenze dei cittadini, che non possono subire ulteriori aumenti di tasse proprio in questo difficile momento storico».

E il cahiers de doleance che presenteranno in dote al premier si è intanto arricchito di un nuovo punto «divisivo». Si tratta di un emendamento alla delega fiscale presentato proprio da Azione e +Europa per portare la tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche dall’attuale 10 al 50%. Carlo Calenda stima una raccolta di 16 miliardi da utilizzare per abbassare il costo di bollette e benzina. Alla proposta hanno poi aderito pure le altre forze di centrosinistra e Coraggio Italia.

Si tratta soltanto dell’ultima forzatura dei rematori di babordo sulla barca del governo. Si era iniziato con una sorta di minipatrimoniale proposta proprio dal segretario dem subito dopo il suo insediamento al Nazareno: una tassa di successione per costituire un fondo da destinare ai giovani. Per poi tornare alla carica, a più riprese, con i cavalli di battaglia di sempre: patrimoniale e abbassamento della soglia del contante. Fino a includere – proposta delle ultime settimane – l’aumento della tassazione sugli affitti immobiliari.

Insomma il fisco rischia di essere un gap incolmabile tra le forze di governo. «Comprensibile che la delega fiscale generi un acceso confronto tra le forze politiche – sintetizza Marcella Caradonna, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Milano -. Non si può che sperare però che si trovi una soluzione normativa che contribuisca a ridurre il livello di indebitamento fiscale delle famiglie italiane oramai a un livello veramente preoccupante».

Pubblicato da edizioni24

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